L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Ragusa ha visitato il 1 giugno 2026 il Museo Civico di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, all’interno del progetto “Vivere le radici, dal passato al presente. Viaggio sensoriale nella nostra storia”. È uno dei primi casi in Sicilia di museo civico ridisegnato fin dall’origine per chi non vede, con percorsi tattili, pannelli in braille, applicazione con audiodescrizioni e riproduzioni tridimensionali.
Il museo
Il Museo Civico di Niscemi ha sede in via Madonna 106, dentro l’ex convento dei Frati Minori Francescani. Tremila metri quadrati distribuiti su più sale, con sezioni di Civiltà Contadina e Storia Naturale, un chiostro settecentesco, una pinacoteca, un auditorium. Il direttore è il professor Enzo Liardo. La gestione è del Comune di Niscemi, oggi guidato dal sindaco Massimiliano Conti. Il museo è aperto martedì, giovedì, sabato e domenica, dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 18. Per informazioni è raggiungibile al telefono 0933 1888004.
Niscemi è in provincia di Caltanissetta, sull’altopiano di Gela. La visita del 1 giugno è stata organizzata dalla sezione UICI di Ragusa, presieduta da Salvatore Albani, in trasferta nel territorio nisseno. È un dettaglio che vale la pena segnalare: una sezione UICI provinciale che attraversa il confine amministrativo per portare i propri soci a un’esperienza culturale accessibile mostra come la rete UICI funzioni in Sicilia anche fuori dai confini delle province di appartenenza.
Il progetto “Vivere le radici”
Il progetto è stato presentato l’8 maggio scorso a Niscemi. Lo promuovono insieme il Museo Civico, la sezione UICI di Caltanissetta presieduta da Orazio Giudice, il Comune di Niscemi, la Stamperia Regionale Braille di Catania, con il sostegno del Ministero della Cultura. L’obiettivo dichiarato è rendere il museo fruibile dai visitatori con disabilità visiva attraverso un percorso multisensoriale che ricostruisce, con tatto, udito e olfatto, mestieri antichi e vita quotidiana del territorio.
Gli strumenti messi in campo, secondo le comunicazioni del museo e dei partner, includono percorsi tattili lungo le sale, pannelli con testi e didascalie in braille, un’applicazione con audiodescrizioni delle singole sale (lo sviluppatore e il nome dell’app non sono stati comunicati pubblicamente al momento), mappe tattili e riproduzioni tridimensionali degli oggetti esposti. La tecnica esatta di produzione delle riproduzioni, se stampa 3D o termoformatura, non è specificata nei comunicati. Per chi cerca dettagli tecnici puntuali, la pagina ufficiale del progetto sarà il riferimento da consultare.
Studenti di un liceo locale hanno fatto da accompagnatori durante la visita, descrivendo ambienti e oggetti. L’istituto specifico non è dichiarato nei pezzi sulla giornata. È una formula ricorrente nei progetti museali italiani recenti: coinvolgere giovani delle scuole come guide volontarie costa poco, dà valore educativo agli accompagnatori e crea una relazione fra museo, comunità scolastica e pubblico con disabilità visiva.
La voce di Salvatore Albani
Il presidente UICI di Ragusa, Salvatore Albani, riconfermato alla guida della sezione nell’aprile 2025, ha commentato la giornata dicendo che “l’inclusione non è un concetto astratto, ma un gesto quotidiano, un modo di guardare”. Ha aggiunto: “Abbiamo vissuto una pagina importante di cultura e inclusione”. Il riferimento è anche agli studenti coinvolti, e all’idea che l’accessibilità si costruisca con gesti pratici, giorno per giorno. Citazioni verificate sui notiziari locali Giornale Ibleo e Quotidiano di Ragusa.
La Stamperia Braille di Catania
Fra i partner del progetto c’è la Stamperia Regionale Braille di Catania, ente UICI attivo dal 1980, con sede in via Antonio Nicolodi 4. Produce mappe tattili termoformate, modelli tridimensionali, pannelli didattici, libri e materiali in braille per musei, riserve naturali e siti UNESCO siciliani, incluse alcune sale della Cattedrale di Catania. Nel progetto Niscemi ha fornito mappe tattili e supporti braille. La Stamperia è in queste settimane impegnata in un programma regionale chiamato “Sicilia e turismo per ipovedenti”, che dovrebbe installare mappe tattili in oltre cento siti museali, archeologici e UNESCO siciliani nei prossimi anni.
La Sicilia accessibile, dove siamo
Il Museo Civico di Niscemi si aggiunge a una piccola lista di luoghi siciliani che si sono attrezzati per i visitatori non vedenti. Il Polo Tattile Multimediale di Catania resta il riferimento regionale per percorsi multisensoriali, in scala più piccola rispetto al Museo Tattile Statale Omero di Ancona ma con un’attività continua. Alcuni siti UNESCO siciliani hanno mappe tattili installate. Il progetto Vivere le radici punta a sommare a queste esperienze un modello replicabile, dove il museo civico di un comune di provincia entra in rete con la Stamperia e con l’UICI per costruire accessibilità dal basso.
Per chi non vede ed è in Sicilia, vale la pena tenere d’occhio il calendario di Niscemi nei prossimi mesi: il museo continua le aperture ordinarie, e visite di gruppo come quella di UICI Ragusa possono essere replicate da altre sezioni territoriali con prenotazione. Tecnoaccess seguirà l’estensione del programma “Sicilia e turismo per ipovedenti” della Stamperia di Catania, e proverà a raccontare la prova sul campo del percorso quando sarà completamente operativo.