Diritti digitali

Al Lucania Film Festival una giornata di cinema audiodescritto per chi non vede

Il 5 agosto a Pisticci una giornata di cinema accessibile: Persepolis audiodescritto, laboratori e talk con Maria Chiara Giannetta, insieme all'UICI Basilicata.

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Al Lucania Film Festival una giornata di cinema audiodescritto per chi non vede

Al Lucania Film Festival, quest’anno, chi non vede potrà seguire un film senza chiedere aiuto al vicino di poltrona. Il 5 agosto, a Pisticci, la manifestazione lucana dedica una giornata intera al cinema accessibile: proiezioni audiodescritte, laboratori e incontri pensati per spettatori ciechi e ipovedenti. La sezione porta il titolo Cinema Accessibile e nasce dalla collaborazione con Artis e con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti della Basilicata, partner tecnico dell’iniziativa.

Il festival vero e proprio si tiene dal 2 al 9 agosto tra Pisticci, Matera e Tolve. La giornata sull’accessibilità è il segnale che una rassegna storica del Sud sta iniziando a considerare il pubblico con disabilità visiva parte del proprio pubblico abituale, con gli stessi diritti di scelta degli altri spettatori.

Persepolis raccontato anche a chi non lo vede

Il cuore della giornata è la proiezione di Persepolis, il film d’animazione di Marjane Satrapi tratto dalla sua graphic novel, in una versione audiodescritta promossa da Artis per le persone con disabilità visiva. L’audiodescrizione è la traccia audio aggiuntiva che, nelle pause tra i dialoghi, racconta ciò che accade sullo schermo: le espressioni dei personaggi, i movimenti, i cambi di scena, i dettagli che un vedente coglie con un’occhiata e che a un cieco resterebbero muti.

La scelta di Persepolis ha una sua logica. Un film d’animazione in bianco e nero, con un tratto grafico forte e molta narrazione visiva, è tra i più difficili da seguire senza vedere lo schermo. Proprio per questo diventa un banco di prova: se l’audiodescrizione funziona qui, funziona quasi ovunque.

Laboratori per capire come si costruisce un’audiodescrizione

Accanto alla proiezione, il programma prevede laboratori di audiodescrizione e alcuni approfondimenti sullo stato dell’arte del cinema accessibile in Italia. Sono momenti aperti anche a chi lavora nel settore e a chi studia, perché l’audiodescrizione resta un mestiere poco conosciuto: serve scrivere un testo che stia dentro i silenzi del film, sceglierne le parole con cura e leggerlo con un tono che non copra la scena.

Portare questi laboratori dentro un festival, aperti al pubblico che passa di lì, ha un valore pratico. Chi partecipa vede da vicino come si passa da un film qualsiasi a un film che una persona cieca può davvero seguire, e capisce quanto lavoro ci sia dietro una traccia che sembra scorrere senza sforzo.

Maria Chiara Giannetta apre i talk sull’accessibilità

A inaugurare il ciclo di incontri sul tema dell’accessibilità è l’attrice Maria Chiara Giannetta, testimonial della sezione. Il suo nome è legato al personaggio di una carabiniera non vedente in una fiction seguita da milioni di spettatori, un ruolo che ha portato la disabilità visiva in prima serata e ha spinto molti a chiedersi come una persona cieca viva davvero la quotidianità.

La sua presenza serve anche a togliere l’iniziativa dall’angolo del dovere e a metterla al centro. Un festival che apre i suoi talk con un volto noto sta dicendo che l’accessibilità fa parte del racconto principale, alla pari con il resto del programma.

La prevenzione oculistica arriva con un camper

La giornata prevede anche un camper medico per visite oculistiche gratuite, un modo per intercettare chi non ha ancora una diagnosi o rimanda i controlli. Per l’UICI Basilicata, che affianca il festival come partner tecnico, è l’occasione di uscire dalle proprie sedi e incontrare le persone dove già si trovano, in un contesto culturale e non clinico.

Il programma si completa con lo spettacolo Reminiscenze, di e con Dalal Suleiman, accompagnata dalla musicista Nancy Mounir. La sezione Cinema Accessibile resta un esperimento, una singola giornata dentro una rassegna lunga una settimana. Ma è un esperimento ripetibile, e ogni proiezione audiodescritta che entra in un festival è un posto in più che una persona cieca può prenotare come chiunque altro.