Accessibilità e impostazioni

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Questa pagina serve a chi vuole adattare Tecnoaccess al proprio modo di leggere e di giocare: dimensione del testo, tema chiaro o scuro, quanti secondi avere per rispondere a una domanda, come passare da una domanda all’altra, suoni e vibrazione. È aggiornata alla versione 1.4.1 dell’app.

Nella seconda metà trovate il rapporto fra l’app e le impostazioni di sistema di iPhone, e l’elenco preciso di quello che è stato costruito apposta per chi usa VoiceOver. Se una funzione manca, qui c’è scritto che manca.

Tutte le impostazioni di questa pagina funzionano senza account e senza connessione a internet.

Dove sono le impostazioni

Si aprono dalla scheda «Altro», l’ultima delle cinque della barra in fondo allo schermo. L’ordine della barra è «Home», «Notizie», «Sonar», «Games», «Altro». «Sonar» sta al centro ed è l’unico pulsante con l’icona dentro un cerchio arancione pieno: è l’assistente della testata, e ha la sua pagina della guida su Sonar. Passando alla scheda «Altro», VoiceOver annuncia «Sezione Altro.» e il fuoco si posa sul titolo «Altro».

Un avvertimento prima di tutto il resto: durante una partita di quiz la barra in fondo sparisce e le impostazioni diventano irraggiungibili finché il match non è chiuso. Il funzionamento preciso sta più sotto, nella sezione sulla barra che sparisce.

Dentro «Altro», il riquadro si chiama «Accessibilità e impostazioni» e viene dopo «Account e privacy» e «Guida e assistenza» (da quest’ultimo si aprono le pagine di questa guida, compresa quella che state leggendo). Dentro ci sono cinque gruppi di comandi, sempre in questo ordine:

  • «Dimensione del testo», cinque scelte;
  • «Tema», tre scelte;
  • «Tempo per rispondere (Quiz contro il bot)», tre scelte;
  • «Avanzamento nel quiz dopo la risposta», due scelte;
  • «Audio e vibrazione», due interruttori.

Ogni gruppo è un gruppo vero, con la sua intestazione: VoiceOver annuncia prima il nome del gruppo e poi le opzioni, così sapete sempre cosa state scegliendo. Ogni riga è alta almeno 44 pixel e il pallino di scelta misura 22 per 22 pixel. Toccando l’etichetta si seleziona l’opzione, non serve colpire il pallino.

Non c’è nessun pulsante «Salva». Ogni scelta è già attiva mentre VoiceOver finisce di annunciarla.

«Dimensione del testo»: i cinque livelli

Cinque pulsanti di scelta esclusiva che moltiplicano la dimensione di tutto il testo dell’app. I valori sono questi:

  • «Normale», 100 per cento;
  • «Grande», 118,75 per cento;
  • «Molto grande», 137,5 per cento;
  • «Enorme», 160 per cento;
  • «Gigante», 185 per cento.

Il valore di partenza è «Normale». Se il valore salvato risulta illeggibile o non previsto, l’app torna a «Normale» senza bloccarsi.

La scelta agisce sulla radice della pagina. Cresce il testo di tutta l’app. Margini, spaziature e bordi restano fissi, quindi ai livelli alti il testo si avvicina ai bordi dei riquadri. Il cambio è immediato e non serve riavviare l’app.

A ogni tocco arriva la conferma parlata: «Dimensione del testo: Molto grande.» e così via. È l’unico riscontro che avete se non guardate lo schermo, perché ingrandire il testo non produce nessun suono.

Cosa cresce e cosa si ferma

Alcuni elementi hanno un tetto e ai livelli alti smettono di crescere:

  • le etichette della barra in fondo si fermano a 15 pixel;
  • le icone della stessa barra si fermano a 34 pixel, e il cerchio di «Sonar» a 52;
  • la scritta «Tecnoaccess» della barra in alto si ferma a 32 pixel.

Il motivo è pratico: senza quei tetti, al livello «Gigante» la barra di navigazione si mangerebbe metà schermo e resterebbe pochissimo spazio per il contenuto.

Anche i numeri e le etichette dentro i grafici delle Statistiche si fermano: il numero grande dell’anello a 44 pixel, le etichette delle barre a 18, quelle degli assi a 16.

Tutto il resto del testo cresce davvero. Il corpo parte da 1,0625 volte la dimensione di base, cioè circa 17 pixel al livello normale, con interlinea 1,5. Il testo degli articoli è appena più grande, 1,08 volte, con interlinea più larga, 1,68. I titoli di primo livello sono 2 volte il corpo di base (la data in cima alla Home arriva a 2,3), quelli di secondo 1,5 volte, quelli di terzo 1,2 volte. Le note e i suggerimenti sono 0,9 volte in grigio.

I numeri dei tabelloni e dei timer usano cifre a larghezza fissa, così non ballano mentre cambiano. Le parole lunghe negli articoli e nei commenti vanno a capo invece di uscire dallo schermo.

Due cose da mettere in conto ai livelli alti. La prima: i riquadri si allungano molto e la Home richiede parecchio scorrimento, con l’ordine dei riquadri sempre uguale e non riordinabile. La seconda: nella schermata di una domanda del quiz, la riga con categoria e numero di round, la pillola del conto alla rovescia e le quattro risposte occupano molto spazio in verticale. Quanta parte resti visibile senza scorrere, sul vostro modello di iPhone, è da verificare sul campo.

C’è un limite dichiarato: non esiste un livello più piccolo del normale. Il testo si può solo ingrandire.

Quanto diventa grande davvero, insieme al Dynamic Type di iPhone

Il livello scelto dentro l’app non sostituisce la dimensione testo impostata in iOS: la moltiplica.

L’app misura da sola quanto è grande il corpo di testo di sistema. Lo fa inserendo per un istante un elemento sonda invisibile che eredita il corpo standard di iOS, ne legge la dimensione effettiva e la confronta con i 17 pixel del corpo standard. Il fattore di sistema che ne esce non scende mai sotto 1, quindi l’app non rimpicciolisce mai il testo, e non sale mai sopra 1,9.

La scala finale è il prodotto fra la percentuale scelta nell’app e il fattore di sistema, con un tetto di sicurezza al 280 per cento. Oltre quella soglia il testo smette di crescere anche continuando ad alzare la dimensione di sistema, perché più su l’impaginazione si romperebbe.

Nella pratica, partendo da un iPhone con la dimensione testo al massimo:

  • «Normale» arriva al 190 per cento;
  • «Grande» arriva a circa il 225 per cento;
  • «Molto grande» arriva a circa il 261 per cento;
  • «Enorme» e «Gigante» toccano il tetto del 280 per cento.

La misura viene rifatta ogni volta che tornate nell’app dopo averla lasciata in secondo piano. Potete quindi cambiare la dimensione testo nelle impostazioni di iPhone, rientrare in Tecnoaccess e trovare l’app già aggiornata, senza chiuderla e riaprirla.

Un limite tecnico: la rimisurazione scatta solo al rientro, non mentre l’app è già davanti. Se cambiate la dimensione dal centro di controllo senza uscire dall’app, il comportamento è da verificare sul dispositivo. Nella versione web del sito la funzione è di fatto inattiva, perché la sonda resta ferma a 17 pixel e il fattore di sistema vale 1.

Ultima nota sui caratteri. Dalla 1.4.1 le due famiglie sono incluse dentro l’app come file: Newsreader per i titoli, con le grazie da rivista, e Atkinson Hyperlegible per il corpo, un carattere disegnato dal Braille Institute proprio per chi ci vede poco. Niente scaricamenti dalla rete: i caratteri si vedono uguali anche senza connessione.

«Tema»: automatico, chiaro, scuro

Tre pulsanti di scelta esclusiva che decidono i colori dell’app. Il valore di partenza è «Automatico (come il sistema)». Se il valore salvato non è uno dei tre previsti, si torna ad automatico.

«Automatico (come il sistema)» segue l’impostazione chiaro o scuro di iPhone e cambia da solo quando quella cambia. «Chiaro» forza la versione su fondo bianco pieno: testo quasi nero, arancione acceso per accenti e icone, pulsanti principali arancione molto scuro con testo bianco. «Scuro» forza il fondo nero pieno: testo bianco, arancione più chiaro e caldo, pulsanti principali arancione pieno con testo nero.

La 1.4.1 ha ricalibrato tutta la tavolozza per alzare il contrasto: via il fondo crema delle versioni precedenti, via ombre, sfumature e aloni. Ogni schermata è una superficie unica, bianca o nera, con i riquadri separati da bordi sottili. Il cambio è immediato, e a ogni tocco arriva la conferma parlata: «Tema: Scuro.» e così via.

Qualche numero, per chi i numeri li vuole. Il pulsante principale ha un contrasto di 5,7 a 1 nel tema chiaro (livello AA) e di 8,3 a 1 nel tema scuro (livello AAA). L’arancione vivo serve solo ad accenti non testuali, come righe e icone: il testo arancione sotto i 24 pixel usa una variante apposta, più scura nel tema chiaro e più chiara in quello scuro, per non scendere sotto la soglia. Gli stati di esito del gioco hanno una variante dedicata per ciascun tema: verde per la risposta giusta, rosso per quella sbagliata, ambra per il pareggio. Anche l’anello di messa a fuoco cambia tonalità fra i due temi, per restare visibile su entrambi i fondi.

C’è un caso particolare: nel tema scuro il pulsante «Accedi con Apple», presente solo nell’app installata, si inverte, fondo bianco e scritta nera, per mantenere il contrasto richiesto da Apple.

La barra di stato di iPhone segue il tema

Sull’app installata, quando il tema è scuro (perché scelto a mano o perché il sistema è scuro e il tema è automatico) l’app dice a iOS di scrivere l’ora e le icone di stato in chiaro. Con il tema chiaro le fa scrivere in scuro. Così la barra di stato si fonde con la barra superiore invece di stonare.

Il controllo viene rifatto all’avvio, a ogni cambio di tema dentro l’app e a ogni passaggio da chiaro a scuro del sistema. Nella versione web questo adattamento manca e l’app funziona lo stesso. Non c’è modo di forzare a mano lo stile della barra di stato.

È un effetto puramente visivo, utile a chi ci vede poco perché evita testo chiaro su fondo chiaro.

Cosa il tema non fa

Detto senza giri di parole:

  • non esiste una modalità ad altissimo contrasto o a colori invertiti separata dal tema scuro;
  • non c’è nessuna impostazione per il contrasto né per il colore di accento;
  • i banner illustrati dei giochi hanno colori fissi nel disegno e restano uguali in entrambi i temi;
  • le note in grigio, quelle a 0,9 volte con colore attenuato, stanno intorno a 7 a 1 nel tema chiaro e sopra 10 a 1 in quello scuro: il livello AA è passato con largo margine, il livello AAA è raggiunto al limite nel chiaro.

Il tema è salvato solo su quel dispositivo e non segue l’account.

«Tempo per rispondere (Quiz contro il bot)»

Tre pulsanti di scelta esclusiva che decidono quanti secondi avete per rispondere a ogni domanda del Quiz contro il bot:

  • «Normale, 20 secondi», il valore di partenza;
  • «Esteso, 40 secondi»;
  • «Senza limite di tempo».

Anche qui la conferma è parlata e ripete la formula intera: «Tempo per rispondere (Quiz contro il bot): Esteso, 40 secondi.»

Un avvertimento sul nome. L’impostazione e il riquadro nell’elenco dei giochi dicono «Quiz contro il bot», ma una volta aperto il gioco il titolo in cima diventa «Quiz Testa a Testa» e il pulsante per uscire dice «← Esci da Quiz Testa a Testa». Chi cerca «Quiz contro il bot» dentro la partita non lo trova: è lo stesso gioco con due nomi.

Questa è l’impostazione più utile della pagina per chi legge con lo screen reader. Venti secondi possono non bastare per farsi leggere una domanda e quattro opzioni, specialmente con il testo molto ingrandito o con una voce lenta.

Con «Senza limite di tempo» cambiano due cose. La pillola del conto alla rovescia mostra il simbolo di infinito, con un’etichetta parlata dedicata che dice «Nessun limite di tempo», così VoiceOver non prova a interpretare il simbolo; spariscono anche gli avvisi a 10 e a 5 secondi, perché non c’è più niente da contare. E l’avanzamento diventa manuale: dopo la risposta compare un pulsante «Continua», la schermata resta ferma finché non lo toccate e l’annuncio dell’esito si chiude con «Tocca Continua per proseguire.» Potete rileggere con calma la domanda, la risposta corretta e il riquadro «Situazione partita» prima di andare avanti.

Il fuoco non viene spostato sul pulsante «Continua», ed è una scelta voluta: spostarlo interromperebbe l’annuncio dell’esito. Il pulsante sta subito dopo le quattro risposte e si raggiunge con uno swipe in avanti.

Con il tempo a limite, quello che succede dopo la risposta dipende dall’impostazione «Avanzamento nel quiz dopo la risposta», spiegata nella sezione successiva.

Perché nelle sfide online restano sempre 20 secondi

Questa impostazione vale soltanto per il Quiz contro il bot, cioè l’allenamento in solitaria.

Nelle sfide online contro un avversario vero e nei match di torneo il tempo è fisso a 20 secondi per domanda, per equità fra i giocatori, e l’impostazione viene ignorata. La regola è dichiarata nella schermata di Games, nel riquadro «Le regole del fair play»: «Chi lascia il gioco mentre una domanda è aperta perde il round a tavolino: niente motori di ricerca, niente assistenti AI. Qui si gioca ad armi pari.»

La punizione per chi esce con una domanda aperta cambia fra i due casi, e la differenza pesa. Nella sfida online si perde il round: compare «Round perso a tavolino» e le risposte del round contano come sbagliate. Nel match di torneo compare «Match perso a tavolino» e vengono segnate come sbagliate tutte le domande che restano, fino alla fine del match.

Nel torneo, in compenso, ogni risposta già data viene salvata sul server nell’istante in cui la date. Uscendo senza domanda aperta, per esempio fra un round e l’altro, al rientro trovate la schermata «Riprendi il match»: si riparte dalla prima domanda non ancora vista, le domande già giocate non tornano mai, e i 20 secondi partono solo quando toccate il pulsante.

Negli altri giochi (Briscola, Codice Segreto, Sequenza Sonora, Impiccato) non esiste nessun timer di risposta, quindi non c’è niente da regolare: si gioca al proprio ritmo.

Quando si può cambiare questa impostazione

Solo prima di iniziare una partita, oppure dopo che è finita. Il valore viene letto all’inizio di ogni singola domanda, ma con un match vivo la barra in fondo è nascosta e la scheda «Altro» è irraggiungibile: ogni tentativo di navigare viene respinto con l’annuncio «Partita in corso: prima finisci o abbandona il match.» Vale anche per il Quiz contro il bot.

«Avanzamento nel quiz dopo la risposta»

Questa impostazione è nuova della 1.4.1 e decide cosa succede dopo che avete risposto a una domanda del quiz. Due scelte:

  • «Automatico: si va avanti da soli, con calma», il valore di partenza;
  • «Manuale: l’esito resta finché non tocchi Prossima domanda».

Vale in tutte le modalità del quiz: contro il bot, nelle sfide online e nei tornei. Cambia solo quello che succede dopo la risposta, mai il tempo per rispondere, quindi online non dà nessun vantaggio: quando l’esito è a schermo, la risposta è già consegnata.

Dopo ogni risposta l’app annuncia l’esito: «Esatto!» se avete indovinato, altrimenti «Sbagliato. La risposta corretta era: » seguito dal testo completo della risposta giusta, oppure «Tempo scaduto. La risposta corretta era: » se il tempo è finito. La risposta esatta si ascolta sempre per intero.

Con «Automatico» l’app aspetta che la frase sia stata letta e poi passa da sola alla domanda successiva. L’attesa è calcolata sulla lunghezza dell’annuncio: almeno 3,5 secondi dopo una risposta giusta, almeno 4 dopo una sbagliata, con circa 150 millesimi di secondo in più per ogni carattere della frase, fino a un massimo di 8 secondi. Più lunga è la risposta corretta, più tempo avete per ascoltarla. Con una voce impostata molto lenta il margine può comunque non bastare: in quel caso la strada è «Manuale».

Con «Manuale» la schermata resta ferma finché non toccate il pulsante che compare sotto le quattro risposte. Nelle sfide online e nei tornei il pulsante dice «Prossima domanda» (nel torneo, sull’ultima domanda, «Vai al risultato»); nel Quiz contro il bot dice «Continua». Potete rileggere domanda, risposte e «Situazione partita» quante volte volete.

In entrambi i casi il fuoco resta dove si trovava, sull’opzione che avete toccato: niente salti a sorpresa, e l’annuncio dell’esito non viene mai interrotto. Il pulsante di avanzamento si raggiunge con uno swipe in avanti.

Un pezzo di storia spiega perché esiste tutto questo: fino al 1° agosto 2026 l’esito della domanda veniva coperto dall’annuncio successivo e la risposta corretta spariva a metà lettura, come ci ha segnalato un lettore. La 1.4.1 ha rifatto il meccanismo degli annunci (i dettagli sono più sotto) e ha aggiunto questa impostazione per chi vuole decidere da sé il ritmo.

«Audio e vibrazione»

Due caselle di spunta, entrambe attive di partenza.

«Suoni di gioco»

Accende o spegne i suoni di ritorno dei giochi. Sono suoni sintetizzati al volo dall’app, senza file audio da caricare: un doppio suono ascendente per la risposta giusta, un suono basso e ruvido per quella sbagliata, un ticchettio per i tocchi, una fanfara di quattro note per la vittoria, tre note discendenti per la sconfitta, un tocco breve per la selezione. Nello stesso gruppo rientra il tic acuto degli avvisi del timer, a 10 e a 5 secondi dalla fine.

A ogni cambio l’app conferma a voce: «Suoni di gioco: attivati.» oppure «Suoni di gioco: disattivati.»

Su iPhone l’audio si sblocca solo dopo il primo tocco dell’utente dentro l’app, perché iOS pretende un gesto prima di far suonare qualcosa. Il primissimo suono di una sessione potrebbe quindi non sentirsi.

Tre limiti dichiarati. Spegnendo i suoni si perdono anche i tic di avviso del timer, che per chi non guarda lo schermo sono l’unico segnale del tempo che scorre oltre agli annunci a 10 e a 5 secondi. Non c’è nessun cursore per il volume: i livelli sono fissi nel codice e il volume tipico è 0,16 su 1, quindi si regola solo con i tasti fisici del telefono. E non c’è un’anteprima dei suoni dentro le impostazioni: per sentirli bisogna giocare.

C’è un’eccezione da conoscere prima di stupirsi. A suoni spenti, Sequenza Sonora continua a suonare: in quel gioco i quattro toni sono il contenuto stesso della partita, e vengono emessi comunque. Tutto il resto dei suoni di quel gioco, come la conferma di round superato e la sequenza di fine partita, obbedisce all’interruttore.

Sul podcast e sulla lettura degli articoli l’interruttore non ha alcun effetto: lì non ci sono suoni di conferma.

«Vibrazione»

Accende o spegne il ritorno tattile durante i giochi. La conferma parlata dice «Vibrazione: attivata.» oppure «Vibrazione: disattivata.» Quando è attivo, gli schemi sono questi:

  • 80 millesimi di secondo per la risposta giusta e per la vittoria;
  • 120, pausa 60, 120 millesimi per la risposta sbagliata e per la sconfitta;
  • 15 o 20 millesimi per i tocchi e per l’accensione dei tasti;
  • 40 millesimi per un passo riuscito;
  • 60, pausa 40, 60 millesimi per una lettera sbagliata nell’Impiccato.

Su una lettera già provata non succede niente: il tocco viene ignorato in partenza, senza vibrazione e senza suono.

L’idea era dare una terza via oltre a suono e voce, utile a chi ha anche un calo dell’udito o gioca in ambiente rumoroso.

Qui va detta la verità: su iPhone questo interruttore in pratica non produce nulla. La vibrazione via web non è supportata, Safari e la vista web di iOS ignorano il comando, e il codice dell’app lo dichiara apertamente. L’interruttore c’è, si tocca, viene salvato, ma il telefono resta fermo. Funziona nella versione web aperta da un browser che la supporta, per esempio Chrome su un telefono Android.

Le impostazioni si salvano da sole

Le sei impostazioni (dimensione del testo, tema, tempo per rispondere, avanzamento nel quiz, suoni, vibrazione) vengono scritte nella memoria del dispositivo appena toccate, e rilette a ogni avvio dell’app. Non c’è nessun pulsante «Salva» né «Applica»: la modifica è immediata. Se un valore salvato risulta illeggibile o non valido, l’app usa quello di partenza senza bloccarsi.

I valori di partenza al primo avvio sono: suoni attivi, vibrazione attiva, testo «Normale», tema «Automatico (come il sistema)», tempo «Normale, 20 secondi», avanzamento «Automatico: si va avanti da soli, con calma».

Limiti da conoscere prima di cambiare telefono:

  • queste sei impostazioni vivono sul dispositivo e restano lì: cambiando iPhone o reinstallando l’app bisogna rifarle;
  • non esiste un comando per ripristinare i valori di partenza;
  • non si possono esportare né sincronizzare fra dispositivi;
  • se la memoria riservata all’app fosse piena, il salvataggio fallirebbe in silenzio e alla riapertura tornerebbe il valore di prima.

Nell’altra direzione, le impostazioni sopravvivono a tutto il resto: uscendo dall’account con «Esci», e perfino eliminando l’account, restano dove sono. L’unico modo per riportarle allo stato iniziale è disinstallare l’app.

Due comandi che stanno fuori dal riquadro «Accessibilità e impostazioni»

Ci sono altri due posti dove si regola qualcosa che pesa sull’accessibilità.

Il primo è il selettore «Velocità» del player del podcast, sotto la barra di avanzamento. Il Podcast vive dentro la scheda «Notizie»: in testa alla vista c’è il commutatore «Articoli | Podcast» per passare dall’una all’altra. Il selettore ha cinque scelte: «Lenta (0,75×)», «Normale (1×)», «Veloce (1,25×)», «Più veloce (1,5×)», «Doppia (2×)». Per chi ascolta è un comando di accessibilità quanto il tempo di risposta del quiz: rallentare serve a chi fatica a seguire una voce veloce, accelerare a chi ascolta molte ore. Dalla 1.4.1 la scelta viene salvata sul dispositivo: al riavvio dell’app la ritrovate come l’avevate lasciata.

Il secondo è «Preferenze notifiche», che si apre dal centro notifiche: pulsante «Notifiche» dentro «Altro», poi «Preferenze». Lì scegliete per quali categorie ricevere gli avvisi e attivate l’interruttore «Non disturbare di notte (22–8)», che silenzia notizie e promemoria dalle 22 alle 8; gli avvisi di gioco, come «tocca a te» e i risultati, arrivano sempre. Queste preferenze seguono l’account e viaggiano da un telefono all’altro: su un iPhone nuovo le ritrovate già come le avevate lasciate. Il vincolo del dispositivo scritto qui sopra vale soltanto per le sei impostazioni del riquadro «Accessibilità e impostazioni» e per la velocità del podcast.

Cosa arriva dalle impostazioni di iPhone e non dall’app

Tre comportamenti dell’app dipendono da impostazioni che stanno fuori, in iOS.

«Riduci movimento»

Quando su iPhone è attivo «Riduci movimento», nelle impostazioni di accessibilità, l’app spegne le animazioni.

La schermata arancione di apertura non fa più l’alone attorno al marchio, non fa l’anello che si allarga e non fa l’ingrandimento: compare tutto già fermo. E dura molto meno, perché la dissolvenza parte dopo 650 millesimi di secondo invece che dopo 1700, con una transizione di 0,3 secondi. La comparsa in dissolvenza delle schermate di gioco viene annullata, e sparisce anche il piccolo scatto dei pulsanti alla pressione: resta solo il cambio di colore.

Serve a chi soffre di nausea o disorientamento con le animazioni, e come effetto secondario accorcia l’attesa prima di poter usare l’app. Non c’è un interruttore dentro l’app per ridurre il movimento indipendentemente dal sistema.

Chiaro e scuro di sistema

Con il tema su «Automatico (come il sistema)», l’app segue l’impostazione di iPhone e cambia da sola quando quella cambia, anche mentre l’app è aperta. Scegliendo «Chiaro» o «Scuro» dentro l’app, l’impostazione di sistema viene ignorata.

Dimensione testo di sistema

Vale quanto scritto sopra: la dimensione testo di iOS si moltiplica con il livello scelto nell’app, fino al tetto del 280 per cento, e viene rimisurata a ogni rientro nell’app.

È la funzione che permette di impostare una volta sola la dimensione grande su iPhone e ritrovarla rispettata anche qui, senza configurare niente.

La lingua e VoiceOver

Questa parte sta a sé, perché non dipende da nessuna impostazione di iPhone.

La lingua della pagina è dichiarata italiana dentro l’app stessa, quindi VoiceOver usa la voce italiana e la pronuncia corretta senza che dobbiate fare nulla. La dichiarazione viaggia con l’app, e vale anche su un iPhone configurato in un’altra lingua.

L’app non ha nessun modo di sapere se VoiceOver è acceso e non cambia comportamento in base a questo. Tutto quello che è stato costruito per lo screen reader è sempre attivo, anche per chi non lo usa, e non toglie niente a chi guarda lo schermo.

Cosa è stato pensato per chi usa VoiceOver

Questa sezione elenca i lavori fatti apposta. Servono a capire perché certe cose si comportano come si comportano, e a sapere cosa aspettarsi.

Gli annunci: ora si mettono in coda

In fondo alla pagina ci sono tre riquadri invisibili, larghi un pixel e posizionati fuori schermo, dedicati agli annunci per lo screen reader.

Due sono di cortesia: aspettano che VoiceOver finisca di leggere e poi annunciano. L’app li alterna a ogni messaggio, ed è la novità più importante della 1.4.1 per chi ascolta: scrivere due annunci di fila nello stesso riquadro troncava la lettura in corso, e l’esito della domanda spariva sotto l’annuncio successivo (ce lo ha segnalato un lettore il 1° agosto 2026). Con l’alternanza, il nuovo annuncio si accoda a quello in lettura e ogni frase arriva in fondo. Questi riquadri portano praticamente tutto: il cambio di sezione, l’esito dei caricamenti, la conferma delle impostazioni, i risultati di gioco, i badge sbloccati.

Il terzo riquadro è di allerta, quello che interromperebbe subito, ed è presente nella pagina ma non viene invocato da nessuna schermata. Nessun messaggio dell’app taglia la parola a VoiceOver mentre sta leggendo una domanda o un’opzione. È una scelta.

Un dettaglio tecnico con una conseguenza pratica: ogni annuncio viene fatto svuotando prima il riquadro e riscrivendo il testo dopo 30 millesimi di secondo. Senza quella pausa, due annunci identici di fila non verrebbero riletti. Il ritardo è realizzato con un timer, che continua a scorrere anche quando lo schermo smette di disegnare, quindi l’annuncio arriva pure a schermo spento o con l’app in secondo piano.

I limiti sono tre. Gli annunci non si possono disattivare né rallentare dall’app. Non c’è nessuna impostazione di verbosità. E non esiste una cronologia: se VoiceOver perde un annuncio, quel messaggio non si può rileggere.

La barra che sparisce durante le partite

Quando c’è una partita di quiz viva (il Quiz contro il bot, il vostro turno di una sfida online, un match di torneo) la barra delle cinque schede viene nascosta e la partita occupa tutto lo schermo. La sparizione viene sempre annunciata: «Partita in corso: la barra dei pannelli è nascosta fino a fine match.» e, alla fine, «Partita finita: la barra dei pannelli è tornata.» Chi ascolta non si ritrova mai una barra svanita in silenzio.

Con la barra nascosta, ogni via d’uscita viene respinta con l’annuncio «Partita in corso: prima finisci o abbandona il match.»: i tocchi sulle schede, ma anche le notifiche e i link di invito che vorrebbero aprire un’altra schermata sopra il match. Sonar è irraggiungibile per lo stesso motivo: durante un quiz un assistente che risponde alle domande sarebbe un aiuto esterno.

Si esce in due soli modi: finendo il match, oppure abbandonandolo con il pulsante in alto («← Esci da Quiz Testa a Testa» nel gioco contro il bot, «← Esci dalla sfida» online, «← Torna a Games» nel torneo). L’abbandono chiede sempre conferma; nel torneo l’avviso ricorda che al rientro si riprende da dove si era, perché le risposte già date sono salvate sul server.

I giochi in solitaria (Briscola, Codice Segreto, Sequenza Sonora, Impiccato) non nascondono la barra.

Il fuoco: dove va a finire dopo ogni azione

Il fuoco viene spostato a mano decine di volte nell’app, sempre per lo stesso motivo: evitare che cada nel vuoto e costringa a ricominciare la navigazione dall’alto.

Alcuni esempi reali. Cambiando scheda, il fuoco va sul primo titolo di primo o secondo livello visibile del pannello, saltando i titoli che si trovano dentro blocchi nascosti, e parte l’annuncio della sezione. Chiudendo un articolo, il fuoco torna esattamente sul pulsante dell’articolo da cui eravate partiti. Quando il pulsante «Carica altre notizie» sparisce perché l’elenco è finito, il fuoco passa all’ultimo articolo caricato. Toccando «Riproduci» nell’elenco degli episodi del podcast, il fuoco si sposta sul pulsante di pausa del player, che nel documento viene prima dell’elenco. Dopo aver pubblicato, modificato o eliminato un commento, il fuoco torna sul titolo «Commenti». Nella Briscola, quando una carta esce dalla mano, il fuoco scivola sull’ultima carta rimasta.

L’unico caso in cui il fuoco resta fermo di proposito è l’esito di una domanda del quiz: come scritto sopra, il pulsante di avanzamento compare sotto le risposte senza rubare il fuoco, per non interrompere l’annuncio.

Le richieste di conferma pericolose sono trattate a parte: l’avviso prima di eliminare un commento, quello prima di bloccare una persona dai commenti e quello prima di eliminare l’account sono marcati come avvisi urgenti e ricevono subito il fuoco, così vengono letti per intero prima che possiate toccare qualcosa.

C’è un link «Salta al contenuto» come primo elemento della pagina, visibile solo quando riceve il fuoco. Porta al contenitore principale. Un limite: porta al contenitore e non a un titolo, quindi da dove riparta esattamente la lettura è da verificare, e visivamente il salto non lascia traccia perché il contorno di messa a fuoco su quel contenitore è azzerato.

Le finestre che isolano il resto dell’app

Quando una schermata prende tutto lo spazio, il resto dell’app viene messo fuori dalla portata dello swipe, così VoiceOver resta dentro la finestra invece di scivolare sulla barra delle schede.

Sequenza Sonora, durante la partita, apre un palco a schermo pieno dichiarato come finestra di dialogo modale, «Sequenza Sonora, partita in corso», e il resto della pagina resta fuori. Senza quell’isolamento, uno swipe a sinistra dal primo tasto uscirebbe dal gioco. Nello stesso momento il canale vocale si sposta dentro il palco: gli avvisi del gioco passano da un riquadro dedicato interno alla finestra, perché con una finestra modale aperta VoiceOver legge soltanto quello che sta dentro.

Le finestre del profilo e della ricerca persone marcano come inerti il contenuto principale e la barra delle schede finché restano aperte. Alla chiusura, il fuoco torna esattamente sull’elemento da cui eravate partiti.

Pulsanti spenti che restano leggibili

Nell’app quasi nessun pulsante viene disattivato davvero. Vengono marcati come non disponibili, con l’aspetto attenuato, e il blocco vero sta nel codice che ignora i tocchi successivi.

Succede con le risposte del quiz dopo che avete risposto, con le lettere già provate nell’Impiccato, con i tasti della Sequenza Sonora mentre parte la sequenza, con le carte della Briscola quando non è il vostro turno, con «Carica altre notizie» mentre carica, con i pulsanti della coda di moderazione e con «Codice del giorno» quando la sfida di oggi è già stata giocata.

Il motivo è semplice: disattivare davvero un pulsante che ha il fuoco lo farebbe sparire da sotto il dito, e VoiceOver ricomincerebbe a leggere dall’inizio della pagina. Così il punto di lettura resta dov’era, e ripercorrendo la griglia dell’Impiccato si capisce quali lettere avete già provato.

Per lo stesso motivo, in molti giochi la schermata non viene ricostruita dopo ogni mossa: cambiano solo le etichette degli elementi già presenti. Nella Briscola i tre pulsanti carta esistono sempre e sono le loro etichette a cambiare a ogni presa.

Niente informazione affidata al solo colore

Ogni segnale che a schermo è un colore ha anche una forma o una parola.

La risposta giusta porta una spunta e quella sbagliata una crocetta, oltre al verde e al rosso, e accanto al simbolo c’è un testo per lo screen reader che dice «risposta corretta» oppure «la tua risposta, sbagliata». I pallini del tabellone di partita contengono lo stesso simbolo dentro il cerchio colorato. La scheda attiva della barra in fondo, oltre a cambiare colore, mostra una barretta piena di 26 per 3 pixel sopra l’etichetta, ed è marcata come pagina corrente perché VoiceOver la annunci.

Nel tabellone e nel riquadro «Situazione partita» i pallini sono nascosti allo screen reader e ogni riga porta una frase al posto loro. Sei pallini letti uno per uno darebbero una sfilza di suoni senza significato.

Le due frasi sono diverse. Nel riquadro «Situazione partita» ogni riga dice per esteso giuste e sbagliate: «Round 2, Geografia. Tu: 2 giuste e 1 sbagliata su 3. Bot: 1 giusta e 2 sbagliate su 3.» Nel tabellone di fine round la frase è più corta: «Round 2, Geografia. Tu: 2 su 3. Bot: 1 su 3.» Nei tabelloni del torneo, dove la categoria non si sceglie, al posto del nome della categoria c’è il numero del round.

Anche la parola nascosta dell’Impiccato ha una lettura dedicata: a schermo si vedono i puntini, a VoiceOver arriva «Parola: C, vuoto, S, vuoto.»

Etichette che distinguono i pulsanti ripetuti

Dove la stessa parola comparirebbe dieci volte in un elenco, il pulsante porta un’etichetta parlata più lunga della scritta visibile.

Nell’elenco degli episodi del podcast i pulsanti si leggono «Riproduci: titolo dell’episodio» e «Dettagli: titolo dell’episodio». Nella lista di chi segui si legge «Sfida Marco». Negli utenti bloccati, «Sblocca Marco». Nei commenti, «Rispondi a Marco», «Segnala il commento di Marco», «Modifica il tuo commento». Ogni nome utente toccabile si legge «Apri il profilo di Marco». Le voci del centro notifiche si leggono per intero con in fondo la parola «Apri». In Sonar, i pulsanti sotto ogni risposta si leggono «Ascolta la risposta 2» e «Copia la risposta 2», con il numero che distingue una risposta dall’altra.

Quasi tutte le icone, le emoji e i simboli decorativi sono nascosti allo screen reader: le icone della barra in fondo, la stella di «Salva», le lettere A. B. C. D. davanti alle risposte, i banner illustrati dei giochi, il cerchietto con l’iniziale negli avatar. Resta sempre il testo vero accanto.

Quattro punti sfuggono, e lì l’emoji viene letta: quella della categoria nella riga sopra la domanda del quiz, quella della categoria nella schermata in cui il bot annuncia la sua scelta, la festicciola nei titoli di fine partita («Hai vinto! 🎉», «Indovinata! 🎉», «Codice trovato! 🎉», «Nuovo record! 🎉») e lo scudetto nel pulsante «🛡️ Moderazione commenti», visibile solo ai moderatori. Sono punti da correggere.

Un caso a parte: quando create una sfida con codice, il codice a sei caratteri viene annunciato con uno spazio fra un carattere e l’altro, così viene compitato invece di essere pronunciato come una parola incomprensibile. E il campo «Invito o codice», sotto «Hai ricevuto un invito?», accetta il messaggio incollato per intero: il codice lo estrae l’app, senza che dobbiate trascrivere niente a mano.

Il timer che non parla ogni secondo

La pillola del conto alla rovescia è marcata come timer, ma con gli aggiornamenti vocali disattivati. Se venisse riletta a ogni secondo, VoiceOver parlerebbe sessanta volte al minuto sopra la domanda e il quiz sarebbe ingiocabile.

Restano due soli avvisi parlati, «10 secondi rimasti.» e «5 secondi rimasti.», ciascuno accompagnato da un breve segnale acustico. Gli avvisi passano dai riquadri di cortesia, quindi non tagliano la lettura dell’opzione in corso.

Due conseguenze da conoscere: con «Esteso, 40 secondi» gli avvisi restano a 10 e a 5, quindi nei primi 30 secondi non arriva nessun segnale; con «Senza limite di tempo» il timer sparisce del tutto e non arriva nessun avviso.

Grafici e numeri detti a parole

Nelle statistiche i tre grafici sono trattati come immagini con una descrizione che riassume i dati a parole. L’anello degli esiti si legge «Esiti su 24 partite: 13 vittorie, 3 pareggi, 8 sconfitte.» Le barre della precisione elencano tutte le categorie con la percentuale. La linea del punteggio dice punto di partenza, punto di arrivo, minimo e massimo.

Sotto ogni grafico c’è un riquadro richiudibile «Mostra i dati» con la stessa informazione in tabella, con le intestazioni di riga e di colonna dichiarate, così VoiceOver in modalità tabella annuncia correttamente cella per cella. All’apertura della schermata parte anche un riassunto parlato con i tre numeri principali: partite, percentuale di vittorie nei duelli, percentuale di risposte esatte.

Nel player del podcast il cursore porta il tempo in parole, «12 minuti e 3 secondi», aggiornato mentre l’episodio avanza, e dopo ogni salto di 15 secondi l’app annuncia la nuova posizione allo stesso modo.

Tastiera esterna e barra braille

Con una tastiera collegata funzionano quattro cose, ed è bene sapere che sono solo quelle.

Dentro la schermata di una domanda del quiz, in tutte le modalità, freccia giù e freccia destra portano alla risposta successiva, freccia su e freccia sinistra a quella precedente, e l’elenco gira in tondo: dalla quarta si torna alla prima. Serve a scorrere le opzioni senza usare Tab, che invece esce dal gruppo.

Il tasto Invio invia il modulo nei campi delle schermate «Crea il tuo account» e «Accedi», nel campo del nome giocatore, nel campo delle quattro cifre del Codice Segreto e nella casella dei messaggi di Sonar, dove Maiuscolo più Invio va a capo senza inviare. Negli altri campi dell’app non fa niente.

Il tasto Esc chiude le finestre sovrapposte del profilo e della ricerca persone. È l’unica scorciatoia da tastiera valida ovunque: non ci sono tasti per cambiare scheda, per tornare indietro o per aprire le impostazioni.

Il link «Salta al contenuto» si raggiunge con Tab come primo elemento della pagina.

Quando un elemento riceve il fuoco da tastiera o da controllo interruttori viene circondato da un contorno spesso 3 pixel, staccato di 2 pixel dall’elemento, con un ulteriore alone del colore del fondo che lo separa dal resto. Il contorno usa una tonalità di arancione diversa per ciascun tema, così resta visibile sia sul bianco sia sul nero, e non compare quando si naviga toccando con il dito.

Bersagli tattili

Quasi tutti i bersagli stanno sopra la soglia dei 44 pixel raccomandata da Apple:

  • pulsanti della barra in fondo: almeno 56 pixel;
  • pulsanti principali: almeno 52 pixel;
  • pulsanti piccoli e righe di impostazione: almeno 44 pixel;
  • lettere dell’Impiccato: almeno 52 pixel.

Restano sotto la soglia quattro casi:

  • «Mostra i dati», il riquadro richiudibile sotto ogni grafico delle Statistiche: 36 pixel;
  • i cerchi colore della modifica profilo: 40 per 40 pixel;
  • il cursore di avanzamento del player podcast: 36 pixel di altezza;
  • i nomi utente toccabili dentro il testo, che sono pulsanti in linea senza nessuna altezza minima dichiarata.

Sono punti da correggere.

Un pulsante disattivato viene attenuato: 55 per cento nella maggior parte dei casi, 60 per le lettere dell’Impiccato, 85 per i tasti della Sequenza Sonora.

Una nota sui gesti: il doppio tocco sullo schermo non ingrandisce la pagina, ed è stato tolto anche il ritardo di 300 millesimi di secondo che quel gesto imponeva a ogni tocco. Lo zoom a due dita, quello del pizzico, resta attivo: a chi ci vede poco serve davvero.

Cosa manca ancora

Detto onestamente, perché non lo scopriate cercandolo:

  • non c’è nessuna impostazione per la verbosità o per silenziare gli annunci;
  • non c’è una cronologia degli annunci per rileggere quello che è sfuggito;
  • non ci sono scorciatoie da tastiera per cambiare scheda o tornare indietro;
  • non c’è un comando per ripetere l’ultimo messaggio, tranne riaprire il riquadro «Situazione partita» o «Stato partita» nei giochi che ce l’hanno;
  • non esiste un livello di testo più piccolo del normale;
  • non c’è una modalità ad alto contrasto separata dal tema scuro;
  • la vibrazione, su iPhone, non funziona.

Domande frequenti

Ho scelto «Gigante» ma le scritte della barra in fondo non sono cresciute. Perché?

Perché hanno un tetto. Le etichette della barra si fermano a 15 pixel, le icone a 34, il cerchio di «Sonar» a 52 e la scritta «Tecnoaccess» in alto a 32. Funziona così apposta: senza quei tetti, al livello «Gigante» la barra di navigazione occuperebbe metà schermo. Hanno un tetto anche i numeri e le etichette dentro i grafici delle Statistiche: il numero grande dell’anello a 44 pixel, le etichette delle barre a 18, quelle degli assi a 16. Il testo di tutto il resto dell’app, contenuto compreso, cresce davvero, mentre margini e spaziature restano fissi.

Ho cambiato la dimensione del testo nelle impostazioni di iPhone e Tecnoaccess non se ne è accorta.

Uscite dall’app e rientrateci. La misura viene rifatta ogni volta che l’app torna in primo piano, e a quel punto la nuova dimensione viene applicata da sola. Se cambiate la dimensione dal centro di controllo senza mai uscire dall’app, il comportamento è da verificare.

Posso rimpicciolire il testo sotto il normale?

No. «Normale» al 100 per cento è il livello più basso disponibile, e il fattore di sistema non scende mai sotto 1. L’app può solo ingrandire.

Ho messo «Esteso, 40 secondi» ma nelle sfide contro altre persone ne ho sempre 20.

È corretto. L’impostazione vale soltanto per il Quiz contro il bot. Nelle sfide online e nei match di torneo il tempo resta fisso a 20 secondi per domanda, per non dare vantaggio a uno dei due giocatori. Attenzione alla differenza fra i due casi quando si esce con una domanda aperta: nella sfida online si perde il round, nel match di torneo tutte le domande restanti contano come sbagliate.

Posso cambiare il tempo di risposta mentre sto giocando?

No. Durante una partita di quiz la barra in fondo è nascosta e la scheda «Altro» è irraggiungibile: ogni tentativo viene respinto con l’annuncio «Partita in corso: prima finisci o abbandona il match.» Impostate il tempo prima di iniziare, oppure a partita finita.

La barra in fondo è sparita. È un errore?

No, avete una partita di quiz in corso: la barra si nasconde per tutta la durata del match e torna alla fine. La sparizione e il ritorno vengono sempre annunciati a voce. Per uscire prima usate il pulsante in alto nella schermata di gioco, che chiede conferma.

L’app passa alla domanda dopo troppo in fretta. Posso decidere io quando andare avanti?

Sì: in «Altro», riquadro «Accessibilità e impostazioni», scegliete «Manuale: l’esito resta finché non tocchi Prossima domanda». Da quel momento, dopo ogni risposta, la schermata resta ferma finché non toccate il pulsante sotto le risposte: «Prossima domanda» nelle sfide online e nei tornei, «Continua» nel Quiz contro il bot. Vale anche online, senza dare vantaggi: la risposta a quel punto è già consegnata.

Ho spento i suoni ma la Sequenza Sonora continua a suonare.

I quattro toni di quel gioco sono il contenuto della partita: senza di loro non ci sarebbe niente da ricordare. Vengono suonati anche a interruttore spento. Gli altri suoni di Sequenza Sonora, come la conferma di round superato e la sequenza di fine partita, obbediscono all’interruttore.

Ho attivato la vibrazione ma non sento niente.

Su iPhone la vibrazione via web non è supportata: Safari e la vista web di iOS ignorano il comando, quindi l’interruttore c’è ma non produce nessun effetto percepibile. Funziona nei browser che la supportano, per esempio Chrome su un telefono Android. È un limite noto e dichiarato nel codice dell’app.

Come regolo il volume dei suoni dell’app?

Con i tasti fisici del volume del telefono. Dentro l’app non c’è nessun cursore: i livelli sono fissi e il volume tipico è 0,16 su 1. Vale anche per il podcast, che non ha un controllo di volume proprio.

Come faccio a sentire i suoni prima di giocare?

Solo in Sequenza Sonora, che nella schermata iniziale mette a disposizione i quattro tasti da provare prima di iniziare. Per gli altri suoni non c’è un’anteprima nelle impostazioni: bisogna giocare una partita.

Devo confermare da qualche parte le impostazioni che scelgo?

No. Ogni scelta viene salvata sul telefono nel momento in cui la toccate ed è già attiva mentre VoiceOver finisce di annunciarla. Non esiste un pulsante «Salva» né «Applica».

Ho cambiato iPhone e ho trovato tutte le impostazioni da rifare.

Le sei impostazioni del riquadro «Accessibilità e impostazioni» vivono sul dispositivo, come la velocità del podcast: non si sincronizzano e non si esportano. Sul telefono nuovo bisogna rifarle a mano. Vale anche reinstallando l’app sullo stesso telefono. Le preferenze delle notifiche, invece, seguono l’account e le ritrovate già come le avevate lasciate.

Come rimetto tutto come era all’inizio?

Non c’è un comando per ripristinare i valori di partenza, e nemmeno uscire dall’account o eliminarlo cancella le impostazioni. L’unico modo per riportarle allo stato iniziale è disinstallare l’app, che però cancella anche i record dei giochi, gli articoli salvati, la velocità scelta per il podcast e le posizioni di ascolto degli episodi.

Esiste una modalità ad alto contrasto?

I due temi della 1.4.1 nascono già ad alto contrasto: bianco pieno o nero pieno come fondo, testo quasi nero o bianco, arancione ricalibrato, niente ombre né sfumature. Una modalità separata, invertita o ad altissimo contrasto, non esiste, e non c’è nemmeno un’impostazione per il colore di accento. Le note in grigio, quelle scritte a 0,9 volte con colore attenuato, stanno intorno a 7 a 1 nel tema chiaro e sopra 10 a 1 in quello scuro.

Perché VoiceOver non mi dice quanti secondi mancano?

Perché il timer verrebbe riletto a ogni secondo e coprirebbe la lettura della domanda e delle risposte. Restano due avvisi, «10 secondi rimasti.» e «5 secondi rimasti.», con un breve segnale acustico. Se quel margine non basta, le strade sono due: «Senza limite di tempo» per il Quiz contro il bot, e l’avanzamento «Manuale» per rileggere con calma l’esito in ogni modalità.

Mi sono perso un annuncio. Posso farmelo ripetere?

No, non esiste una cronologia degli annunci. In alcune schermate però l’informazione resta consultabile: nei quiz c’è il riquadro richiudibile «Situazione partita», nella Briscola c’è «Stato partita» con briscola, punteggio, carte rimaste e ultima presa, nel Codice Segreto c’è «I tuoi tentativi» con tutti i responsi.

Gli annunci arrivano anche a schermo spento?

Sì. Il meccanismo usa un timer, che continua a scorrere anche quando lo schermo smette di disegnare, quindi funziona pure con l’app in secondo piano o con lo schermo bloccato.

Le impostazioni funzionano anche senza account?

Sì, tutte e sei. Il riquadro «Accessibilità e impostazioni» non chiede l’accesso e non ha bisogno della connessione: chi non vuole registrarsi può comunque ingrandire il testo, cambiare tema, togliere il limite di tempo e scegliere l’avanzamento manuale.

Perché all’avvio, per un paio di secondi, VoiceOver non dice niente?

La schermata arancione di apertura è dichiarata decorativa, quindi VoiceOver non la legge e non ci si può entrare dentro. Dura 1,7 secondi prima di iniziare a dissolversi, e in ogni caso viene tolta entro 3,2 secondi. Con «Riduci movimento» attivo su iPhone la dissolvenza parte già dopo 0,65 secondi. Non si può saltare toccando lo schermo e non si può disattivare. Se quel silenzio disorienti davvero l’utente è una cosa che vogliamo verificare, e su cui le vostre segnalazioni servono.

Non hai trovato quello che cercavi

Scrivete a redazione@tecnoaccess.it.

Per aiutarci a capire in fretta, indicate il modello di iPhone, la versione di iOS e la schermata esatta in cui vi trovavate, con il nome del riquadro o del pulsante. Se il problema riguarda VoiceOver, dite anche cosa vi ha letto e cosa vi aspettavate di sentire.