Chi ascolta articoli, documenti e pagine web con una voce sintetica lo fa per ore, e la reattività dell’app pesa parecchio nell’uso di tutti i giorni. Speech Central, il lettore vocale molto diffuso tra persone cieche e ipovedenti, ha pubblicato il 7 agosto 2026 la versione 17.7.0, un aggiornamento che cambia le fondamenta tecniche dell’app per andare più veloce e consumare meno batteria. Nel farlo, però, chiude la porta a chi è rimasto su iOS 16.
Cosa fa Speech Central
Speech Central legge ad alta voce testi di ogni tipo: articoli presi dal web, documenti, email, pagine salvate. Si usa per ascoltare invece di leggere sullo schermo, con code di lettura, segnalibri e comandi pensati per chi non guarda il display. È diventato uno strumento di lavoro e di studio per molti utenti di VoiceOver, che lo affiancano allo screen reader per gestire grandi quantità di testo.
Fondamenta nuove sotto la stessa app
La 17.7.0 sposta l’app su nuove basi di iOS 17 e macOS 14 e adotta framework più recenti. Secondo lo sviluppatore, Labsii, il passaggio porta un aumento sensibile delle prestazioni e un risparmio di batteria. Sono benefici che l’utente non vede nell’elenco delle funzioni ma sente nell’uso: avvii più rapidi, meno attese, autonomia più lunga durante una lettura prolungata. Il lavoro sotto il cofano prepara anche il terreno alle prossime funzioni, che su basi vecchie sarebbero più difficili da costruire.
Le funzioni arrivate nelle ultime versioni
Le versioni recenti avevano già aggiunto parecchio. La 17.6.1 aveva migliorato la modalità pensata per chi fatica a mantenere l’attenzione, la 17.6.0 aveva introdotto gesti personalizzabili a due dita e un supporto migliore ai documenti scansionati con impaginazioni complesse, mentre la 17.5.0 aveva rifinito l’assistente per addormentarsi con la lettura e aggiunto nuove voci. La 17.7.0 non tocca queste funzioni, lavora sulla struttura che le regge.
Cosa significa cambiare fondamenta
Un aggiornamento che riscrive le basi tecniche non aggiunge pulsanti né voci, e per questo passa spesso inosservato. Il suo effetto si misura in reattività: quando un’app di lettura si appoggia a framework più recenti, il sistema operativo gestisce meglio la sintesi vocale, la memoria e il consumo di energia. Per chi tiene Speech Central aperto per ore, con documenti lunghi in coda, il guadagno si sente sull’autonomia della giornata. È anche un investimento sul futuro: le funzioni che Labsii vorrà aggiungere trovano ora un terreno più solido su cui appoggiarsi, invece di dover convivere con codice pensato per versioni di iOS ormai datate.
Chi resta indietro
Il prezzo del cambio è la compatibilità. Con la 17.7.0 Speech Central smette di supportare iOS 16 e macOS 13: per aggiornare serve almeno iOS 17 o macOS 14. Chi tiene un dispositivo su una versione più vecchia, a volte per non rompere l’equilibrio con altri ausili, resta all’edizione precedente e non riceverà i miglioramenti successivi. È una scelta che gli sviluppatori di app assistive fanno periodicamente, e che conviene conoscere prima di premere aggiorna.
Prezzo e piattaforme
L’app si scarica gratis e sblocca la versione Pro con un acquisto unico da 9,99 dollari, senza abbonamento. Gira su iPhone, iPad e Mac, e lo sviluppatore la distribuisce anche per Apple Watch, Apple TV e Vision. La 17.7.0 è disponibile sull’App Store per chi ha iOS 17 o macOS 14 e versioni successive.
Scarica Speech Central dall’App Store (gratis, versione Pro con acquisto unico da 9,99 dollari; per iPhone, iPad e Mac con iOS 17 o macOS 14 e successivi).
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