In una classe che programma un micro:bit, il bambino cieco fino a ieri stava a guardare. Il coding a blocchi, quello in cui si trascinano con il mouse tessere colorate per costruire un programma, è tra gli strumenti più diffusi per insegnare informatica alle elementari e alle medie, ed è anche tra i più impenetrabili per uno screen reader. Il 15 luglio Microsoft ha annunciato che il suo editor MakeCode è diventato compatibile con i lettori di schermo, un cambio che riguarda oltre quarantamila studenti ciechi e ipovedenti nel solo Regno Unito.
Il numero preciso è 41.506, ed è la stima dei bambini con disabilità visiva che nel Regno Unito potranno ora seguire le stesse lezioni di coding dei compagni di banco. Il lavoro nasce dalla collaborazione tra Microsoft, la Micro:bit Educational Foundation e il team di Blockly della Raspberry Pi Foundation, cioè chi sviluppa il motore su cui gira l’interfaccia a blocchi.
Perché il coding a blocchi era un muro
Un ambiente come MakeCode nasce per l’occhio e per la mano sul mouse. I comandi sono forme colorate che si incastrano, la logica del programma è nella disposizione spaziale delle tessere, e tutto questo passa per il canale visivo. Uno screen reader, che legge il testo e annuncia i controlli, davanti a un’interfaccia del genere restava muto. Il risultato era che un ragazzo cieco poteva studiare la teoria dell’informatica, ma non toccare con mano lo strumento con cui i suoi coetanei imparavano a far accendere un led o a scrivere un gioco.
La nuova versione, come spiega Microsoft, trasforma «un’interfaccia puramente visiva e basata sul mouse in uno strumento pienamente accessibile per tutti gli studenti». Tradotto, i blocchi ora si possono raggiungere, leggere e collegare usando la tastiera e il lettore di schermo, senza dipendere dalla vista.
Progettato con i ragazzi che lo useranno
La funzione è stata messa a punto insieme a chi ne ha bisogno. Alla progettazione hanno partecipato bambini e ragazzi tra gli 8 e i 18 anni ciechi o ipovedenti, oltre a insegnanti ed esperti, con contributi raccolti nel Regno Unito, in Europa e negli Stati Uniti. «Per troppo tempo molti giovani ciechi e ipovedenti hanno trovato barriere nell’accedere alle stesse esperienze di coding dei loro coetanei», ha detto Lucy Gill, responsabile di prodotto della Micro:bit Educational Foundation.
Un bacino da settanta milioni di studenti
La portata si capisce dai numeri del dispositivo. Il BBC micro:bit, la scheda programmabile grande come un biglietto da visita per cui MakeCode è nato, è usato da più di settanta milioni di bambini in 85 Paesi. Rendere accessibile l’editor significa aprire una porta ovunque quella scheda entri in aula. Insieme al software arrivano anche risorse per i docenti, così che un insegnante possa gestire una classe mista senza lasciare indietro l’alunno che non vede lo schermo.
Cosa cambia per la scuola italiana
MakeCode è gratuito e funziona nel browser, quindi la novità è tecnicamente disponibile ovunque, Italia compresa, appena l’aggiornamento raggiunge tutti. La stima dei quarantamila studenti riguarda il Regno Unito perché lì il micro:bit è distribuito capillarmente nelle scuole, ma il motore accessibile è lo stesso in ogni lingua. Per un ragazzo cieco italiano che usa uno screen reader il coding a blocchi smette di essere terreno vietato, e con esso una fetta di educazione informatica che finora passava sopra la sua testa.
Fonte: News-Medical.net, su annuncio Microsoft, Micro:bit Educational Foundation e Raspberry Pi Foundation.