Il 28 e 29 maggio 2026 l’Istituto Rittmeyer di Trieste ospita la decima edizione di AMGO, il percorso nazionale dedicato a cecità e ipovisione. Fra le sessioni cliniche e riabilitative, un blocco riguarda le tecnologie: smart glasses, intelligenza artificiale, stampa 3D e realtà virtuale al servizio di chi non vede. Promuove UICI, con l’Istituto Cavazza di Bologna e il patrocinio di IAPB Italia.
Cos’è AMGO
AMGO sta per “A Me Gli Occhi”, un progetto di prevenzione e formazione sulla salute visiva nato nel 2013 dall’Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza di Bologna. All’origine si occupava soprattutto di prevenzione dell’ambliopia, il cosiddetto occhio pigro, nella prima infanzia. Negli anni si è allargato alla riabilitazione visiva e alla sensibilizzazione, con appuntamenti nazionali itineranti. Quella di Trieste è la decima edizione, il percorso è nato dieci anni fa.
Il titolo completo dell’edizione 2026 è “Cecità e Ipovisione: percorsi clinici, riabilitativi e tecnologici secondo l’origine della patologia”. L’appuntamento è all’Istituto Regionale Rittmeyer per i Ciechi, in viale Miramare 119 a Trieste. La sessione inaugurale è nel pomeriggio del 28 maggio, con i saluti istituzionali e una parte dedicata alla qualità della vita; il 29 maggio si entra nelle sessioni pratico-scientifiche. La giornata inaugurale è stata trasmessa anche su Slash Radio Web, la web radio dell’UICI.
L’Istituto Rittmeyer, una storia lunga un secolo
La scelta della sede ha radici precise. L’Istituto Rittmeyer nasce a Trieste nel 1913 grazie al lascito della baronessa Cecilia de Rittmeyer, come centro per i ragazzi ciechi in difficoltà economiche. Nel corso del Novecento è diventato un ente educativo con scuole speciali, poi una residenza e un punto di supporto per persone non vedenti e ipovedenti. Oggi è un’azienda pubblica di servizi alla persona della Regione Friuli Venezia Giulia, con un nuovo statuto approvato nell’aprile 2026. Il commissario straordinario è Lorenzo Capaldo.
Ospitare il convegno AMGO è coerente con la sua missione storica. Trieste, per due giorni, raccoglie oculisti, ortottisti, riabilitatori e tecnici da varie parti d’Italia attorno al tema della disabilità visiva, dalla diagnosi clinica fino agli strumenti che aiutano la persona nella vita di tutti i giorni.
La parte tecnologica
Per Tecnoaccess il blocco più interessante è quello tecnologico. I comunicati UICI e IAPB citano esplicitamente diversi filoni. Gli smart glasses, gli occhiali intelligenti che descrivono l’ambiente o leggono testi, sono indicati come aiuto per ciechi e ipovedenti, e richiamano quello che già fanno sul mercato aziende come Meta con i Ray-Ban o Envision. L’intelligenza artificiale entra nei percorsi riabilitativi e nella multimedialità. La realtà virtuale viene usata come strumento di training. La stampa 3D serve a realizzare mappe tattili e modelli esplorabili con le mani. A questi si aggiungono gli ausili ottici ed elettronici tradizionali e la neurostimolazione retinica sul versante clinico.
Resta un convegno a taglio medico-scientifico, rivolto ai professionisti della riabilitazione e della cura, non un salone di prodotti per il pubblico. La tecnologia affianca il percorso clinico e quello riabilitativo come uno dei tre filoni del programma. Per chi non vede, il valore sta nel fatto che gli specialisti che lo seguono in ambulatorio e in palestra riabilitativa si aggiornino su cosa offre oggi il mercato degli ausili e su come integrarlo nei percorsi individuali.
Chi c’è
Fra le presenze annunciate ci sono Mario Barbuto, presidente nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, Lorenzo Capaldo per il Rittmeyer, l’assessore regionale alla Salute del Friuli Venezia Giulia Riccardo Riccardi e Federico Bartolomei, ortottista e figura storica del progetto AMGO. Il programma scientifico di dettaglio, con i relatori delle singole sessioni, è pubblicato sul sito amgo.it.
L’edizione di Trieste conferma una direzione: in Italia il discorso sulla disabilità visiva mette sempre più la tecnologia accanto alla clinica. Per chi vive la cecità o l’ipovisione conta anche conoscere gli strumenti che aumentano l’autonomia, accanto alla cura e alla riabilitazione. Tecnoaccess seguirà se dal convegno emergeranno indicazioni pratiche su quali ausili gli specialisti italiani consigliano nel 2026.