Diritti digitali

L’UICI inaugura a Roma la nuova sede nazionale, dentro c’è il Libro Parlato

L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti apre la nuova sede nazionale in via Borgognana: 1.400 metri quadri, il Libro Parlato in cabine insonorizzate e la biblioteca intitolata a Tommaso Daniele.

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L'UICI inaugura a Roma la nuova sede nazionale, dentro c'è il Libro Parlato

L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ha inaugurato il 30 giugno 2026 la sua nuova sede nazionale a Roma, in via Borgognana 38. Mille400 metri quadri su due piani, circa quaranta dipendenti, e al suo interno un dettaglio che parla direttamente a chi non vede: le cabine insonorizzate del Libro Parlato, dove si registrano gli audiolibri che da decenni portano la lettura a chi non può usare la carta.

Cosa c’è dentro la nuova sede

Gli spazi ospitano gli uffici di assistenza, consulenza, formazione, comunicazione e stampa, l’agenzia di informazione Iura, un salone di rappresentanza e la sezione del Libro Parlato con le sue cabine di registrazione. È la struttura operativa da cui l’UICI coordina il lavoro sui territori: 21 consigli regionali, 105 sedi in tutta Italia, oltre 2.300 volontari, 40.000 iscritti. Un’organizzazione con 106 anni di storia che sposta il proprio centro nazionale in una sede pensata per funzionare meglio.

Il presidente Mario Barbuto ha parlato di una casa e di un luogo di lavoro più funzionale per l’attività su tutto il territorio. All’inaugurazione erano presenti la vicepresidente nazionale Linda Legname, Arianna Meloni per la segreteria politica di Fratelli d’Italia, soci e volontari, alcuni accompagnati dai cani guida.

La biblioteca intitolata a Tommaso Daniele

La biblioteca della nuova sede porta il nome di Tommaso Daniele, presidente nazionale dell’UICI dal 1986 al 2013 e poi presidente onorario, scomparso il 7 febbraio 2026 a 91 anni. Sotto la sua guida l’Unione ha attraversato quasi trent’anni di battaglie, dalla scuola all’inserimento lavorativo, in un periodo in cui l’accessibilità digitale muoveva i primi passi. Intitolargli la biblioteca lega la memoria di quel percorso al luogo dove oggi si custodiscono i testi accessibili.

Perché una sede conta per chi non vede

Per una persona cieca o ipovedente l’UICI resta il primo punto di riferimento pratico: il patronato che segue le pratiche di invalidità, i corsi di orientamento e mobilità, l’accesso agli ausili, la consulenza sui diritti quando un servizio pubblico o un sito non sono utilizzabili con lo screen reader. Una sede nazionale più ampia e attrezzata significa una macchina organizzativa che risponde meglio, e il Libro Parlato dentro le mura ricorda che la produzione di contenuti accessibili resta parte del lavoro quotidiano, non un accessorio.

La nuova sede arriva in un anno in cui il tema dell’accessibilità, con l’European Accessibility Act ormai in vigore, è tornato al centro del dibattito. Avere un centro nazionale rafforzato aiuta l’Unione a presidiare quel terreno, dai tavoli istituzionali alle segnalazioni sui servizi che ancora escludono chi non vede.