Il 20 maggio 2026 il Ministero per le Disabilità guidato da Alessandra Locatelli e il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti hanno firmato un protocollo d’intesa triennale per promuovere la riforma della disabilità e l’informazione fiscale per le persone con disabilità e le loro famiglie. Per chi non vede c’è materia da maneggiare con attenzione: detrazioni su screen reader, display braille, ingranditori e cane guida si perdono facilmente se non vanno in dichiarazione come si deve.
Cosa prevede il protocollo
Il protocollo è triennale ed è stato firmato dal Ministro Alessandra Locatelli e dal presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti Elbano de Nuccio, riconfermato lo scorso aprile per il mandato 2026-2030. L’obiettivo dichiarato è coinvolgere gli ordini territoriali dei commercialisti nell’informazione e nell’accompagnamento delle persone con disabilità sulle riforme in corso: la legge 227 del 2021 sulla delega in materia di disabilità e il decreto legislativo 62 del 2024 che ne attua una parte attraverso la valutazione di base e il progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato.
Il protocollo prevede anche un contributo dei commercialisti all’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, la cooperazione con gli enti del Terzo Settore e l’accreditamento delle attività come formazione professionale continua per i commercialisti iscritti. Sul versante operativo, gli ordini locali dovrebbero diventare antenne territoriali per spiegare la nuova normativa di vantaggio socioeconomico e fiscale.
Cosa significa per chi non vede
Il commercialista è la figura che, in pratica, gestisce le agevolazioni fiscali per la disabilità nel modello 730 o nella dichiarazione dei redditi. Per chi non vede o ha disabilità visiva ci sono diverse voci che vanno conosciute, perché si perdono facilmente se non sono state inserite correttamente in dichiarazione.
L’IVA agevolata al 4 per cento si applica all’acquisto di sussidi tecnici e informatici per chi rientra nella legge 104 articolo 3, in base all’articolo 2 comma 9 del decreto legge 669 del 1996 e al decreto ministeriale del 14 marzo 1998. La categoria comprende lettori di schermo, display braille, ingranditori elettronici, software dedicati. Per ottenere l’aliquota ridotta serve il certificato del medico curante che attesti il nesso funzionale fra l’ausilio e la disabilità, da consegnare al venditore al momento dell’acquisto.
Sugli stessi ausili spetta poi la detrazione Irpef del 19 per cento, ai sensi dell’articolo 15 del Testo unico delle imposte sui redditi, con la fattura come documento di spesa. Sui libri e periodici in braille e sugli audiolibri l’IVA agevolata al 4 per cento si applica per legge, in base al DPR 633 del 1972.
Per il cane guida ci sono due voci distinte. La prima è la detrazione Irpef del 19 per cento sull’acquisto, spettante una sola volta ogni quattro anni, da utilizzare in un’unica soluzione o in quattro rate annuali. La seconda è la detrazione forfettaria per il mantenimento: secondo l’Agenzia delle Entrate la cifra per il 2025 è stata di 1.100 euro, mentre la stampa fiscale di settore segnala un possibile aumento a 1.500 euro derivante dalla manovra recente. È il punto che vale la pena chiarire con il proprio commercialista al momento della dichiarazione, perché due fonti diverse riportano cifre diverse e le istruzioni del 730 del 2026 sono il riferimento definitivo. La detrazione mantenimento spetta solo al titolare non vedente del cane guida, con limiti di reddito che riducono il beneficio sopra i 120 mila euro fino ad azzerarlo a 240 mila.
Il nodo dell’accessibilità dei portali fiscali
C’è un altro versante che il protocollo Ministero-commercialisti non tocca direttamente, ma che pesa sulla vita quotidiana di chi non vede e deve interagire con il fisco. Il portale dell’Agenzia delle Entrate, il 730 precompilato, il cassetto fiscale, l’app IO, lo SPID: il livello di accessibilità di questi strumenti per chi usa un lettore di schermo come VoiceOver, TalkBack, NVDA o JAWS è variabile. Negli anni scorsi l’Associazione Luca Coscioni aveva diffidato l’Agenzia delle Entrate per l’inaccessibilità dell’app IO; è un caso del 2020, ma è sintomatico del fatto che il rapporto fra portali fiscali italiani e screen reader è stato a lungo problematico.
Un report indipendente e recente sull’accessibilità dei portali fiscali italiani per chi non vede non è disponibile. È un’assenza che pesa, perché senza dati l’utente che incontra un blocco non sa se sia un problema specifico suo o un problema strutturale. Tecnoaccess proverà nei prossimi mesi a fare una prova diretta su 730 precompilato, fatture e corrispettivi e app dell’Agenzia delle Entrate con NVDA, JAWS e VoiceOver, e a pubblicarne il risultato. Nel frattempo, per chi ha bisogno di sostegno operativo, il commercialista resta il riferimento pratico più solido per non perdere agevolazioni che spettano per legge.
Il dato di sfondo
Il protocollo del 20 maggio si inserisce in una stagione di riforme in cui la disabilità è oggetto di una revisione normativa profonda. La legge 227 del 2021 ha avviato la riforma e il decreto legislativo 62 del 2024 ne sta attuando il cuore con la sperimentazione del progetto di vita in alcune province italiane. La parte fiscale è uno dei nodi sensibili: trasferimenti, agevolazioni, detrazioni, deduzioni passano dal commercialista nove volte su dieci, e molte famiglie non sanno di averne diritto. L’accordo con il CNDCEC, se attuato seriamente sui territori, può ridurre la distanza fra le norme e le persone che le devono usare.