Gli occhiali elettronici che promettono di far leggere di nuovo chi ci vede poco sono tanti, e quasi sempre i numeri arrivano dal produttore. Uno studio presentato il 6 agosto all’American Retina Forum, a Lake Tahoe in California, porta invece dati raccolti da un gruppo indipendente sul dispositivo di Eyedaptic, e quantifica quanto migliora la lettura da vicino. Il comunicato dell’azienda è del 7 agosto, la rivista di settore EyeWorld lo ha ripreso il 14.
Cosa misura lo studio
La valutazione è stata condotta da Erie Retina Research, senza sponsorizzazione dell’azienda, con David Almeida come investigatore principale. Hanno partecipato 19 pazienti tra i 65 e i 100 anni, con un’acuità visiva di partenza compresa in gran parte tra 20/200 e 20/800, quindi un’ipovisione da grave a molto grave. Le patologie incluse erano la degenerazione maculare legata all’età, la retinopatia diabetica, la retinite pigmentosa e alcune distrofie retiniche ereditarie.
I numeri
Ha risposto in modo positivo l’89% dei pazienti, cioè 17 su 19. Il miglioramento medio nell’acuità visiva da vicino è stato di 5,7 righe sulla tavola ottotipica, oltre 28 lettere. Tra i soli pazienti che hanno tratto beneficio la media sale a 6,4 righe, e più della metà del campione ha guadagnato almeno 6 righe. Nei casi di degenerazione maculare avanzata i guadagni arrivano tra 8,5 e 10 righe. Sette pazienti hanno raggiunto una capacità di lettura pari a 20/20 o 20/25.
Come funziona il dispositivo
Il visore di Eyedaptic riprende la scena con una fotocamera e ne rielabora l’immagine in tempo reale, con un software che l’azienda chiama Simulated Natural Vision. L’idea è spostare le informazioni importanti verso le zone di retina ancora funzionanti, per sfruttare la visione periferica residua di chi ha perso quella centrale. Non ripristina la vista e non cura la malattia: potenzia quello che resta.
Perché uno studio indipendente conta
Il valore del dato sta nel fatto che a raccoglierlo non è stata l’azienda. «Questi risultati mostrano che una riabilitazione visiva basata sull’hardware può dare miglioramenti funzionali immediati», ha dichiarato Almeida. Mitul Mehta, direttore medico di Eyedaptic, ha aggiunto che la cura della retina «deve andare oltre la conservazione della vista e aiutare i pazienti a sfruttare al massimo quella che hanno oggi». Sono comunque parole di chi ha interesse nel prodotto, e vanno lette come tali.
I limiti da tenere presenti
Il campione è piccolo, 19 persone, e in età avanzata: numeri utili come segnale, non come prova definitiva. I guadagni misurati riguardano la lettura da vicino in condizioni controllate, che è cosa diversa dall’uso per strada o in cucina. E i visori elettronici di questo tipo hanno un costo elevato e un peso da portare sul viso, elementi che pesano nella scelta quanto le righe recuperate.
Dove trovare le informazioni
Il comunicato non riporta un listino pubblico. Le schede dei dispositivi Eyedaptic e i contatti per una prova sono sul sito dell’azienda, eyedaptic.com.
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