zEdit, l’editor video e audio per iPhone e iPad costruito attorno a VoiceOver, ha pubblicato sull’App Store la versione 3.7 il 31 agosto. In cima alle note di rilascio c’è una voce che le versioni precedenti non avevano: la protezione automatica del lavoro. La sessione di modifica viene scritta in background dentro un record di ripristino e, se l’app si chiude in modo imprevisto durante un’elaborazione, al riavvio successivo l’app propone di riprendere da dove si era interrotta.
L’app la sviluppa Meric Karaca, è gratuita, parla anche italiano e Tecnoaccess ne aveva scritto il 4 luglio. Questo aggiornamento tocca la stabilità, l’inserimento delle immagini e la precisione dei selettori di tempo.
Come funziona il ripristino
Il record di recupero è uno solo e viene sovrascritto a ogni scrittura, quindi non si accumulano copie che occupano spazio. Il lavoro recuperato compare anche dentro la sezione I miei progetti, con l’indicazione dello spazio occupato, e da lì si può aprire oppure eliminare. Se non viene toccato, il record si cancella da solo dopo una settimana.
Sempre sul fronte della stabilità, la 3.7 riduce la probabilità che l’app venga terminata dal sistema durante le operazioni lunghe. Lo schermo non si blocca più in automatico mentre l’elaborazione è in corso, e l’uso di memoria per fotogramma in esportazione è stato abbassato.
Un’immagine sopra il video
La funzione nuova più visibile nel montato finale è la sovrapposizione di un’immagine al video. Si sceglie una foto dalla libreria oppure un file dall’app File e la si mostra su un intervallo di tempo definito, o per l’intera durata. Le proporzioni vengono preservate: le immagini verticali sono incorniciate di nero ai lati e l’app dichiara di non ruotarle né deformarle per riempire il fotogramma. La sovrapposizione è compatibile con i progetti salvati e con l’annullamento.
Il flusso di inserimento si è allargato di conseguenza. Il contenuto può arrivare dalla libreria foto o da File, e adesso si inseriscono anche fotografie oltre a video e audio, indicando per ciascuna la durata di visualizzazione.
I filtri audio si provano sul proprio materiale
I campioni di anteprima dei filtri audio prima erano registrazioni di prova generiche. Adesso vengono generati dal materiale sorgente: l’app riproduce una sezione di dieci secondi presa da una posizione casuale del file con il filtro applicato, e se il materiale è più corto lo usa per intero. L’elaborazione del filtro parte nel momento in cui lo si aggiunge, mentre nelle versioni precedenti restava ferma finché non si usciva dal menu.
I filtri stessi sono stati ritarati per preservare l’intelligibilità del parlato: secondo le note di rilascio il carattere sonoro dell’effetto resta riconoscibile, ma le parole pronunciate restano distinguibili.
Il centesimo di secondo letto dallo screen reader
Fra le correzioni ce n’è una che tocca da vicino chi taglia a orecchio. Il campo dei minuti adesso è presente in tutti i selettori di tempo dell’app, e quando i millisecondi sono attivi i valori vengono presentati con precisione al centesimo sia a schermo sia allo screen reader. Prima alcuni selettori esponevano una scala meno fine.
La lista delle altre correzioni è lunga: un arresto anomalo durante l’inserimento del silenzio con sorgenti audio a bassa frequenza di campionamento, ora gestito calcolando le impostazioni di uscita dentro l’intervallo valido per la sorgente; il titolo di aggancio che non veniva mostrato lasciando un’area nera al suo posto; la fascia di sfondo dei sottotitoli che compariva senza il testo; un errore di sincronizzazione che piazzava sottotitoli e filigrana in una sezione casuale invece che nell’intervallo scelto; il campione audio che continuava a suonare dopo la chiusura della pagina; e il testo sulla durata della foto reso in modo errato in sette lingue.
La sezione dedicata all’intelligenza artificiale nelle impostazioni è stata riorganizzata: ogni provider ha la sua scheda con lo stato della connessione visibile, e autenticazione, modello e verifica compaiono sotto titoli distinti.
Sull’App Store italiano l’app raccoglie diciassette valutazioni e resta gratuita senza acquisti obbligatori. È uno dei pochi editor multimediali per iPhone dichiaratamente collaudati con VoiceOver a ogni passaggio di sviluppo: a metà agosto Tecnoaccess aveva raccontato AudioReel, che compone un video a partire da audio e fotografie, con un impianto più semplice e un obiettivo diverso.
Scarica zEdit dall’App Store (gratis, richiede iOS 16 o successivo). L’app è disponibile in tredici lingue, italiano compreso.
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