Diritti digitali

A Settimo Torinese i libri da leggere con le dita entrano in biblioteca

Sabato 18 luglio la Biblioteca Archimede di Settimo Torinese inaugura «Da leggere con le dita»: un libro tattile in braille, creato in un corso, entra nel patrimonio pubblico.

Pubblicato il 4 min lettura Notato un errore? Scrivi a redazione

A Settimo Torinese i libri da leggere con le dita entrano in biblioteca

Un libro che si legge con le dita entra nella biblioteca pubblica di Settimo Torinese. Sabato 18 luglio, alle 10, la Biblioteca Archimede inaugura «Da leggere con le dita», una mostra che chiude il corso omonimo dedicato ai libri tattili. I partecipanti hanno costruito un libro scritto in braille e arricchito di elementi tattili, che viene donato alla biblioteca ed entra a far parte del suo patrimonio. Per una persona cieca o ipovedente significa trovare, tra gli scaffali di una biblioteca di quartiere, un volume che può leggere davvero, e non solo sfogliare senza capire.

Cos’è un libro tattile

Un libro tattile è un volume pensato per essere letto con le mani. Il testo è in braille, i puntini in rilievo che le dita scorrono riga per riga, e accanto alle parole ci sono figure ed elementi in rilievo, materiali diversi al tatto, forme che si riconoscono con i polpastrelli. Questo tipo di libro è nato soprattutto per i bambini ciechi e ipovedenti, per accompagnarli alla lettura e al racconto attraverso il tatto, ma funziona anche come strumento di incontro tra chi vede e chi non vede, perché un libro tattile può essere esplorato da tutti.

La differenza rispetto a un libro stampato normale è netta. Un albo illustrato pieno di colori resta muto per un bambino cieco: le immagini non arrivano. Il libro tattile riporta parte di quel contenuto sotto le dita, dà una forma da toccare a ciò che gli altri guardano, e permette al bambino che non vede di partecipare al momento della lettura insieme ai coetanei e alla famiglia.

Il corso e il libro donato

La mostra raccoglie i lavori realizzati durante il corso «Libro Tattile – da leggere con le dita», condotto sotto la guida della dottoressa Ornella Valle in collaborazione con APRI aps, l’associazione dei ciechi e ipovedenti attiva sul territorio. Durante il percorso i partecipanti hanno imparato a costruire un libro tattile in grafia braille, con elementi da toccare, e il volume completato viene consegnato alla Biblioteca Archimede.

La donazione ha un effetto che tocca tutta la comunità. Un libro tattile in una biblioteca pubblica amplia le risorse accessibili a disposizione di tutti: chiunque, cieco o vedente, può chiederlo e leggerlo. Costruire questi volumi richiede tempo e cura, perché ogni pagina va pensata e assemblata a mano, e le copie disponibili sono sempre poche. Ogni libro che entra in una biblioteca è un titolo in più che una persona cieca del territorio può trovare vicino a casa.

La scarsità è il vero nodo dei libri tattili. Non esistono grandi tirature: ogni esemplare nasce da un lavoro manuale, con materiali scelti uno per uno e incollati a mano, e questo tiene alto il costo e basso il numero di copie. Per una famiglia con un bambino cieco procurarsi un libro da leggere con le dita può diventare una ricerca lunga. Trovarne uno già pronto sullo scaffale di una biblioteca di quartiere accorcia quella strada, e trasforma un oggetto raro in un servizio a disposizione del territorio.

Cosa si vede in mostra

Accanto ai libri tattili prodotti nel corso, l’esposizione presenta una parte fotografica con scrittori che raccontano la loro poetica e i loro libri. La mostra intreccia così due piani: il lavoro artigianale di chi ha costruito i volumi da leggere con le dita e il racconto di chi con i libri lavora da autore. L’ingresso è libero e gratuito, e chi vuole può passare a esplorare i libri tattili con le proprie mani, che è poi il modo per cui sono stati fatti.

Come partecipare

L’appuntamento è fissato per sabato 18 luglio alle 10 alla Biblioteca Archimede di Settimo Torinese, in Piazza Campidoglio 50. Per informazioni si può scrivere all’indirizzo ornella.valle@ipovedenti.it. L’iniziativa parla in primo luogo alle famiglie con bambini ciechi e ipovedenti, che nei libri tattili trovano uno strumento raro e prezioso, ma è aperta a chiunque voglia capire come si legge un libro senza usare gli occhi.