Oggi 21 maggio 2026 è il quindicesimo Global Accessibility Awareness Day. Tema 2026: Design, Develop, Deliver. Nato nel 2011 da un post di Joe Devon e Jennison Asuncion, è una giornata pensata per gli oltre 1,3 miliardi di persone con disabilità nel mondo. Per chi non vede in Italia, è una buona occasione per fare il punto su cosa è cambiato in quindici anni e cosa resta indietro.
Come è nato il GAAD
Nel novembre 2011 Joe Devon, sviluppatore web di Los Angeles, pubblica un post sul blog MySQL Talk dal titolo “Accessibility Know-How needs to go Mainstream with developers. NOW.” L’idea è semplice: il terzo giovedì di maggio dedichiamo una giornata a parlare di accessibilità digitale fra sviluppatori e designer. Da Toronto risponde Jennison Asuncion, professionista dell’accessibilità cieco. I due si conoscono solo sui social network e organizzano da remoto il primo GAAD il 17 maggio 2012.
Allora era un esperimento. Quindici anni dopo è un evento globale con migliaia di iniziative aziendali, accademiche e associative. La GAAD Foundation nel 2024 ha consolidato la giornata come momento focale dell’anno per le grandi tech company. Apple, Google, Microsoft, Meta, Samsung pubblicano annualmente i loro pacchetti accessibility in concomitanza, di solito con annunci la settimana del GAAD (e quest’anno è andata proprio così, ne abbiamo scritto nei giorni scorsi).
Cosa è cambiato per chi non vede dal 2011
Nel 2011 il panorama screen reader era dominato da JAWS su Windows (circa il 75% degli utenti secondo WebAIM Survey 2009, in calo lento negli anni successivi), Window-Eyes era un’alternativa significativa, NVDA stava emergendo come opzione gratuita ma con limiti. Su Mac VoiceOver esisteva ma con copertura web parziale. Su mobile VoiceOver iPhone iniziava a imporsi come standard di accessibilità. TalkBack su Android era inaffidabile, Orca su Linux raramente usato fuori dai contesti specialistici.
Quindici anni dopo lo scenario è diverso. NVDA è gratuito e fra i due lettori di schermo più usati al mondo (insieme a JAWS, lo abbiamo ricordato la scorsa settimana parlando della versione 2026.1). VoiceOver su iPhone è di fatto lo standard globale di accessibility mobile. TalkBack di Google ha colmato gran parte del divario, con descrizioni AI delle immagini basate su Gemini Nano. Window-Eyes è stato discontinuato nel 2017. Su Linux Orca continua a servire una nicchia.
Be My Eyes è arrivata nel 2015 come app gratuita che mette in contatto persone non vedenti con volontari vedenti via videochiamata, oggi è il più grande servizio del genere al mondo. Nel 2023 ha integrato GPT-4 nell’app per descrizioni AI. Nel 2024 ha esteso il modello con OpenAI Voice Mode e con Google Gemini Live. Nel 2025-2026 ha aggiunto Service Directory con sportelli aziendali dedicati e l’integrazione voice trigger sugli occhiali Meta Ray-Ban (vedremo questo pomeriggio l’evento NYC per GAAD).
I salti tecnologici degli ultimi due anni
Gli ultimi due anni hanno modificato il quadro. L’AI multimodale (modelli che leggono immagini, audio, video insieme al testo) ha portato descrizioni in linguaggio naturale dentro gli screen reader nativi. iOS 18 di settembre 2024 aveva inaugurato Enhanced Visual Descriptions, iOS 27 in autunno porterà Image Explorer (ne abbiamo scritto ieri). Google Lookout ha ricevuto descrizioni scena via Gemini Nano. Windows 11 ha integrato Narrator con Copilot, anche se in Italia la funzione è bloccata per vincoli del Digital Markets Act (ne abbiamo parlato ieri sera).
Gli occhiali smart sono diventati il nuovo terreno di sperimentazione. Ray-Ban Meta del 2023 sono stati i primi a dimostrare che un occhiale di consumo poteva fare riconoscimento ambientale via AI. .lumen rumeni propongono navigazione attiva con feedback vibrazionale. Envision Glasses portano OCR e descrizioni scene. OrCam, marchio storico dei dispositivi assistivi, ha aggiornato MyEye Pro 2. Apple Vision Pro ha eye tracking di precisione ora usabile per controllare carrozzine elettriche. La community italiana di non vedenti che oggi entra in un negozio Apple o porta un Ray-Ban Meta è una realtà visibile, mentre nel 2011 era impensabile.
Cosa è ancora indietro
I PDF accademici e ministeriali italiani restano fra i documenti più ostili agli screen reader, nonostante quindici anni di sensibilizzazione. Le app bancarie italiane hanno migliorato ma conservano ancora pulsanti senza label, captcha visivi, riepiloghi pagamento poco navigabili. La pubblica amministrazione italiana applica WCAG 2.1 dal 2018 con risultati molto eterogenei fra siti centrali e siti regionali o comunali.
Sul lato lavoro, i non vedenti italiani che cercano impiego restano una categoria con tasso di disoccupazione pesantemente superiore alla media. Le piattaforme di recruiting (LinkedIn ha migliorato, Indeed e Monster meno) non sono uniformemente accessibili. Le scuole superiori e le università accolgono studenti non vedenti con quadri di supporto a macchia di leopardo per regione, dipendenti dalla singola istituzione e dal singolo docente più che da policy strutturali.
Lo streaming video italiano è il settore dove l’arretratezza pesa di più sul tempo libero. RaiPlay ha audiodescrizioni su un sottoinsieme limitato di programmi. Netflix Italia copre meglio il catalogo internazionale ma audiodescrizioni in italiano restano parziali. Disney+, Amazon Prime Video, Apple TV+ hanno cataloghi audiodescritti irregolari per il pubblico italiano.
Il GAAD 2026 in Italia
Oggi alla Sapienza di Roma parte la decima edizione degli Accessibility Days, l’appuntamento italiano principale (ne scriviamo nel dettaglio nel pezzo di mezzogiorno). Fondazione LIA presenta lo stato del catalogo ebook accessibili italiani. UICI partecipa via streaming. AgID, AccessibleEU e ASSTEL siederanno domani alla tavola rotonda EAA. Il quadro istituzionale italiano è più presente che in passato, anche se la sensazione diffusa nella community è che la velocità del cambiamento sia ancora lenta rispetto a quella del settore tech.
Tecnoaccess oggi pubblicherà una giornata densa di articoli per il GAAD: lo stato delle banche italiane di fronte all’European Accessibility Act, il programma operativo degli Accessibility Days, l’aggiornamento sullo standard WCAG 3.0, l’evento Meta a New York con Lighthouse Guild, il catalogo ebook accessibili di Fondazione LIA, l’arrivo dell’AI agentica in JAWS. È il nostro modo di marcare il quindicesimo GAAD, con il lavoro quotidiano fatto bene.