La Regione Emilia-Romagna ha aperto il 4 agosto il suo primo bando dedicato soltanto alla disabilità visiva. Sul piatto ci sono 380 mila euro per progetti che aiutino le persone cieche e ipovedenti a muoversi, studiare, lavorare e usare gli ausili. I fondi arrivano dal Fondo sociale regionale, le domande si chiudono il 23 settembre alle 13. In regione risultano 6.317 persone cieche o ipovedenti.
Cosa finanzia il bando
Gli ambiti coperti sono ampi. Si va dall’orientamento e mobilità agli ausili e alle tecnologie assistive, dall’inclusione scolastica e formativa all’inserimento e al mantenimento del lavoro. Rientrano anche le attività culturali, sportive e ricreative accessibili, gli sportelli informativi e di consulenza, gli interventi innovativi e sperimentali e il coinvolgimento delle famiglie. Per un lettore attento alla tecnologia, la voce che pesa di più è quella sugli ausili e le tecnologie assistive: screen reader, display braille, software di ingrandimento, formazione tiflologica e percorsi di autonomia digitale possono entrare tra le spese ammesse.
Chi può partecipare e come
Il bando si rivolge agli enti del terzo settore iscritti al Runts con sede in Emilia-Romagna: organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e altri soggetti del terzo settore. Sono le realtà che sul territorio fanno orientamento e mobilità, corsi sugli ausili informatici e sportelli di consulenza, a partire dalle sezioni dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti e dai centri di formazione collegati. I progetti devono coprire almeno tre province della regione, avere un costo minimo di 50 mila euro e possono ottenere un contributo regionale fino al 90 per cento della spesa, con la quota restante a carico di chi presenta il progetto. Le attività vanno concluse entro il 31 dicembre 2026. Le domande vanno presentate entro le 13 del 23 settembre 2026.
Le parole dell’assessora
Isabella Conti, assessora regionale al Welfare, ha spiegato la scelta con queste parole: “Abbiamo deciso di promuovere un nuovo bando dedicato alle persone con disabilità visiva perché emerge con sempre maggiore evidenza la necessità di interventi mirati”. La Regione descrive il contributo come inedito nel suo genere sul territorio, pensato per sostenere autonomia, vita indipendente e inclusione sociale delle oltre 6.300 persone cieche e ipovedenti che vivono in Emilia-Romagna.
Perché conta
Un fondo pubblico riservato alla sola disabilità visiva è raro. Di solito i bandi sulla disabilità mettono insieme condizioni molto diverse, e i progetti sull’autonomia di chi non vede finiscono a competere con tutto il resto, dai temi motori a quelli cognitivi. Qui il perimetro è definito, e attività come i corsi sugli ausili informatici, l’orientamento e la mobilità o gli sportelli di consulenza tecnologica possono essere finanziate fino a nove decimi del costo. La disabilità visiva ha bisogni tecnici propri, dallo screen reader al braille, che in un bando generico rischiano di restare sullo sfondo.
Per una persona cieca o ipovedente che vive in Emilia-Romagna, la ricaduta pratica sono più servizi di autonomia sul territorio nei prossimi mesi, a seconda dei progetti che gli enti presenteranno.
Un calendario stretto
C’è un dettaglio che gli enti dovranno guardare con attenzione: il bando è aperto dal 4 agosto, le domande si chiudono il 23 settembre e le attività vanno concluse entro il 31 dicembre 2026. Restano poche settimane per progettare e poi pochi mesi per realizzare, un tempo ridotto per interventi come i corsi sugli ausili o l’orientamento, che hanno bisogno di continuità. Il testo integrale con requisiti, spese ammesse e modulistica è pubblicato sul portale della Regione Emilia-Romagna. Le domande si chiudono il 23 settembre 2026 alle 13.
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