Si è chiusa sabato 27 giugno a Rimini la seconda edizione di ExpoAid, il salone nazionale della disabilità organizzato dal Ministero per le Disabilità e dalla regione Emilia-Romagna. Tre giorni al Palacongressi della città romagnola, oltre cinquanta seminari, e per il pubblico della disabilità visiva un blocco unitario sotto un unico stand che ha riunito UICI nazionale, IRIFOR, Federazione Pro Ciechi, IAPB Italia, Centro Helen Keller, Biblioteca Italiana per i Ciechi Regina Margherita e Stamperia Regionale Braille di Catania. Tecnoaccess racconta cosa è emerso per chi non vede e ipovede.
Il blocco visivo unito
La scelta più interessante dal punto di vista organizzativo è stata quella di un unico spazio espositivo condiviso. UICI ha proposto a tutte le realtà nazionali della disabilità visiva di esporre insieme, condividere personale di stand e collaborare nei laboratori. Hanno aderito IRIFOR per la riabilitazione, la Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi per l’editoria e l’istruzione speciale, IAPB Italia per la prevenzione oftalmologica, il Centro Helen Keller, la Biblioteca Italiana per i Ciechi Regina Margherita di Monza per il prestito di libri e audiolibri, la Stamperia Regionale Braille di Catania per la produzione di materiale tattile.
Una scelta che ha valore politico oltre che organizzativo: il pubblico che si avvicinava allo stand non doveva girare per tutta la fiera per orientarsi, e gli operatori delle diverse realtà potevano rinviare a vicenda quando una domanda non rientrava nel proprio ambito. Per il visitatore con disabilità visiva, in pratica, c’era un luogo solo dove rivolgersi. Per le istituzioni, una vetrina compatta e visibile.
Il seminario del 26 giugno
L’appuntamento centrale per il pubblico della disabilità visiva è stato il seminario di venerdì 26 giugno intitolato “Muoversi, Vivere, Partecipare”, con il presidente nazionale UICI Mario Barbuto. Secondo i resoconti della stampa locale, Barbuto ha messo in fila tre fronti su cui la condizione di chi non vede si gioca nel 2026: la mobilità autonoma, ancora oggi limitata da barriere architettoniche e da servizi di trasporto incoerenti sul territorio italiano; la vita indipendente, che dipende dall’accessibilità di servizi privati e pubblici (e qui entra l’EAA di cui Tecnoaccess ha scritto in queste settimane); la partecipazione, intesa come accesso al lavoro, alla cultura, alla politica.
L’esercito e i volumi in braille
Uno dei momenti meno annunciati ma di valore simbolico è stata la presentazione, presso lo spazio dell’Esercito Italiano, dei volumi in braille della Rassegna Militare, la pubblicazione periodica del Ministero della Difesa. È la prima volta che la Difesa italiana stampa in braille la propria rivista istituzionale, in collaborazione con la Stamperia Regionale Braille di Catania. Un’istituzione tradizionalmente non orientata all’accessibilità che produce materiale leggibile a chi non vede: per la community italiana è un piccolo precedente, replicabile da altri ministeri.
Sport, Progetto di Vita e Locatelli
Sul versante istituzionale, la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli ha aperto i lavori giovedì 25 giugno con un discorso che ha messo al centro il Progetto di Vita personalizzato, lo strumento previsto dal decreto legislativo 62 del 2024 in fase di sperimentazione nelle province pilota italiane. Locatelli ha richiamato anche il tema delle tecnologie accessibili, dopo l’intervento alla conferenza ONU CRPD di New York del 9 giugno scorso, di cui Tecnoaccess ha scritto l’11 giugno. Sul fronte sportivo è stato dedicato un percorso intero alla pratica paralimpica, con presenza di FISPIC e di alcune società che militano nei campionati italiani per persone con disabilità visiva.
Cosa portano a casa i partecipanti non vedenti
Per chi è andato a Rimini, il bilancio è positivo soprattutto sul piano del coordinamento fra le associazioni nazionali. Il blocco unitario UICI-IRIFOR-Pro Ciechi-IAPB-Centro Helen Keller-Regina Margherita-Stamperia Braille ha mostrato che la rete istituzionale italiana della disabilità visiva sa lavorare insieme quando ci sono interlocutori politici disponibili. Sul piano dei contenuti, gli annunci nuovi sono stati pochi: una vetrina del lavoro in corso, con poche novità. È coerente con quello che ExpoAid si è data come funzione: rappresentare a Rimini un’istantanea del settore, dare visibilità mediatica a istituzioni e associazioni, costruire una settimana l’anno in cui il discorso pubblico mette al centro la disabilità.
La terza edizione di ExpoAid è già stata annunciata per il giugno 2027. I temi della disabilità visiva avranno presumibilmente lo stesso peso del 2026, con il rilancio del blocco unitario e probabilmente un seminario su EAA e Determinazione AGID 84/2026 alla prova dei primi due anni di applicazione. Tecnoaccess seguirà ExpoAid 2027 sul campo, possibilmente con un giornalista non vedente che porti la prospettiva di prima persona sull’accessibilità dell’evento stesso, dai trasporti per arrivare a Rimini al Palacongressi, dagli stand alle sale seminari.