La posta elettronica resta uno degli ostacoli quotidiani più pesanti per chi usa uno screen reader. Liste lunghe da scorrere, pulsanti da esplorare uno alla volta, allegati che il lettore di schermo non apre. A metà luglio è arrivata su iPhone un’app che prova a togliere di mezzo lo schermo: si chiama Lumin, gestisce la casella email e si comanda parlando. L’hanno presentata il podcast statunitense Assistive Technology Update di Easter Seals Crossroads, il 17 luglio, e il giorno dopo la trasmissione Double Tap.
Il principio è semplice da spiegare e difficile da realizzare bene. L’utente parla, l’app risponde a voce. Si ascoltano i messaggi in arrivo, si detta la risposta, si archivia o si inoltra, tutto senza spostare il dito sullo schermo. Chi già lavora con VoiceOver conosce la fatica di muoversi tra intestazioni, mittenti e comandi: qui il flusso diventa una conversazione.
Un’app nata dalla perdita della vista
Dietro Lumin c’è Sriram Ganesh, fondatore e amministratore delegato della società Luminade. Ganesh ha iniziato a perdere la vista a causa di una distrofia dei coni e dei bastoncelli, la malattia degenerativa della retina che riduce progressivamente la capacità di leggere sullo schermo. Ha raccontato di aver costruito l’app per continuare a fare al telefono tutto quello che prima faceva con la tastiera e con gli occhi, ma solo con la voce.
È un dettaglio che pesa sul prodotto. Chi progetta uno strumento partendo dal proprio bisogno tende a curare i passaggi che gli altri saltano, come la lettura degli allegati o la correzione di un messaggio dettato in fretta. Lumin entra così nella lista, in crescita, di app pensate da sviluppatori ciechi per la comunità cieca.
Cosa legge e cosa scrive l’intelligenza artificiale
La parte interessante riguarda gli allegati. Lumin legge i file PDF, i documenti Office e le immagini che arrivano in posta. Sui documenti lunghi produce un riassunto e permette di fargli domande, così da capire il contenuto di un PDF senza doverlo attraversare riga per riga. Sulle immagini usa l’intelligenza artificiale per descrivere quello che mostrano, un aiuto per chi riceve una foto o una scansione e con lo screen reader sentirebbe solo un file senza testo.
In scrittura l’app fa il percorso inverso. L’utente detta un messaggio anche disordinato, con ripensamenti e frasi spezzate, e l’intelligenza artificiale lo trasforma in una email ordinata e professionale. Si possono regolare la velocità e la voce della lettura, per adattare il ritmo a chi ascolta molte email al giorno.
Prima Gmail, poi Outlook
Al debutto Lumin lavora con gli account Gmail su iPhone. Il supporto a Outlook è annunciato come prossimo passo. L’app si scarica dall’App Store; sul sito ufficiale, trylumin.ai, la società la presenta come già disponibile e non come versione di prova. Il prezzo non è indicato nella pagina, un punto da chiarire prima di consigliarla a chi valuta un abbonamento.
La scelta di partire da iPhone e da Gmail copre la fetta più larga di utenti non vedenti italiani, che sullo smartphone Apple trovano VoiceOver di serie. Resta da vedere quando e come arriveranno le altre piattaforme, perché la posta si legge ovunque, dal computer al tablet.
Perché conta per chi non vede
Un’app come Lumin non sostituisce lo screen reader, che serve per tutto il resto del telefono. Copre però uno dei compiti in cui VoiceOver mostra i suoi limiti, cioè la gestione veloce di una casella affollata. Chi riceve decine di messaggi tra lavoro, bollette e comunicazioni scolastiche sa quanto tempo porta via passarli in rassegna a orecchio.
Il modello vocale ha anche un rovescio della medaglia. Affidare a un’intelligenza artificiale la riscrittura dei messaggi significa fidarsi di come li interpreta, e chi tiene alla riservatezza vorrà sapere dove finiscono i dati della propria posta. Sono domande che la comunità porrà nelle prossime settimane, quando le prime prove d’uso arriveranno dai forum come AppleVis. Per ora resta il fatto che un altro sviluppatore cieco ha messo sul mercato uno strumento costruito su misura per chi come lui non legge più lo schermo.