Il nuovo Codice della strada prevede l’obbligo per tutti i Comuni di aderire alla piattaforma nazionale CUDE, usata per riconoscere le targhe associate al Contrassegno unificato disabili europeo. Lo schema è stato approvato in esame preliminare dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre 2026. La misura interessa anche le persone non vedenti, che rientrano tra gli aventi diritto al contrassegno, e punta a semplificare gli spostamenti fra Comuni diversi.
L’approvazione è ancora preliminare
Il passaggio del 13 ottobre riguarda uno schema di decreto legislativo. Come precisa Acta Diurna, il giornale online dell’UICI, il testo attua la delega contenuta nella legge 177 del 25 novembre 2024 e deve completare il proprio iter prima di diventare definitivo. L’obbligo annunciato per le amministrazioni va quindi distinto dalle procedure già operative per i cittadini.
Per chi deve entrare oggi in una zona a traffico limitato restano da verificare l’adesione dei Comuni alla piattaforma e le modalità locali. La sola approvazione preliminare del nuovo Codice non consente di considerare già attivo il riconoscimento automatico in ogni città.
Che cosa prevede per i Comuni
Nella nota del 13 ottobre della ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, l’adesione obbligatoria è presentata come lo strumento per evitare richieste ripetute di autorizzazione all’accesso nelle ZTL. Per i Comuni inadempienti la ministra annuncia conseguenze anche sull’uso dei dispositivi per l’accertamento a distanza delle violazioni. Le condizioni applicative andranno lette nel testo definitivo.
Le modifiche annunciate comprendono anche sanzioni amministrative più severe per l’uso improprio o fraudolento del contrassegno, criteri uniformi per il rilascio e linee guida nazionali sulle valutazioni medico-legali. La nota richiama poi il miglioramento dell’accessibilità delle aree di sosta dei monopattini, con una finalità espressa di tutela delle persone con disabilità visiva.
Il contrassegno per le persone non vedenti
La guida del Ministro per le Disabilità sui requisiti del CUDE include le persone non vedenti fra coloro che possono richiederlo. La domanda va presentata al Comune di residenza. Fra i documenti previsti figura il verbale di invalidità che attesta la condizione di non vedente; in alternativa, la guida indica la certificazione per il contrassegno rilasciata dal medico legale dell’ASL.
Le modalità di presentazione dipendono dal Comune: possono comprendere lo sportello, una procedura online, la PEC o una delega. Dopo il rilascio del contrassegno è possibile chiedere l’adesione alla piattaforma nazionale. Sono due passaggi distinti: ottenere il documento e registrare le targhe nel sistema che permette alle amministrazioni aderenti di riconoscerle.
L’UICI annuncia un’azione presso i Comuni
Mario Barbuto, presidente nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, ha accolto favorevolmente la previsione dell’obbligo. Nel comunicato pubblicato dall’UICI, il presidente lega la misura alla possibilità di viaggiare fra città senza ulteriori adempimenti burocratici e auspica un sistema uniforme sul territorio nazionale.
L’associazione ha annunciato che attiverà le proprie strutture territoriali e regionali per promuovere l’adesione presso i Comuni italiani. Si tratta dell’impegno dichiarato dall’UICI a sostegno della misura; il comunicato non fornisce un calendario delle adesioni delle singole amministrazioni.
Come funziona il servizio già disponibile
Secondo il Portale dell’Automobilista, la piattaforma è operativa dal 23 maggio 2022. Il riconoscimento evita la comunicazione dell’ingresso nelle aree a traffico limitato quando sia il Comune di riferimento sia quello di destinazione aderiscono al sistema. Negli altri Comuni continuano a valere le procedure locali. L’adesione del titolare del contrassegno è facoltativa.
La richiesta si presenta al Comune che ha rilasciato il CUDE, indicando una targa attiva ed eventualmente una seconda. La piattaforma considera attiva una sola targa alla volta: se cambia il veicolo utilizzato, occorre aggiornare quella abilitata. Il Comune inserisce i dati e consegna un codice univoco per la gestione del servizio.
Le istruzioni ufficiali della piattaforma CUDE sul Portale dell’Automobilista descrivono la procedura, l’accesso tramite SPID o CIE e la gestione delle targhe. La stessa pagina contiene il manuale operativo per il titolare e il facsimile del modulo di adesione.
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