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Protocollo Comune di Napoli e UICI: accessibilità nei bandi, attenzione alle barriere senso-percettive

Il 17 giugno 2026 il sindaco Manfredi e il rappresentante legale UICI Napoli Ambrosino hanno firmato un protocollo che inserisce l accessibilità nei bandi comunali e nomina esplicitamente le barriere senso-percettive accanto a quelle architettoniche. Una cornice politica…

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Illustrazione editoriale a tema: Protocollo Comune di Napoli e UICI: accessibilità nei bandi, attenzione alle barriere senso-percettive

Il 17 giugno 2026 il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e il rappresentante legale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Napoli Giuseppe Ambrosino hanno firmato a Palazzo San Giacomo un protocollo d’intesa che impegna il Comune a inserire l’accessibilità come requisito vincolante nei propri bandi di gara, a consultare l’associazione nella redazione dei Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche, a chiedere all’UICI pareri di congruità tecnica sui progetti urbani. È una cornice ambiziosa, e la formulazione conta: il protocollo nomina esplicitamente, accanto alle barriere architettoniche, quelle senso-percettive. Per chi non vede, una distinzione che fa la differenza.

Cosa prevede il protocollo

Il testo dell’intesa, secondo i comunicati ufficiali del Comune e dell’UICI di Napoli, si articola su tre assi. Il primo è il supporto tecnico: l’UICI mette a disposizione la propria consulenza per i PEBA comunali, partecipa ai sopralluoghi, fornisce pareri di congruità tecnica sui progetti che riguardano spazi pubblici, scuole, edifici comunali. Il secondo è l’impegno del Comune a inserire i requisiti di accessibilità come condizione vincolante nei bandi di gara per opere pubbliche. Il terzo è la co-progettazione e la sensibilizzazione, ovvero il lavoro comune fra Comune e UICI per intercettare fondi regionali, nazionali ed europei dedicati alla mobilità inclusiva e per attivare iniziative culturali e formative rivolte a cittadini e imprese. Il protocollo non comporta oneri finanziari per le parti.

Va segnalata una sfasatura nelle fonti che hanno dato notizia della firma: il comunicato ufficiale del Comune di Napoli è pubblicato e datato 17 giugno 2026 e riferisce alla firma avvenuta in giornata, l’UICI Napoli numera il proprio comunicato come n.9 del 18 giugno, alcune testate online datano l’evento al 19. Tecnoaccess adotta il 17 giugno come data di riferimento, quella riportata in fonte primaria.

Le dichiarazioni di Manfredi e Ambrosino

Riportiamo in parafrasi, dai comunicati ufficiali. Giuseppe Ambrosino ha definito l’accessibilità un valore di civiltà che migliora la qualità della vita di tutti i cittadini, a partire dalle persone con disabilità visiva. Gaetano Manfredi ha descritto la progettazione di spazi pubblici accessibili come una scelta strategica, oltre che un obbligo di legge, e l’ha collegata alla valorizzazione del territorio e dei beni collettivi. Sono dichiarazioni di principio. La sostanza si misurerà sui prossimi bandi di gara emanati dal Comune e sull’effettivo coinvolgimento dell’UICI nella valutazione dei progetti.

Barriere architettoniche e senso-percettive, la distinzione

Il punto di interesse Tecnoaccess sta nella distinzione fra barriere architettoniche e barriere senso-percettive, esplicitata nel protocollo Napoli-UICI. In Italia la cornice tecnica dei PEBA, i Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche che ogni Comune avrebbe dovuto adottare per legge dal 1986, poggia sul decreto ministeriale 236 del 1989 e sul DPR 503 del 1996. Sono norme degli anni Ottanta e Novanta, scritte con una lente prevalentemente architettonico-motoria: rampe, ascensori, dislivelli, larghezze di passaggio. Le barriere senso-percettive, quelle che impediscono a chi non vede di orientarsi in autonomia, sono semafori sonori, segnaletica tattile sui marciapiedi, mappe in rilievo nelle stazioni e negli edifici pubblici, annunci audio sui mezzi di trasporto, indicatori a contrasto cromatico per gli ipovedenti, percorsi LETIsmart con dispositivi di interazione ambientale. Nei PEBA di gran parte dei comuni italiani questo strato è marginale.

Esistono eccezioni. Milano nel proprio PEBA approvato con Delibera 361 del 2018 cita esplicitamente le barriere architettoniche e senso-percettive in maniera integrata. Padova nel PEBA del 2019 ha incluso la categoria sensoriale fra le tipologie di barriera da eliminare. Roma e Torino procedono per interventi puntuali, come le mappe tattili nelle stazioni metropolitane di Torino. Fra le grandi città del Sud, Napoli si muove ora; per Bari, Palermo, Catania le fonti pubbliche consultate non riportano protocolli analoghi recenti con le associazioni delle persone con disabilità visiva. Il protocollo del 17 giugno stabilisce a Napoli un principio: quando si scrive un bando comunale, l’accessibilità per chi non vede vale quanto quella per chi ha problemi di mobilità. Il ritardo accumulato resta, e si recupera per pezzi.

Lo stato di Napoli oggi

Il trasporto pubblico napoletano gestito da ANM dichiara accessibili tutte le stazioni della metropolitana, con 52 ascensori sulla Linea 1, e una larga parte del parco di superficie. Sono presenti mappe tattili nelle principali stazioni, sollevatori, percorsi privilegiati. Quello che le fonti pubbliche consultate non documentano, e che il protocollo dovrebbe spingere ad affrontare, sono gli annunci sonori sistematici negli ambienti, il sistema LETIsmart sviluppato dalla SCEN di Trieste (Napoli non risulta fra le città che lo hanno adottato o avviato in progetti pilota, come Milano, Torino, Padova, Matera e Firenze), i semafori sonori sui principali incroci della città, le mappe tattili dei più importanti edifici pubblici. Se ANM avesse pilot in corso non documentati pubblicamente, Tecnoaccess sarebbe lieta di darne conto.

Una nota sulla rappresentanza UICI Napoli

Una precisazione di trasparenza per il lettore. La sezione provinciale UICI di Napoli è stata commissariata nell’agosto 2023, e da allora la guida è stata affidata a Giuseppe Ambrosino come commissario straordinario. I comunicati del 2026, sia del Comune sia dell’associazione, lo indicano come rappresentante legale, e in alcune testate locali viene chiamato presidente della sezione. Tecnoaccess non ha potuto verificare in fonti primarie se nel frattempo si sia svolta una nuova elezione dei vertici della sezione partenopea. La firma è formalmente valida e impegna la sezione: Ambrosino agisce come rappresentante legale dell’UICI Napoli a tutti gli effetti.

Cosa Tecnoaccess proverà a verificare

Il protocollo, nei termini in cui è stato presentato, è una cornice abilitante. Nei comunicati pubblici non compare una lista di interventi specifici programmati nei prossimi mesi, non c’è un cronoprogramma, non ci sono cifre. Tecnoaccess seguirà l’attuazione del protocollo nei prossimi mesi e tornerà sull’argomento quando ci saranno atti amministrativi concreti su cui ragionare. Quali bandi imminenti includeranno i nuovi requisiti, quale tavolo tecnico è stato attivato, su quali quartieri della città si è deciso di partire. Per i lettori napoletani con disabilità visiva, va detto chiaramente: la firma del 17 giugno è un passo politico, non ancora un cambiamento materiale. Sarà nei prossimi sei-dodici mesi che si capirà se il protocollo è una cornice viva o un atto cerimoniale.