Il memory classico si gioca girando le carte a coppie e ricordando dove stanno. Sound Matching lo rifà con i suoni al posto delle figure, e la versione 1.8 pubblicata sull’App Store il 2 settembre aggiunge il pezzo che mancava: un registratore interno per costruire i propri mazzi di suoni e scambiarli con altri giocatori.
L’app la firma l’olandese Unboxing Solutions e sulla scheda dell’App Store si presenta come «Optimized for visually impaired persons», ottimizzata per le persone con disabilità visiva. È gratuita e la descrizione dichiara quattro assenze in fila: nessun tracciamento, nessuna pubblicità, nessun abbonamento, nessun acquisto dentro l’app.
Il registratore della 1.8
La nota di rilascio elenca cinque voci. Il registratore integrato permette di creare set di suoni propri, e sul materiale registrato applica due lavorazioni automatiche: la rimozione dei silenzi e la normalizzazione del volume. Sono due passaggi che di solito si fanno con un editor audio a parte, e che qui restano dentro il gioco.
I suoni registrati si possono nominare e riordinare. I set si condividono con altri giocatori tramite AirDrop, Messaggi o Mail, e si importano quelli ricevuti. La gestione dei suoni è protetta da un controllo per i genitori. Chiude la lista una voce generica su stabilità e accessibilità.
Cosa c’è dentro il gioco
La scheda dell’App Store elenca tre modalità di gioco. Una è il memory classico, le altre due sono descritte come allenamento al riconoscimento dei suoni. Le categorie sonore preinstallate sono otto, i livelli di difficoltà tre, e si può giocare fino in quattro sullo stesso dispositivo.
Per la parte visiva ci sono otto combinazioni di colori selezionabili, una scelta che riguarda chi ha un residuo visivo e ha bisogno di contrasti diversi da quelli di serie. La descrizione parla anche di una configurazione dell’accessibilità definita completa, senza entrare nel dettaglio delle singole opzioni.
Un catalogo di suoni che cresce fuori dall’app
La condivisione dei set è la parte che cambia la durata del gioco. Un’app di memory con otto categorie preinstallate si esaurisce quando le si è imparate. Con la registrazione e lo scambio via AirDrop il materiale può arrivare da fuori, registrato da chi gioca o ricevuto da qualcun altro.
Lo scambio resta fra dispositivi Apple e passa dai canali di sistema, quindi senza un server dell’autore in mezzo. È coerente con la dichiarazione di nessun tracciamento che sta nella descrizione.
Tre modalità e quattro giocatori
Oltre al memory a coppie ci sono altre due modalità. La scheda dell’App Store descrive le altre due come esercizi di riconoscimento sonoro, cioè partite in cui il compito è identificare un suono invece che ritrovarne il gemello. I tre livelli di difficoltà cambiano il numero di elementi in campo.
La modalità fino a quattro giocatori si gioca sullo stesso dispositivo, a turni. Nel catalogo italiano l’app compare sotto Giochi, con le sottocategorie Famiglia, Istruzione e Casual, e ha classificazione per età 4+.
Il controllo per i genitori sui suoni registrati
La nota di rilascio precisa che il controllo per i genitori copre la gestione dei suoni, quindi la creazione, la cancellazione e la riorganizzazione dei set, e resta fuori dalla partita. Un set registrato a mano è materiale che richiede tempo, e la protezione impedisce che sparisca con un tocco fuori posto.
Requisiti e distribuzione
Sound Matching esiste sull’App Store dall’8 gennaio 2022 e pesa poco più di dodici megabyte. La versione 1.8 richiede iOS 16.6 o successivo, un requisito basso che lascia dentro anche gli iPhone di qualche generazione fa. Le lingue dell’interfaccia dichiarate sull’App Store sono due.
Scarica Sound Matching dall’App Store (gratis, senza acquisti dentro l’app, richiede iOS 16.6 o successivo).
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