Manca un mese al 23 settembre, la data entro cui pubbliche amministrazioni e grandi aziende private devono riesaminare e aggiornare la dichiarazione di accessibilità dei propri siti web e delle proprie app. È il documento che dichiara pubblicamente quanto un servizio digitale rispetta i requisiti di accessibilità, e contiene il collegamento con cui segnalare i punti che non funzionano.
La scadenza torna ogni anno, sempre alla stessa data, e la dichiarazione vale dodici mesi. Per le amministrazioni l’obbligo discende dalla Legge 4 del 2004 e dalla direttiva europea 2016/2102; per i privati è arrivato con il decreto legge 76 del 2020.
Chi è obbligato, e la soglia dei 500 milioni
Le pubbliche amministrazioni rientrano tutte. Fra i privati l’obbligo tocca i cosiddetti soggetti erogatori, elencati nell’articolo 3 comma 1 bis della Legge 4 del 2004: chi offre servizi al pubblico attraverso siti web o applicazioni mobili con un fatturato medio, negli ultimi tre anni di attività, superiore a cinquecento milioni di euro. La soglia è alta e lascia fuori la gran parte del tessuto produttivo italiano, ma dentro ci finiscono le catene della grande distribuzione, i grandi operatori di telefonia, energia e trasporti, cioè i servizi che si usano tutti i giorni.
Per i siti la dichiarazione va messa nel piè di pagina con un collegamento dedicato. Per le app l’indirizzo va riportato nelle informazioni generali della scheda sullo store e sul sito del soggetto erogatore. Chi cerca la dichiarazione di un servizio, quindi, la trova in fondo alla pagina o nella scheda dell’app.
Cosa deve contenere
La dichiarazione si compila solo attraverso l’applicazione online di AgID, all’indirizzo form.agid.gov.it: AgID precisa che la conformità al modello è garantita esclusivamente dalla compilazione di quel modulo. La prima parte segue la decisione di esecuzione europea 2018/1523 e comprende lo stato di conformità, l’elenco dei contenuti, delle sezioni e delle funzioni non accessibili in caso di conformità parziale o assente, il meccanismo di feedback con i recapiti, e la procedura di attuazione che porta al Difensore civico per il digitale. La seconda parte raccoglie le informazioni sul sito o sull’app e sull’ente.
Lo stato di conformità può avere tre esiti: conforme, parzialmente conforme, non conforme. Per determinarlo AgID mette a disposizione un modello di autovalutazione, l’allegato 2 delle linee guida sull’accessibilità degli strumenti informatici. Prima di compilare, una amministrazione deve avere nominato il responsabile della transizione al digitale e avere pubblicato la sua mail su IndicePA, altrimenti non riesce nemmeno ad accedere all’applicazione.
Il meccanismo di feedback è la parte che riguarda gli utenti
Ogni dichiarazione deve indicare un meccanismo di feedback, cioè un canale con cui chiunque può segnalare un caso di inaccessibilità. È la via formale per far arrivare una segnalazione su una pagina che lo screen reader non riesce a percorrere, su un modulo con campi senza etichetta, su un captcha senza alternativa. La segnalazione va all’ente, che ha un termine per rispondere; se la risposta non arriva o non risolve, la dichiarazione stessa indica la procedura di attuazione, che passa dal Difensore civico per il digitale.
Le sanzioni sui privati
Sui soggetti privati AgID ha poteri di verifica e di sanzione, disciplinati dal regolamento adottato con la determinazione 355 del 2022 insieme alle linee guida per i privati. Il meccanismo è a due tempi: alla fine dell’istruttoria, se emergono non conformità, AgID chiede al titolare del sito o dell’app interventi di miglioramento entro un termine stabilito, poi ripete le verifiche, e se l’inaccessibilità persiste procede con le sanzioni. Con la determina 352 del 2022 è stata emanata la circolare 3 del 2022, che chiarisce l’ambito di applicazione della Legge 4 del 2004 ai soggetti privati.
Le pagine ufficiali con le linee guida, il modello di dichiarazione e il regolamento sono nella sezione dedicata alla dichiarazione di accessibilità e in quella sulle linee guida per i soggetti privati del sito AgID. La prossima scadenza è il 23 settembre 2026.
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