Diritti digitali

Negli aeroporti lombardi per i cani guida ci sono i tappetini assorbenti, l’UICI Lombardia chiede aree vere

Malpensa, Linate e Orio al Serio non hanno aree attrezzate per i cani guida. Silvano Stefanoni: «chiediamo che alle rassicurazioni seguano i fatti». Il modello citato è Fiumicino.

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Illustrazione editoriale a tema: Negli aeroporti lombardi per i cani guida ci sono i tappetini assorbenti, l’UICI Lombardia chiede aree vere

Negli aeroporti lombardi un passeggero che viaggia con il cane guida, se ha bisogno di far fare i bisogni all’animale prima di imbarcarsi, trova un kit con tappetini assorbenti dentro alcune Friendly Room. Non ci sono aree attrezzate e riservate. L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti della Lombardia ha diffuso il 28 agosto un appello per chiedere che quegli spazi vengano realizzati, ripreso dal quotidiano online Malpensa News e rilanciato il 2 settembre dal notiziario della sezione di Como.

Gli scali interessati sono i tre principali della regione: Malpensa, Linate e Orio al Serio.

«Che alle rassicurazioni seguano i fatti»

Silvano Stefanoni, presidente dell’UICI Lombardia, tiene a chiarire il tono della richiesta. «Non intendiamo sollevare polemiche», dice, «ma chiediamo che alle rassicurazioni seguano i fatti». La formula lascia intendere che gli impegni siano già stati presi in altre occasioni e che il progetto sia stato rinviato più di una volta.

L’Unione riconosce che i kit con i tappetini sono stati introdotti e che alcune Friendly Room li mettono a disposizione. La posizione dell’associazione è che una soluzione di emergenza pensata per un imprevisto non può funzionare come dotazione stabile di uno scalo internazionale, e che servono aree dedicate, tenute pulite e in efficienza.

Il modello sta a Fiumicino

Il termine di paragone che l’UICI Lombardia mette sul tavolo è italiano. L’aeroporto di Roma Fiumicino ha già realizzato aree dedicate agli animali, e strutture analoghe esistono in numerosi hub internazionali. È un dettaglio che sposta la discussione dal piano del principio a quello della realizzazione: esiste un capitolato, esiste un precedente nazionale, esistono i costi di riferimento.

La questione riguarda un pubblico ristretto ma con poche alternative. Un cane guida accompagna la persona lungo tutto il percorso aeroportuale, dai controlli al gate, e nelle ore che precedono un volo intercontinentale l’assenza di un’area attrezzata ricade sul passeggero e sull’animale. Chi viaggia senza cane guida ha altre opzioni; chi lo porta con sé dipende da quello che lo scalo mette a disposizione.

L’appuntamento del 16 settembre

L’appello è collegato all’iniziativa che il Consiglio regionale UICI Lombardia ha organizzato per il 16 settembre a Milano, in Piazza Città di Lombardia, insieme alla sezione territoriale di Milano e alla Fondazione Lions Cani Guida di Limbiate. Il ritrovo è alle 9.30, alle 10 c’è il momento istituzionale con i saluti delle autorità e le testimonianze di chi usa un cane guida, alle 11.30 le dimostrazioni della scuola di Limbiate, alle 12.30 la camminata verso la Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano e il rinfresco.

Lo slogan scelto per la giornata è «Il cane guida entra ovunque. Anche nei diritti», e la richiesta sugli aeroporti è uno dei punti che l’Unione porta all’attenzione delle istituzioni regionali in quell’occasione.

Cosa dice la norma, e cosa manca

L’accesso del cane guida ai mezzi di trasporto e ai locali aperti al pubblico è garantito in Italia dalla legge 37 del 14 febbraio 1974, integrata dalla legge 60 del 2006, che prevede il trasporto gratuito dell’animale e sanzioni da 500 a 2.500 euro per chi lo impedisce. In ambito aereo l’articolo 7 del regolamento europeo 1107 del 2006 dispone che il cane da assistenza riconosciuto viaggi in cabina accanto al passeggero, previo preavviso alla compagnia e senza costi aggiuntivi. Il diritto a salire a bordo con l’animale esiste quindi da mezzo secolo. Quello che l’UICI Lombardia chiede riguarda i servizi a terra, che nessuna norma dettaglia e che restano una scelta del gestore aeroportuale.

È lo stesso schema che si ritrova in altri capitoli dell’accessibilità aeroportuale già raccontati da Tecnoaccess, dai percorsi tattili ai sistemi di orientamento al chiuso: la norma copre l’ingresso, la qualità del servizio dipende da chi gestisce lo scalo.

Sul versante dell’orientamento qualcosa negli scali italiani si è mosso: a fine giugno gli aeroporti di Bari e Brindisi hanno attivato BlindTag, e a luglio l’aeroporto statunitense di Grand Rapids ha esteso a tutto il terminal la navigazione al chiuso di GoodMaps. Sono interventi che riguardano il percorso della persona. Le aree per i cani guida riguardano l’animale che quel percorso lo rende possibile, e in Lombardia non sono ancora state realizzate.

L’appello dell’UICI Lombardia è stato pubblicato il 28 agosto da Malpensa News, nell’articolo sulle aree attrezzate per i cani guida negli aeroporti. L’appuntamento di Milano è fissato per il 16 settembre alle 9.30 in Piazza Città di Lombardia.

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