All’ecografia della ventesima settimana chi accompagna guarda lo schermo, poi esce con una stampa in bianco e nero da attaccare al frigorifero. Guide Dogs, l’associazione britannica dei cani guida, ha avviato un progetto pilota che prende quell’immagine bidimensionale e la restituisce come un oggetto da toccare, stampato in tre dimensioni.
Il progetto si chiama First Hello. Si carica online la scansione ecografica delle venti settimane, l’immagine viene elaborata come modello digitale e poi stampata in rilievo. Il risultato è un pannello che riproduce i contorni del feto e che si legge con le dita.
Cinquanta pezzi, per cominciare
Per questa prima fase Guide Dogs mette a disposizione una cinquantina di modelli. Possono richiederli i genitori in attesa con disabilità visiva e i loro familiari con problemi di vista, attraverso un modulo online. L’associazione non ha comunicato una data di chiusura del pilota né cosa succederà dopo i primi cinquanta pezzi.
Le parole di chi lo ha provato
Kerry Bevan, responsabile dei servizi di supporto di Guide Dogs, ha dichiarato che «troppo spesso le persone con disabilità visiva sono escluse da momenti significativi della vita che gli altri danno per scontati».
Reece Finnegan-Knight, padre in attesa con disabilità visiva fra i primi a ricevere il modello, ha detto che «tenere in mano la scansione tattile per la prima volta è stata un’esperienza incredibile» e che l’oggetto gli ha restituito «quel momento speciale».
I numeri del sondaggio
Guide Dogs ha accompagnato il lancio con un sondaggio su 2.000 adulti britannici con disabilità visiva. Il 54 per cento ritiene che le ecografie dovrebbero essere più inclusive. L’80 per cento pensa che ogni genitore debba poter vivere i momenti della gravidanza.
Il dato interessante riguarda la distanza fra le due percentuali. Il consenso sul principio generale è quasi unanime, mentre sulla richiesta specifica di cambiare la prassi degli esami ecografici si ferma poco sopra la metà del campione.
Una tecnica che ha già un precedente
La traduzione di un’ecografia in un oggetto tattile stampato in 3D non nasce oggi. Casi singoli erano stati documentati dalla stampa internazionale già nel decennio scorso, di solito su iniziativa di un singolo ospedale o di un laboratorio universitario. La novità di First Hello sta nell’averla trasformata in un servizio su richiesta, con un modulo online al posto della segnalazione fortunata al reparto giusto.
La stampa 3D applicata alla lettura tattile sta entrando in ambiti diversi. In Italia, negli ultimi mesi, ha riguardato soprattutto beni culturali e percorsi urbani: mappe a rilievo di luoghi storici in Veneto, la riproduzione visio-tattile della Sindone in tour dal Piemonte, i pannelli tattili nei musei. First Hello sposta la stessa tecnica dentro un percorso sanitario personale.
Cosa vuol dire per chi vive in Italia
Il pilota riguarda il Regno Unito e i suoi residenti. In Italia non esiste, al momento, un servizio analogo strutturato: la strada resta quella di chiedere il file dell’ecografia al reparto e rivolgersi a un laboratorio di stampa 3D, con costi a carico della famiglia e nessuna garanzia sul risultato.
La notizia è stata ripresa dalle testate locali britanniche e inserita il 10 settembre nella rassegna settimanale di Top Tech Tidbits. Le richieste si inoltrano dal sito di Guide Dogs, nella sezione dedicata a First Hello.
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