Diritti digitali

«Lasciami provare»: Laura Tessari sul tempo che serve ai bambini con grave disabilità visiva

Nell'intervento pubblicato su Superando il 27 agosto la pedagogista specializzata in orientamento e mobilità mette a fuoco la fretta degli adulti, e definisce l'autonomia come possibilità di scegliere.

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Illustrazione editoriale a tema: «Lasciami provare»: Laura Tessari sul tempo che serve ai bambini con grave disabilità visiva

Un bambino di dieci anni con grave disabilità visiva si taglia il cibo nel piatto da solo, davanti ai genitori. Uno dei due dice: «Non pensavo che ce la potesse fare». La scena la racconta Laura Tessari, pedagogista ed educatrice specializzata in orientamento, mobilità e autonomia personale per la disabilità visiva, in un intervento pubblicato il 27 agosto 2026 su Superando, la testata della FISH, la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap.

Il titolo dell’intervento è una richiesta: «Lasciami provare».

La questione del tempo

Il ragionamento di Tessari parte da come si raccoglie un’informazione. L’informazione visiva, scrive, arriva rapida e simultanea: uno sguardo restituisce in un colpo la posizione degli oggetti sul tavolo, la loro distanza, la loro forma. Costruire la stessa mappa per via tattile e uditiva richiede una sequenza di passaggi: cercare, toccare, confrontare, ricordare quello che si è appena verificato mentre si verifica il resto.

Da qui la conclusione dell’autrice: un bambino con grave disabilità visiva impiega più tempo a imparare un compito, e quel tempo in più non dice nulla sulla sua capacità di svolgerlo.

La frase su cui l’intervento gira è rivolta agli adulti, e Tessari la scrive così: «Il problema non è il tempo del bambino, ma la nostra difficoltà a tollerare quel tempo».

Protezione e sostituzione

La parte più scomoda dell’intervento riguarda la distanza fra proteggere e sostituirsi. Tessari distingue l’istinto protettivo, che ha una sua legittimità, dal gesto che toglie al bambino l’occasione di provare: allacciare la scarpa al posto suo perché ci vuole meno, portare il bicchiere invece di lasciarlo cercare, anticipare l’ostacolo prima che venga incontrato.

Il passaggio del coltello e della forchetta serve a mostrare l’effetto opposto: nel momento in cui i genitori vedono il figlio farcela, cambia la loro stima di quello che il figlio può fare. L’aspettativa si sposta dopo la prova.

Nell’articolo compare un riferimento a T. Berry Brazelton, il pediatra statunitense che ha lavorato a lungo sulle motivazioni dei genitori e sui primi anni dello sviluppo infantile.

Il punto che Tessari mette a fuoco riguarda la fretta degli adulti più che le capacità dei bambini. Un compito eseguito al posto del bambino si chiude in venti secondi; lo stesso compito provato da lui può richiederne dieci volte tanti, e la scelta fra le due opzioni si ripete decine di volte al giorno, in famiglia come a scuola.

Che cosa intende l’autrice per autonomia

La definizione che Tessari propone si allontana dall’idea di autosufficienza totale. Autonomia, scrive, è la possibilità di scegliere: scegliere se chiedere aiuto, e scegliere quale sostegno accettare. La misura, per come la pone, sta nella facoltà di decidere.

La frase che chiude l’intervento è messa in bocca al bambino: «Lasciami provare. Ho bisogno che tu creda che io possa provare».

Perché la questione tocca anche gli strumenti

L’intervento parla di educazione, e tocca da vicino il campo degli ausili. Un lettore di schermo, una barra braille, un bastone, un’app che riconosce gli oggetti sono strumenti che chiedono un addestramento, con una fase iniziale in cui il compito riesce più lentamente di quanto riuscirebbe delegandolo a un’altra persona. La stessa aritmetica del tempo che Tessari descrive sul cibo nel piatto vale sull’apprendimento di una tastiera o di un percorso in autonomia.

Tessari lavora sull’orientamento, la mobilità e l’autonomia personale, cioè sulla disciplina che in Italia forma le figure specializzate nell’insegnare a spostarsi e a gestire la vita quotidiana senza la vista. Le sue considerazioni riguardano l’età evolutiva, e l’intervento non le estende ad altre fasce d’età.

Superando è la testata della FISH e ospita interventi firmati da professionisti e da associazioni del settore. Questo porta la data del 27 agosto 2026.

Leggi «Lasciami provare!» di Laura Tessari su Superando (accesso libero, senza registrazione).

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