Per una persona cieca o ipovedente, i servizi che permettono di leggere un libro, prevenire un peggioramento della vista o votare in autonomia sono ciò che rende possibile studiare, informarsi ed esercitare un diritto senza dipendere da nessuno. Il 30 giugno 2026, nella Sala Zuccari del Senato a Roma, l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ha messo in fila questi numeri presentando il proprio bilancio sociale, davanti a chi legifera.
“Essere qui oggi significa informare le istituzioni e la politica di quello che facciamo”, ha detto il presidente Mario Barbuto davanti alla platea del Senato. Il documento riguarda le attività del 2025 e disegna cinque priorità per il periodo 2026-2030, due delle quali toccano da vicino chi vive con una disabilità visiva: l’uso dell’intelligenza artificiale e il diritto al voto senza assistente in cabina.
La rete: 38.531 soci e 105 sezioni sul territorio
Il bilancio sociale fotografa una struttura diffusa in tutta Italia. L’UICI conta 38.531 soci, distribuiti su 105 sezioni territoriali. A far funzionare la macchina ci sono 475 dipendenti e 2.362 volontari. Nel complesso, i servizi dell’Unione hanno raggiunto 27.500 persone. Con oltre un secolo di vita (fondazione nel 1920), l’UICI resta il principale riferimento associativo per ciechi e ipovedenti nel Paese, dalla sezione provinciale alla presidenza nazionale.
Il libro parlato: 17.109 utenti
Il servizio storico dell’Unione continua a essere tra i più usati. Nel 2025 il libro parlato ha contato 17.109 utenti. Si tratta della biblioteca di audiolibri pensata per chi non può leggere la carta stampata: testi scolastici, universitari, narrativa e saggistica letti a voce e resi disponibili a chi ha una disabilità visiva. Per uno studente cieco o per un lettore ipovedente che non riesce più a seguire una pagina, il libro parlato è spesso l’unico modo per accedere a un manuale d’esame o a un romanzo negli stessi tempi di tutti gli altri. Diciassettemila utenti danno la misura di quanto questo canale resti richiesto, anche in un’epoca in cui molti testi digitali si possono ascoltare con uno screen reader.
Il voto digitale e la battaglia sul voto non assistito
Sul fronte dei diritti, il bilancio segnala che 2.476 cittadini hanno usato il voto digitale. È su questo terreno che Barbuto ha collocato una delle cinque priorità per il 2026-2030: l’intelligenza artificiale e il diritto di voto senza assistente in cabina. Oggi, per una persona cieca, votare significa quasi sempre farsi accompagnare da un’altra persona all’interno della cabina, che compila la scheda al posto suo. Il segreto del voto, garantito dalla Costituzione a chiunque, per un elettore non vedente resta condizionato dalla presenza di un terzo che sa cosa ha scelto. Rilanciare il voto non assistito come obiettivo significa chiedere strumenti che permettano a chi non può leggere la scheda elettorale di esprimere la propria preferenza da solo, in autonomia e in segreto.
La prevenzione e la riabilitazione visiva
Una parte dei numeri riguarda gli occhi. Nel 2025 l’UICI ha erogato 17.000 controlli oculistici gratuiti e ha registrato 46.177 visite effettuate presso i Centri oculistici sociali. Sono attività di prevenzione e screening, che servono a intercettare per tempo le patologie oculari. Accanto a queste, i centri di educazione e riabilitazione visiva seguono chi ha già una ipovisione, insegnando a usare il residuo visivo e gli ausili disponibili: è il lavoro che serve a un ipovedente per continuare a leggere, muoversi e gestire la vita quotidiana con quello che resta della vista.
Le altre priorità 2026-2030
Le cinque priorità indicate da Barbuto si completano con altre tre direttrici. Una riguarda l’inclusione lavorativa delle persone ipovedenti. Un’altra la mobilità autonoma e l’abbattimento delle barriere, comprese quelle sensoriali e digitali che ostacolano chi non vede: dai percorsi tattili nelle stazioni ai siti web e alle app che restano inaccessibili a uno screen reader. La terza guarda alla piena attuazione del progetto di vita previsto dalla riforma sulla disabilità e al sostegno alle situazioni più complesse, cornice generale dentro cui rientrano anche i ciechi pluridisabili.
La scelta di presentare il bilancio in Senato, e non in una sede associativa, ha un peso: mette davanti a chi legifera cosa produce la rete UICI per i non vedenti italiani, in una fase in cui l’accessibilità digitale è diventata materia di legge europea con l’European Accessibility Act, entrato in vigore proprio nel 2025. Come riportato dall’agenzia DIRE, che ha seguito l’evento, la giornata di Sala Zuccari è servita a tradurre in cifre un lavoro che di solito resta dentro le sezioni provinciali.