Per una persona cieca o ipovedente, la barriera più pesante della giornata è spesso la più banale: uscire di casa e arrivare dove si deve andare. Un incrocio senza semaforo sonoro, un cantiere spuntato durante la notte, un monopattino lasciato in mezzo al marciapiede possono trasformare un percorso conosciuto in un ostacolo. La startup rumena .lumen (dotLumen) ha appena chiuso in Romania la sua prova più ampia con questo dispositivo: occhiali che usano l’intelligenza artificiale per leggere l’ambiente e guidare chi li indossa, con funzioni simili a quelle di un cane guida. Il tour si è chiuso il 14 luglio 2026 e ha coinvolto oltre 900 persone non vedenti.
Il tour: 55 giorni, 41 città, oltre 900 persone
Il tour è durato 55 giorni e ha toccato 41 città rumene. Secondo quanto riporta la testata Romania Insider, hanno provato gli occhiali più di 900 persone cieche, con un’età che va dai 7 ai 92 anni, dai bambini agli anziani. La .lumen lo descrive come il più grande tour di mobilità assistiva mai organizzato nel Paese, dove l’azienda stima vivano circa 85.000 persone cieche. Le prove si sono svolte in sessioni individuali, una persona alla volta.
Come funzionano gli occhiali
Il dispositivo si indossa sul volto come un visore. A bordo lavora un sistema di intelligenza artificiale che analizza in tempo reale ciò che circonda la persona e restituisce un feedback aptico direzionale, cioè piccole sollecitazioni tattili che indicano da che parte andare e dove si trovano gli ostacoli. La .lumen chiama questo approccio Pedestrian Autonomous Driving (PAD): l’idea è prendere le tecnologie di guida autonoma delle automobili e riportarle sul pedone.
Sull’affidabilità e sulla privacy pesano due scelte tecniche. Gli occhiali lavorano offline, con elaborazione dei dati in locale, e non richiedono una connessione a internet per funzionare: chi li usa può contarci anche in una zona senza copertura. L’azienda dichiara che il sistema non conserva né trasmette le immagini che raccoglie. Il prodotto è certificato CE come dispositivo medico, la marcatura che in Europa attesta la conformità di un apparecchio sanitario.
Fin dove arriva il paragone con il cane guida
Oggi, per muoversi da solo, chi non vede si affida soprattutto al bastone bianco, che segnala gli ostacoli a terra nel raggio di un paio di passi. Il cane guida offre di più, ma richiede un lungo addestramento e resta disponibile per una minoranza. In questo spazio si collocano i dispositivi elettronici indossabili come quello della .lumen, che promettono di leggere l’ambiente a distanza maggiore e di avvisare in anticipo.
Qui va fatta una precisazione. Gli occhiali replicano alcune funzioni del cane guida, l’orientamento e il rilevamento degli ostacoli: avvisano se davanti c’è un palo, un gradino o una persona e indicano dove andare. Un cane guida dà anche altro, dalla relazione con l’animale alla capacità di gestire l’imprevisto, e per molti utenti resta difficile da rimpiazzare. Il dispositivo si propone come alternativa per chi un cane guida non può o non vuole averlo, per costi, liste d’attesa o situazioni personali.
Muoversi senza dipendere da qualcuno
Il filo di tutto il tour è stato la mobilità autonoma: potersi spostare senza cane guida e senza accompagnatore. Doru Tudor, coordinatore del roadshow, ha legato il progetto all’idea di libertà, cioè poter raggiungere «il lavoro, la scuola, i negozi» senza dover chiedere aiuto a qualcun altro. Per chi non vede, l’autonomia negli spostamenti pesa su tutto il resto: sulla possibilità di lavorare, di studiare, di avere una vita sociale. La difficoltà a spostarsi da soli è uno dei motivi per cui molte persone cieche restano fuori dal mercato del lavoro.
Cosa succede adesso in Europa
Chiuso il capitolo rumeno, la .lumen ha annunciato di voler portare iniziative simili in altri Paesi europei. Gli occhiali sono già passati da fiere internazionali come il CES di Las Vegas; stando all’azienda, sono stati provati in oltre 40 Paesi. La novità di questa tappa è la scala, con centinaia di persone cieche che hanno provato il dispositivo di persona, una alla volta, città per città. I dettagli tecnici sono sul sito dell’azienda, dotlumen.com, mentre il resoconto del tour è stato pubblicato dalla testata Romania Insider il 14 luglio 2026. Se l’espansione andrà in porto, la domanda successiva per gli utenti italiani sarà il prezzo e la disponibilità del dispositivo da noi.