Sul Mac App Store è arrivata Lunaver, un’applicazione per scrivere e impaginare libri costruita attorno all’ascolto più che alla vista. La firma Klaus Weber, un fisico tedesco che convive con la sindrome di Usher di tipo 2A e vede il proprio campo visivo restringersi anno dopo anno. Da un unico testo l’app esporta anche in braille e in audiolibro, e i passaggi principali del lavoro si comandano a voce. La versione 1.0.5 è del 9 agosto.
Chi scrive un libro passa di solito da un editor di testo, poi da un programma di impaginazione, poi da uno strumento per generare l’ebook. Ognuno di questi passaggi ha una sua interfaccia visiva. Lunaver prova a tenere tutto dentro una sola app e a rendere leggibili con VoiceOver i percorsi che contano: creare il progetto, scrivere o far scrivere i capitoli, farseli leggere ad alta voce, esportare il risultato.
Un’app che Weber descrive «progettata per le orecchie»
Sulla pagina dell’app Weber scrive di aver pensato Lunaver «per le orecchie dalla prima riga di codice». La scrittura può partire da zero, con l’autore che digita i capitoli, oppure appoggiarsi a un modello di intelligenza artificiale che gira in locale sul Mac e redige bozze di capitolo a partire dalle indicazioni ricevute. In entrambi i casi il testo si può ascoltare capitolo per capitolo senza uscire dall’applicazione.
Il calcolo dell’AI avviene sul dispositivo, senza inviare il testo a un server esterno. L’app non chiede un account e funziona offline. La conseguenza pratica per chi scrive è che il manoscritto resta sul proprio computer, senza passaggi via cloud.
Da un testo, quattro formati diversi
Il punto su cui Lunaver si distingue dagli editor comuni è l’esportazione. Dallo stesso file l’app produce quattro uscite: un PDF pronto per la stampa, un EPUB, un audiolibro e una versione in braille. Per il braille Weber dichiara il supporto alla scrittura integrale tedesca, la Vollschrift secondo la norma DIN 66008, più il grado 1 dello standard internazionale UEB e un grado 2 semplificato.
Avere l’export braille dentro l’app di scrittura toglie un passaggio a chi vuole produrre un testo leggibile su un display braille o da mandare in stampa tattile. L’audiolibro generato dall’app, invece, permette di riascoltare l’intero libro con la sintesi vocale senza costruirlo a mano traccia per traccia.
Per un autore che si autopubblica, tenere in una sola app la stesura e le quattro uscite significa non dover imparare programmi diversi, ognuno con la propria interfaccia da esplorare con lo screen reader. La conversione in braille secondo norme codificate, poi, è un lavoro che di solito richiede software dedicati e competenze specifiche: trovarla integrata nell’editor è raro anche tra gli strumenti pensati per l’accessibilità.
Chi l’ha scritta, e perché
Weber racconta di aver costruito lo strumento che gli serviva mentre la sua vista calava. La sindrome di Usher di tipo 2A unisce una ipoacusia presente dalla nascita a una retinite pigmentosa che riduce progressivamente il campo visivo, di solito a partire dalla visione notturna e periferica. Da qui la scelta di rendere ascoltabili i flussi di lavoro e di prevedere fin dall’inizio un’uscita in braille.
Cosa non fa ancora
Lo sviluppatore è diretto sui limiti. La voce copre i percorsi centrali, ma alcune impostazioni di dettaglio richiedono ancora VoiceOver nella sua forma classica. La generazione dei capitoli con l’AI locale è lenta sui Mac meno potenti, perché tutto il calcolo resta sulla macchina. L’interfaccia è disponibile in inglese e tedesco.
Prezzo, requisiti e download
Lunaver è gratuita e prevede un abbonamento Pro opzionale per le funzioni avanzate. Richiede macOS 26 o successivo e un Mac con chip Apple Silicon. La prima versione è uscita il primo giugno, l’aggiornamento più recente porta il numero 1.0.5 ed è datato 9 agosto.
Scarica Lunaver dal Mac App Store (gratis, con acquisti in-app opzionali; richiede macOS 26 o successivo su Mac Apple Silicon).
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