Un’orchestra coreana di musica tradizionale, ventotto artisti fra strumentisti e coro, sta girando l’Italia dal 2 al 12 settembre. La tappa romana è oggi, domenica 6 settembre, all’Istituto Immacolata Concezione di Nostra Signora di Lourdes, e le prenotazioni passano dalla segreteria della sezione UICI di Roma, al numero 06 44 69 321.
Si chiama Korean Traditional Music Orchestra of the Blind. L’ha fondata nel 2011 il Centro Siloam di Seul con il sostegno del Ministero della Cultura, dello Sport e del Turismo della Corea del Sud, e la sua ragione sociale mette insieme due cose: il repertorio della corte coreana e il lavoro stabile per musicisti con disabilità visiva.
Chi sale sul palco
Il Giornale UICI, che ha annunciato il tour, indica una formazione di 28 artisti: dodici strumentisti, sette dei quali non vedenti, e sedici coristi. Gli strumenti sono quelli della tradizione coreana. Il gayageum è una cetra a corde pizzicate; il geomungo è una cetra dal suono grave che si percuote con una bacchetta; il piri è uno strumento a fiato ad ancia doppia. Nei programmi del tour compaiono anche l’haegeum, a corde e archetto, e il daegeum, un flauto traverso di bambù.
Accanto agli strumenti ci sono due forme vocali coreane: il jeongga, il canto colto legato alla corte, e il pansori, il racconto cantato che sta dall’altra parte, quella popolare.
Il 1431 e re Sejong
La ragione per cui questa orchestra esiste sta in una vicenda vecchia di sei secoli. Nella Corea della dinastia Joseon i musicisti ciechi, i gwanhyeon maengin, ricevevano una formazione dentro il palazzo reale e suonavano nelle istituzioni musicali di corte. Il Giornale UICI cita re Sejong il Grande, che nel 1431 dichiarò che i musicisti non vedenti «sono pienamente in grado di contribuire alla società».
Il progetto artistico che l’orchestra porta in Italia si intitola «Re Sejong incontra il Rinascimento» e mette a confronto la musica di corte coreana del Quattrocento con il repertorio italiano dello stesso periodo.
Le tappe
Il Giornale UICI elenca quattro città: Roma, Napoli, Avellino e Agropoli, in un periodo che va dal 2 al 12 settembre. A queste si è aggiunto un concerto a Benevento, annunciato dal Conservatorio Statale di Musica «Nicola Sala»: giovedì 3 settembre alle 19:30 al Teatro San Vittorino.
Sempre a Benevento il Conservatorio ha annunciato la firma di un accordo di cooperazione con l’istituzione coreana da cui l’orchestra dipende, con l’idea di lavorare insieme su alta formazione musicale, produzione artistica, ricerca e scambi. Per la data romana il riferimento artistico indicato dal comunicato della sezione UICI di Roma è il professor Eduardo Caiazza.
In Campania il tour è cominciato prima di settembre. La Gazzetta di Salerno ha dato conto di tre serate: il 31 agosto alle 20 a Villa Salati di Paestum, il 1° settembre all’Arena del Mare di Agropoli e il 2 settembre all’agriturismo Al Chiaro di Luna di Stio. La direzione artistica è del maestro Eduardo Caiazza; fra i promotori il quotidiano cita il professor Massimo Trotta, presidente del Club UNESCO Elea, e il professor Kichul Lee.
Sulla consistenza dell’organico le fonti non coincidono: la Gazzetta di Salerno parla di una trentina di musicisti, metà dei quali non vedenti, mentre il Giornale UICI scende nel dettaglio dei 28 artisti con sette strumentisti ciechi su dodici. Il conteggio dell’Unione è quello più circostanziato.
Cosa ha alle spalle
Prima dell’Italia l’orchestra ha suonato alla Carnegie Hall di New York e alla Sydney Opera House. Nel 2025 ha ricevuto il Sejong Culture Award, riconoscimento coreano intitolato allo stesso sovrano del 1431.
In Italia il tema del lavoro musicale per chi non vede ha una storia lunga e una geografia riconoscibile, fatta di istituti storici e di conservatori che nel Novecento hanno formato organisti, pianisti e accordatori. Un’orchestra stabile finanziata da un ministero e costruita attorno a musicisti ciechi resta però un caso raro, e per questo il passaggio italiano di un ensemble del genere si legge anche come una questione di politiche culturali, oltre che di programma di sala.
Per il concerto di Roma di domenica 6 settembre le prenotazioni si fanno alla segreteria UICI di Roma, telefono 06 44 69 321.
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