Chi è cieco o ipovedente conosce la scena: apri la fotocamera dell’iPhone per farti un autoritratto e poi resti a indovinare. Il viso è centrato o tagliato a metà? Guardi verso l’obiettivo o verso il muro? Con lo schermo che non dà informazioni affidabili, il risultato lo scopri solo quando qualcuno vedente ti dice com’è venuta la foto. Black Lens, un’app per iPhone arrivata alla versione 3.0, prova a togliere quell’incertezza usando voce, vibrazione e uno scatto automatico che parte quando il volto è inquadrato bene.
Chi l’ha fatta e perché
L’app la firma Steve Johnson, fondatore legalmente cieco. È un dettaglio che pesa sul prodotto, perché il problema che risolve lo vive in prima persona chi lo ha progettato. Nella descrizione sull’App Store di Apple, Johnson spiega che Black Lens si appoggia al rilevamento del volto, al riscontro vocale, al feedback aptico, alla grafica ad alto contrasto e allo scatto automatico per aiutare l’utente a inquadrare con sicurezza. Il gesto quotidiano a cui punta è quello di scattarsi una foto decente da soli, senza chiedere aiuto e senza affidarsi al caso.
Come funziona lo scatto: voce e vibrazione
Il cuore dell’app è la funzione AutoCapture. Black Lens riconosce quando i volti sono rilevati, inquadrati e fermi, e a quel punto fa partire lo scatto in automatico. Chi usa l’app non deve premere nulla al momento giusto: ci pensa la fotocamera a capire quando l’inquadratura è pronta.
Prima dello scatto, l’app comunica cosa sta vedendo attraverso la vibrazione. Secondo la scheda dell’App Store, una vibrazione leggera segnala che un volto è vicino al bordo dell’inquadratura, mentre un riscontro più forte avvisa che qualcuno potrebbe essere tagliato fuori. In pratica l’utente sente sotto le dita se deve spostare il telefono o correggere la posizione, senza guardare lo schermo. A questo si aggiunge il riscontro vocale, così le informazioni sull’inquadratura arrivano sia con l’udito sia col tatto.
Mask Mode e Headcount
Per chi ha un residuo visivo, Black Lens include la Mask Mode: lo schermo diventa una superficie di inquadratura a forte contrasto. La modalità serve a due situazioni: aiutare gli ipovedenti a sfruttare la vista che hanno e reggere l’uso in piena luce, quando il display si vede male e i riflessi rendono difficile capire cosa c’è nel campo dell’obiettivo.
La versione 3.0 porta anche Headcount, pensata per le foto di gruppo. L’utente indica quante persone si aspetta nell’inquadratura e l’app conta i volti rilevati. È il tipo di controllo che a chi vede sembra banale (basta un’occhiata per sapere se ci sono tutti), ma che per un non vedente cambia la resa di una foto con gli amici o in famiglia, dove il rischio è tagliare fuori qualcuno senza accorgersene.
L’integrazione con VoiceOver
VoiceOver è lo screen reader integrato in iOS, il lettore di schermo che descrive a voce cosa c’è sul display e permette a chi non vede di usare l’iPhone. Molte app fotografiche danno problemi con lo screen reader attivo, perché i comandi non sono etichettati o l’interfaccia diventa impraticabile. Black Lens dichiara di offrire controlli dedicati e accessibili quando VoiceOver è in funzione, così l’utente resta nel suo ambiente abituale invece di doverlo disattivare per scattare. La stessa scheda dell’App Store segnala che la versione 3.0 ha migliorato la navigazione con VoiceOver e gli annunci vocali della modalità a raffica.
Prezzo e privacy
Black Lens costa 1,99 dollari sull’App Store statunitense, con acquisto una tantum. Non richiede la creazione di un account, non prevede abbonamenti e non applica tracciamento: l’app si presenta come uno strumento fotografico a fuoco unico, senza le complicazioni tipiche dei servizi che chiedono registrazione e raccolgono dati. Per chi cerca un’utility accessibile da tenere sul telefono, la formula a pagamento singolo senza abbonamento è tra le più semplici da gestire.
La scheda dell’app è consultabile anche su AppleVis, la comunità di riferimento per gli utenti ciechi e ipovedenti di prodotti Apple, dove vengono raccolte le applicazioni utili per l’accessibilità visiva. Black Lens si colloca in quel filone di strumenti che partono da un’esigenza precisa dell’utente non vedente e la risolvono con gli strumenti già presenti nell’iPhone: fotocamera, motore aptico, sintesi vocale.