Dal 28 luglio al 4 agosto 2026 Aquileia, in provincia di Udine, ospita la diciassettesima edizione del suo festival internazionale del cinema di archeologia. Le proiezioni si tengono ogni sera alle 21 in Piazza Capitolo, all’ombra della basilica, e questa volta l’intero programma è pensato anche per chi non vede: tutti i documentari sono accompagnati da audiodescrizione, disponibile tramite l’app gratuita Earcatch.
Un festival tra le rovine
L’Aquileia Film Festival, organizzato dalla Fondazione Aquileia, porta ogni estate nel sito archeologico friulano documentari da tutto il mondo dedicati alle civiltà antiche. Aquileia, un tempo tra le città più importanti dell’Impero romano, è oggi area monumentale tutelata dall’UNESCO. Fare cinema qui vuol dire già raccontare l’archeologia; aggiungere l’audiodescrizione significa aprire quel racconto anche a chi la pietra la conosce con le mani e con le orecchie.
Come funziona Earcatch
Earcatch è un’applicazione per smartphone, sia Android sia iPhone, che riproduce la traccia di audiodescrizione in sincrono con il film proiettato. Lo spettatore cieco o ipovedente scarica in anticipo la descrizione del documentario, si siede in platea con gli auricolari e lascia che l’app riconosca l’audio della proiezione per allinearsi da sola. Tra un dialogo e l’altro una voce racconta ciò che accade sullo schermo, i luoghi, i gesti, le immagini. Non serve alcun apparecchio speciale fornito dal festival, basta il proprio telefono.
Un festival accessibile su più fronti
L’audiodescrizione per i ciechi affianca gli altri servizi di accessibilità previsti dalla Fondazione Aquileia: sottotitoli per le persone sorde e ipoacusiche e trascrizione in tempo reale delle conversazioni. La stessa app Earcatch, in altre sale italiane, viene usata da tempo per il cinema accessibile, e ritrovarla in un festival archeologico all’aperto porta questa tecnologia oltre le multisala, sotto il cielo di una delle aree monumentali più antiche del Nord Italia.
Cosa si ascolta in programma
Il cartellone mette in fila otto documentari. Si apre il 28 luglio con Orcolat, dedicato alla rinascita del Friuli dopo il terremoto del 1976. Seguono un titolo sull’UNESCO e uno sulla metropolitana di Roma il 29 luglio, il mistero degli aquiloni del deserto e Vitrum sul vetro dei Romani il 30, e il 31 luglio la prima mondiale de L’Impero Assiro. Il 3 agosto tocca ad Aquileia e i cristianesimi perduti, il 4 la chiusura con Quello che resta. Per un pubblico cieco l’audiodescrizione trasforma immagini di scavi, reperti e paesaggi in un racconto seguibile dall’inizio alla fine.
Perché conta per chi non vede
Il documentario è un genere difficile per un pubblico non vedente, perché vive di immagini che spesso restano senza commento parlato. Portare l’audiodescrizione su tutti i titoli di un festival, e non su una singola serata simbolica, sposta l’asticella: la fruizione diventa la norma della rassegna e non un’eccezione. Per Aquileia, che fa dell’archeologia il suo racconto, significa aprire a chi non vede anche la storia scritta nella pietra.
Come prenotare
L’ingresso richiede la prenotazione obbligatoria, aperta dal 14 luglio sulla piattaforma Eventbrite. Chi vuole usare l’audiodescrizione conviene che scarichi l’app Earcatch e la relativa traccia del film prima di raggiungere Piazza Capitolo, così da arrivare pronto all’inizio della proiezione delle 21. Le serate sono a cielo aperto, quindi meglio tenere d’occhio anche il meteo estivo del Friuli.