Sonar, l assistente dell app Tecnoaccess

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Questa pagina spiega Sonar, l’assistente che dalla versione 1.4 sta al centro dell’app Tecnoaccess. Trovate che cosa sa e che cosa no, come si apre, come si fa una domanda, come si ascolta e si copia una risposta, dove finiscono le conversazioni e perché durante una partita di quiz l’assistente diventa irraggiungibile.

La pagina descrive la versione 1.4.1 dell’app. Sonar funziona allo stesso modo nella versione web su tecnoaccess.it/app/, con una cronologia sua, separata da quella del telefono.

Che cosa è Sonar e che cosa sa

Sonar risponde a domande sui contenuti pubblicati da Tecnoaccess. Il suo messaggio di benvenuto lo dice con le sue parole: «Ciao, sono Sonar. Chiedimi cosa è uscito su TecnoAccess: conosco le notizie, le guide passo passo e le prove di hardware pubblicate dal 2019 a oggi.»

Il perimetro è quello della testata: tecnologia accessibile per ciechi e ipovedenti. Su VoiceOver, TalkBack, NVDA, display braille, occhiali con intelligenza artificiale, app che descrivono le immagini e argomenti vicini, Sonar ha un archivio su cui basarsi. Fuori da quel perimetro il materiale manca, e le risposte lo dicono.

Le risposte sono generate da un’intelligenza artificiale, e la schermata lo ricorda con una riga fissa sotto il campo di scrittura: «Risposte generate da AI sui contenuti di TecnoAccess. Per un dato ufficiale verifica sempre la fonte.» Prendetela alla lettera: Sonar può sbagliare, confondere un dettaglio o esprimersi con troppa sicurezza. Quando la risposta si appoggia agli articoli, in fondo compare la scritta «Fonti» con i collegamenti agli articoli usati: la verifica passa da lì.

Come si apre

«Sonar» è il pulsante centrale della barra di navigazione in fondo allo schermo, il terzo di cinque: l’ordine è «Home», «Notizie», «Sonar», «Games», «Altro». A schermo si distingue subito, perché è l’unico con l’icona dentro un cerchio arancione pieno, un po’ più grande delle altre e sollevato sopra la barra. Per VoiceOver è un pulsante come gli altri, che legge solo la parola «Sonar». Toccandolo la pagina torna in cima, il fuoco va sul titolo e sentite «Sezione Sonar.»

C’è una seconda strada dalla scheda Home: la sezione «Chiedi a Sonar» contiene un pulsante con lo stesso nome, la descrizione «L’assistente che risponde con gli articoli di TecnoAccess» e, per lo screen reader, la coda «Apre l’assistente.» Porta esattamente qui.

Sonar funziona senza account: tutto quello che leggete in questa pagina vale con o senza accesso. Serve invece la connessione a internet, come spiegato più avanti.

La prima schermata

In cima c’è il titolo «Sonar», con accanto due pulsanti: «Cronologia» e «Nuova chat». Sotto, il messaggio di benvenuto e quattro proposte di domanda raccolte sotto il titolo «Qualche idea per cominciare».

Le quattro proposte vengono pescate a caso da un serbatoio di 98 domande, lo stesso dell’assistente del sito, e cambiano a ogni nuova conversazione. Ogni proposta è un pulsante con un’emoji decorativa, che VoiceOver salta, e un’etichetta breve, per esempio «Le ultime novità su VoiceOver» oppure «TalkBack, le novità recenti». Il tocco invia la domanda per esteso: il pulsante «Le ultime novità su VoiceOver» manda a Sonar «Cosa è uscito di nuovo su VoiceOver negli ultimi mesi?».

Alla prima domanda il benvenuto scompare e resta la conversazione. Con «Nuova chat» il benvenuto torna, con quattro proposte nuove.

Fare una domanda

In fondo alla schermata c’è il campo di testo, etichettato per lo screen reader «La tua domanda per Sonar», con il suggerimento «Chiedi qualcosa a TecnoAccess…». Accetta al massimo 500 caratteri: raggiunta la soglia, la tastiera smette di scrivere.

La domanda parte con il pulsante «Invia» oppure con il tasto Invio della tastiera. Su una tastiera fisica si va a capo con Maiusc+Invio; dalla tastiera su schermo il tasto di invio spedisce e basta.

All’invio succedono tre cose, nell’ordine: il vostro messaggio compare nella conversazione sotto il nome «Tu», Sonar apre la sua bolla con la scritta «Cerco su TecnoAccess…», e VoiceOver annuncia «Domanda inviata. Sonar cerca la risposta, ci vuole qualche secondo.»

L’attesa è reale: la ricerca negli archivi e la scrittura della risposta arrivano a chiedere venti o trenta secondi. L’app aspetta fino a 75 secondi, poi rinuncia con il messaggio «La risposta sta impiegando troppo. Riprova tra un momento.»

Si fa una domanda per volta: finché Sonar cerca, il pulsante «Invia» risulta disattivato e gli invii in più vengono ignorati. Se nel frattempo passate a un’altra scheda, la richiesta continua per conto suo: la risposta viene annunciata all’arrivo e la ritrovate nella conversazione tornando su Sonar.

Come arriva la risposta

La risposta compare tutta insieme, senza effetto macchina da scrivere, e VoiceOver la annuncia per intero: «Risposta di Sonar:» seguito dal testo completo. L’annuncio si accoda senza interrompere quello che state già ascoltando, e il tempo di lettura dipende solo dalla lunghezza della risposta. Il testo resta comunque sullo schermo, da rileggere con calma riga per riga.

Una scelta fatta apposta per lo screen reader: la zona dei messaggi è muta di suo, e ogni annuncio parte in modo esplicito, uno per evento. Così riaprire una vecchia conversazione non scatena la rilettura automatica di tutto lo scambio.

Le risposte possono contenere grassetti, elenchi puntati e collegamenti. Gli eventuali titoli interni diventano paragrafi in grassetto, senza intestazioni vere: la navigazione per intestazioni di VoiceOver resta pulita e trova solo i titoli della schermata.

Sotto le risposte che citano gli articoli compare la scritta «Fonti», seguita dai collegamenti con i titoli degli articoli usati. Si aprono fuori dalla conversazione, sul sito tecnoaccess.it.

Ascoltare e copiare una risposta

Sotto ogni risposta ci sono due pulsanti numerati: «Ascolta la risposta 1» e «Copia la risposta 1», poi «Ascolta la risposta 2» e così via. Il numero serve a capire a quale risposta appartiene il pulsante anche quando lo screen reader lo legge da solo, fuori contesto.

«Ascolta» legge la risposta con la voce di sintesi del sistema, in italiano, ripulita dai segni di formattazione. Mentre legge, l’etichetta del pulsante diventa «Ferma la lettura», e un secondo tocco interrompe. La lettura si ferma da sola anche aprendo la cronologia, iniziando una nuova chat o cambiando scheda. Sui dispositivi senza sintesi vocale il tocco produce l’avviso «La lettura ad alta voce non è disponibile su questo dispositivo.»

«Copia» mette negli appunti il testo pulito, senza asterischi né altri segni, e conferma con l’annuncio «Risposta 1 copiata.» Da lì lo incollate dove volete.

Le conversazioni restano sul telefono

Ogni conversazione si salva da sola, sul dispositivo e solo lì. Niente account, niente nuvola: la schermata della cronologia lo dichiara con la riga «Le conversazioni restano solo su questo dispositivo.» Cancellando l’app se ne vanno anche le conversazioni, e su un altro telefono non le ritrovate. La versione web tiene una cronologia separata, dentro il browser.

Il pulsante «Cronologia» apre l’elenco, sotto il titolo «Cronologia delle conversazioni». Ogni voce porta il titolo della conversazione, cioè la prima domanda che avete fatto, accorciata con i puntini se supera i 50 caratteri, e la data per esteso, per esempio «6 agosto 2026». Toccando la voce la conversazione si riapre, con un annuncio che ripete il titolo, il numero di messaggi e chiude con «Scorri per rileggerli, oppure continua a chiedere.» Anche sulle risposte vecchie ritrovate i pulsanti «Ascolta» e «Copia», e le «Fonti» restano al loro posto.

Accanto a ogni voce c’è «Elimina». Prima di cancellare, l’app chiede conferma con la finestra «Eliminare la conversazione “…”? Non si può annullare.», e mantiene la parola: l’eliminazione è definitiva. A cancellazione avvenuta sentite «Conversazione eliminata.» Se eliminate la conversazione che era aperta, la schermata della chat torna al benvenuto.

Se non avete ancora fatto domande, l’elenco dice «Nessuna conversazione ancora. Torna indietro e fai la prima domanda.» Per uscire dalla cronologia c’è il pulsante «← Torna alla conversazione», in cima.

L’archivio tiene al massimo 30 conversazioni: alla trentunesima, la più vecchia esce senza avviso. Se uno scambio vi serve, copiatevi le risposte prima che scivoli in fondo alla lista.

Riaprendo una conversazione potete continuare a chiedere da dove eravate. Un limite da conoscere: come contesto Sonar riceve solo gli ultimi sei messaggi dello scambio. In una conversazione lunga, quello che vi siete detti prima esce dalla sua memoria: se un dettaglio conta, ripetetelo nella domanda.

Nuova chat

Il pulsante «Nuova chat» azzera la schermata e riparte dal benvenuto, con l’annuncio «Nuova conversazione. Scrivi la domanda o scegli una di quelle proposte.» e il fuoco già dentro il campo di testo. La conversazione precedente resta in cronologia: aprire una chat nuova non cancella niente.

Senza rete

Sonar vive sui server di Tecnoaccess e senza connessione non risponde. In quel caso leggete «Non riesco a contattare TecnoAccess. Controlla la connessione e riprova.» La domanda che avevate scritto resta salvata nella conversazione, senza risposta: quando la rete torna, riaprite la conversazione dalla cronologia e rifatela.

Il servizio ha anche dei limiti d’uso sul numero di domande. Quando li toccate, il messaggio che compare al posto della risposta li spiega a parole, senza codici.

Durante una partita di quiz Sonar sparisce

Con una partita di quiz in corso, che sia una sfida contro una persona, un torneo o una partita contro il bot già iniziata, l’intera barra dei pannelli viene nascosta e la partita occupa lo schermo. VoiceOver avvisa: «Partita in corso: la barra dei pannelli è nascosta fino a fine match.» Ogni tentativo di andare altrove, compresi i collegamenti e le notifiche, viene respinto con l’annuncio «Partita in corso: prima finisci o abbandona il match.» Si esce solo finendo la partita o abbandonandola. A partita chiusa sentite «Partita finita: la barra dei pannelli è tornata.»

Il motivo riguarda Sonar da vicino: fra le categorie del quiz c’è anche Tecnologia, e un assistente che conosce gli archivi della testata farebbe da suggeritore. Per correttezza verso chi gioca dall’altra parte, durante il match l’assistente resta chiuso fuori insieme a tutto il resto. I quattro giochi in solitaria, Briscola, Codice Segreto, Sequenza Sonora e Impiccato, non attivano questo blocco: lì non ci sono domande di cultura generale da proteggere. Fuori dalle partite Sonar è sempre a un tocco, da qualunque scheda.

Le regole complete della modalità partita stanno nella pagina Sfidare un amico e i tornei.

I limiti, in breve

  • Sonar può sbagliare: le risposte sono generate da AI. Per un dato ufficiale aprite l’articolo indicato sotto «Fonti».
  • Risponde sul perimetro della testata, la tecnologia accessibile per ciechi e ipovedenti, con i contenuti pubblicati dal 2019 a oggi.
  • Una domanda per volta, lunga al massimo 500 caratteri.
  • Come contesto tiene gli ultimi sei messaggi della conversazione.
  • Le conversazioni restano solo sul dispositivo, al massimo 30.
  • Serve la connessione a internet, e una risposta arriva a chiedere anche mezzo minuto.
  • Durante una partita di quiz è irraggiungibile.

Per il resto dell’app: le schede e la barra di navigazione sono descritte in Primi passi, gli articoli che Sonar cita si leggono nella scheda Notizie, spiegata nella pagina Leggere e ascoltare le notizie.