L’Università di Firenze riserva cinque posti all’anno, dentro il corso di laurea triennale in Fisioterapia, a studenti ciechi e ipovedenti. Le domande si chiudono alle 23 del 4 settembre. Lo riporta l’ANSA, che parla dell’unico percorso in Fisioterapia costruito in Italia intorno alle esigenze di chi ha una disabilità visiva.
La notizia riguarda da vicino chi non vede per un motivo semplice: la fisioterapia è una delle professioni sanitarie che in Italia le persone cieche esercitano da decenni, e un accesso pensato fin dall’iscrizione toglie una parte degli ostacoli che di solito arrivano dopo, tra aule, materiali e tirocinio.
Cinque posti riservati e la scadenza del 4 settembre
Il corso è a numero programmato. Dei posti disponibili ogni anno, cinque sono riservati a studenti con disabilità visiva. La domanda va presentata entro le 23 del 4 settembre, secondo le modalità del bando dell’Ateneo. Chi rientra nella riserva concorre per quei posti dedicati, senza mescolarsi alla graduatoria generale.
La riserva da sola non basta a rendere frequentabile un corso fatto di anatomia, valutazione del movimento e pratica clinica. Per questo l’Università affianca ai cinque posti un pacchetto di servizi dedicati, gestito attraverso lo sportello Unifi Include.
Cosa mette a disposizione Unifi Include
Il servizio parte dall’orientamento logistico, cioè imparare a muoversi tra gli edifici e le aule della sede. Sul fronte didattico ci sono tutor che trascrivono le lezioni, così il materiale arriva in una forma leggibile con lo screen reader invece che sotto forma di appunti a stampa o di slide non descritte.
La biblioteca biomedica dell’Ateneo mette a disposizione software di lettura vocale e videoingranditori, gli stessi strumenti che uno studente ipovedente usa per i testi tecnici. Il tirocinio, che nella Fisioterapia pesa quanto le lezioni, viene programmato su misura: le sedi vengono scelte insieme allo studente, e all’Azienda ospedaliero universitaria Careggi sono previsti tutor specifici che seguono la parte pratica.
Ogni iscritto firma un accordo di supporto personalizzato, tarato sulle sue necessità. Non c’è un modello unico valido per tutti: chi ha un residuo visivo utile e chi non vede affatto ricevono soluzioni diverse.
Perché proprio la fisioterapia
La fisioterapia lavora sul corpo, sul tatto, sulla percezione del movimento del paziente. È terreno storicamente praticabile per chi non vede, e in Italia diversi fisioterapisti ciechi lavorano da anni negli ambulatori e nelle strutture sanitarie. Il punto debole, finora, è stato a monte: arrivare alla laurea, con un percorso universitario progettato per chi vede.
Il modello fiorentino prova a chiudere quel divario tenendo lo studente cieco o ipovedente dentro lo stesso corso dei colleghi, con le stesse lezioni e lo stesso tirocinio clinico, e aggiungendo gli strumenti che servono per seguirli davvero. Careggi come sede ospedaliera dà accesso a reparti e a pazienti reali, la parte del percorso più difficile da adattare.
Un caso isolato, per ora
Secondo quanto riferito, quello di Firenze resta l’unico corso di laurea in Fisioterapia in Italia costruito espressamente intorno agli studenti con disabilità visiva. Altri Atenei hanno servizi per la disabilità, ma non una riserva di posti unita a un percorso di tutoraggio così specifico su una professione sanitaria.
Chi è interessato per il prossimo anno accademico ha tempo fino alle 23 del 4 settembre per presentare la domanda, seguendo il bando pubblicato dall’Università di Firenze e i contatti dello sportello Unifi Include.
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