Da domenica 13 luglio le versioni di prova pubbliche dei nuovi sistemi Apple sono aperte a tutti. Non serve più essere sviluppatori: chiunque, con un account Apple e qualche minuto di pazienza, può installare la public beta di iOS 27 sull’iPhone, e lo stesso vale per iPadOS, macOS, watchOS e tvOS. Per chi usa VoiceOver la tentazione è forte, perché questo aggiornamento porta alcune delle novità di accessibilità più corpose degli ultimi anni. Prima di buttarsi, però, vale la pena capire cosa si prova davvero e a quali rischi si va incontro.
Cosa può provare chi non vede
La funzione di cui si parla di più è la descrizione delle immagini. Con Image Explorer, VoiceOver usa l’intelligenza artificiale del sistema per raccontare cosa c’è dentro una foto, uno scontrino scansionato, un documento, e lo fa in tutto il telefono, non solo nell’app Foto. La comunità dei tester ciechi la indica come una delle aggiunte più riuscite degli ultimi anni.
C’è poi Live Recognition: premendo il tasto Azione dell’iPhone si può chiedere cosa inquadra la fotocamera in quel momento e ottenere una risposta parlata, con la possibilità di fare domande di approfondimento con parole proprie, come “quante persone ci sono” o “che colore ha la giacca”. Il Magnifier, la lente per chi ci vede poco, guadagna la stessa descrizione assistita ad alto contrasto e i comandi vocali. Si aggiungono l’Accessibility Reader, pensato per testi complessi con colonne, tabelle e immagini, e un Controllo Vocale che capisce il linguaggio naturale invece delle etichette esatte.
Una precisazione conta più delle altre: le funzioni basate sull’intelligenza artificiale girano solo sui modelli che supportano Apple Intelligence, cioè dagli iPhone 15 Pro in su. Su un iPhone più vecchio la public beta si installa lo stesso, ma le descrizioni AI non compaiono.
Beta pubblica non vuol dire versione finita
Qui arriva l’avvertenza che chi usa lo screen reader deve prendere sul serio. Una beta, anche pubblica, è software in lavorazione. Apple stessa avvisa che può contenere errori, ridurre l’autonomia della batteria e creare problemi con le app di terze parti. Per chi si affida a VoiceOver ogni istante, un baco che rende muto un pulsante o rompe la lettura in un’app importante può rendere il telefono inservibile fino alla correzione, con il rischio di restare tagliati fuori proprio quando serve.
Le beta precedenti, quelle riservate agli sviluppatori, avevano già mostrato qualche gesto di VoiceOver che saltava e ritardi in certe schermate. Molti di questi problemi si sistemano versione dopo versione, ma nessuno può garantire che l’app da cui dipende il lavoro o la banca funzioni al primo colpo.
Come provarla senza restare a piedi
La regola d’oro è una sola: non installare la beta sul dispositivo da cui si dipende ogni giorno. Se in casa c’è un secondo iPhone, anche vecchio, è lì che va messa. Chi ha un solo telefono farebbe meglio ad aspettare le versioni più mature di fine estate o l’uscita definitiva in autunno.
Per chi decide di procedere, il percorso è questo: prima un backup completo su iCloud, così da poter tornare indietro; poi l’iscrizione al programma beta pubblico con il proprio account Apple; infine, dal telefono, Impostazioni, Generali, Aggiornamento Software, la voce Aggiornamenti Beta, dove scegliere “iOS 27 Public Beta” e installare. I dispositivi compatibili partono dall’iPhone 11 e dall’iPhone SE di seconda generazione in su.
Vale la pena ricordare che una beta serve come banco di prova. Chi la tiene sul telefono di tutti i giorni si espone a guai evitabili. Provare Image Explorer e Live Recognition su un dispositivo secondario permette di segnalare i problemi ad Apple e di arrivare all’uscita d’autunno sapendo già cosa aspettarsi, senza rischiare di trovarsi a mani vuote nel bel mezzo di una giornata qualsiasi.