Diritti digitali

MUDEM, il museo della moneta prepara il percorso per chi non vede

Il MUDEM, il museo della moneta della Banca d'Italia, ha presentato agli Accessibility Days di Roma un percorso tattile per i visitatori ciechi e ipovedenti. Il museo non è ancora aperto e il percorso è in fase di…

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Illustrazione editoriale a tema: MUDEM, il museo della moneta prepara il percorso per chi non vede

Il MUDEM, il museo della moneta della Banca d’Italia, ha presentato agli Accessibility Days di Roma un percorso tattile pensato per i visitatori ciechi e ipovedenti. Il museo non è ancora aperto e il percorso è in fase di prototipo, ma la scelta di lavorarci fin da ora, prima dell’inaugurazione, è il dato che conta.

Che cosa è il MUDEM

MUDEM sta per Museo della Moneta. È il museo che la Banca d’Italia sta costruendo per raccontare la storia della moneta e della finanza. Avrà sede a Roma, in Villa Hüffer, in via Nazionale, all’interno del centro di educazione finanziaria intitolato a Carlo Azeglio Ciampi. Al momento il museo non ha ancora aperto le porte: il sito ufficiale lo dichiara apertamente, e l’apertura è indicata per i prossimi anni, con il 2027 come data attualmente citata.

In attesa dell’inaugurazione, il MUDEM ha già proposto delle anteprime, fra cui la mostra “L’avventura della moneta” ospitata a Roma. È in questo periodo di preparazione che si colloca il lavoro sull’accessibilità, e qui sta la nota positiva. Troppo spesso l’accessibilità di un museo arriva dopo, come adattamento di spazi già costruiti. Il MUDEM la sta sviluppando mentre il museo prende forma, quando cambiare le cose costa poco.

Cosa è stato mostrato agli Accessibility Days

Gli Accessibility Days sono il principale appuntamento italiano dedicato all’accessibilità digitale. La decima edizione si è svolta il 21 e 22 maggio 2026 all’Università Sapienza di Roma, nell’edificio Marco Polo, in concomitanza con la Giornata mondiale della consapevolezza sull’accessibilità. Il MUDEM ha partecipato con due momenti distinti.

Il 22 maggio è stato illustrato il percorso tattile per le persone cieche e ipovedenti. Secondo la descrizione ufficiale del museo, i visitatori hanno potuto toccare con mano i prototipi degli ausili realizzati fino a quel momento e ripercorrere alcune tappe della storia della moneta attraverso un’esperienza multisensoriale. Il museo non ha diffuso un elenco dettagliato di cosa contiene il percorso, e per correttezza è bene non immaginarlo: quello che è confermato è l’esistenza di un percorso tattile in costruzione e di prototipi di ausili già provati dal pubblico.

Un progetto costruito con chi lo userà

Il MUDEM descrive il proprio lavoro sull’accessibilità come attività di co-progettazione e sperimentazione. Il percorso tattile, nelle parole del museo, serve a consentire la partecipazione e il coinvolgimento dei futuri visitatori ciechi e ipovedenti. Mostrare i prototipi agli Accessibility Days, davanti a un pubblico che comprende molte persone con disabilità visiva, è coerente con questo approccio: si fa provare quello che si sta costruendo e si raccoglie il riscontro prima che il museo apra.

Per chi non vede, questo modo di procedere fa la differenza fra un percorso tattile che funziona e uno che resta un gesto simbolico. Un modello da toccare progettato senza il riscontro di chi lo esplorerà con le dita rischia di essere illeggibile. Un percorso provato in anticipo dagli utenti reali ha la possibilità di essere corretto in tempo.

I musei tattili in Italia

Il MUDEM si inserisce in una tradizione italiana che ha un punto di riferimento preciso: il Museo Tattile Statale Omero di Ancona. Nato nel 1993 dal Comune su impulso dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, riconosciuto come museo statale dal Parlamento nel 1999, il Museo Omero ha fatto da capofila per l’idea di un museo dove si conosce con il tatto. Espone opere esplorabili con le mani, didascalie in nero e in braille, rilievi e supporti pensati per chi non vede.

La differenza è che il Museo Omero nasce come museo tattile, mentre il MUDEM è un museo generalista che sta costruendo un percorso tattile al proprio interno. Sono due strade diverse e tutte e due utili. Quello che conta, per il pubblico non vedente, è che un’istituzione grande come la Banca d’Italia tratti l’accessibilità come parte del progetto e non come un’aggiunta facoltativa.

Cosa aspettarsi

Va detto con chiarezza dove siamo. Il MUDEM non è aperto, il percorso tattile non è ancora visitabile, gli ausili mostrati agli Accessibility Days sono prototipi. Chi volesse oggi visitare un museo con un percorso per non vedenti deve guardare altrove, a partire dal Museo Omero. Quello che raccontiamo è un cantiere in corso, una premessa che procede nella direzione giusta.

Tecnoaccess seguirà il MUDEM fino all’apertura. Quando il museo sarà visitabile torneremo a parlarne con una prova diretta del percorso tattile, raccontando cosa funziona per chi lo esplora con le mani. Per ora resta un buon segnale: un grande museo italiano che, prima ancora di aprire, ha deciso di far provare il proprio percorso accessibile alle persone a cui è destinato.