Attraversare una strada, prendere un autobus, orientarsi in una città che non si conosce. Per chi non vede sono gesti che si imparano e si allenano, con il cane guida o con il bastone bianco. Dal 15 al 22 luglio, a Messina, l’I.Ri.Fo.R. Nazionale ha dedicato a queste competenze un soggiorno estivo intitolato “Insieme sullo Stretto”, otto giorni pensati per lavorare sull’autonomia di dieci persone con disabilità visiva arrivate da tutta Italia.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’I.Ri.Fo.R., l’istituto per la ricerca e la formazione legato all’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, e la Scuola Cani Guida per Ciechi con il Polo Nazionale per l’Autonomia “Centro Helen Keller” di Messina. Dei dieci partecipanti, sette usano il cane guida e tre il bastone bianco.
Il cane guida come strumento di mobilità
Buona parte del programma ruota attorno all’orientamento e alla mobilità con il cane. Si lavora sull’obbedienza e sulla condotta, sugli attraversamenti e sull’uso dei mezzi pubblici. Sono le situazioni in cui il rapporto tra la persona e l’animale si misura davvero: capire quando fidarsi del cane, come impartire i comandi, come reagire a un ostacolo imprevisto. Per chi usa il bastone bianco il lavoro punta sull’ascolto dell’ambiente e sull’esplorazione degli spazi, le tecniche che permettono di ricostruire mentalmente un luogo a partire dai suoni e dai punti di riferimento.
Non solo spostarsi
Il soggiorno affronta anche l’autonomia personale, dalla cura di sé alla preparazione dei pasti fino alla gestione del denaro. A questo si aggiungono tre incontri di supporto psicologico, individuali e di gruppo, perché l’autonomia ha anche un versante che riguarda la fiducia in se stessi, oltre alla tecnica. Le attività si svolgono al Centro Helen Keller, mentre i partecipanti alloggiano all’Hotel Royal Palace, in centro a Messina.
Il Centro Helen Keller
Il polo messinese è un punto di riferimento per l’addestramento dei cani guida e per la formazione all’autonomia delle persone cieche in Italia. Portare qui un soggiorno nazionale significa mettere in contatto utenti di regioni diverse, che condividono strategie e difficoltà e tornano a casa con strumenti nuovi. La quota di partecipazione è di 720 euro a pensione completa, con gli istruttori inclusi. Restano a carico dei partecipanti le spese personali, il viaggio e le escursioni, che nel programma prevedono tra l’altro tappe a Giardini Naxos, a Taormina e sull’Etna.
Mettere insieme sette utenti di cane guida e tre di bastone bianco ha un senso preciso. I due strumenti seguono logiche diverse: il cane aggira gli ostacoli e sceglie il percorso, il bastone li rileva e lascia alla persona ogni decisione. Chi usa l’uno impara qualcosa guardando l’altro, e gli istruttori possono mostrare pregi e limiti di entrambe le tecniche sullo stesso terreno. Per molti partecipanti è anche l’occasione di confrontarsi con chi vive la stessa condizione in un’altra parte d’Italia, dove i servizi e le abitudini cambiano.
La tecnologia arriva dopo
Le app di navigazione, i bastoni con i sensori, gli occhiali che descrivono l’ambiente sono un aiuto in più per chi si muove senza vedere. Poggiano però su una base che nessun dispositivo sostituisce: saper leggere l’ambiente, fidarsi del cane, tenere la mente sulla mappa dei suoni. Un soggiorno come quello di Messina lavora proprio su questa base. Chi la possiede userà meglio anche la tecnologia; chi ne è privo rischia di affidarsi a uno strumento senza avere il controllo di ciò che fa.