La Banca Centrale Europea ha pubblicato il 30 luglio 2026 un documento in cui descrive come sarà progettata l’app dell’euro digitale sul piano dell’accessibilità. Il testo mette nero su bianco il supporto agli screen reader, la navigazione completa da tastiera e una serie di opzioni pensate per chi ha una disabilità visiva. La BCE dichiara che l’applicazione andrà oltre i requisiti fissati dall’European Accessibility Act, la legge europea che dal 2025 impone regole di accessibilità a molti servizi digitali.
L’euro digitale è la moneta elettronica pubblica su cui l’Eurosistema lavora da anni, una forma digitale del contante emessa dalla banca centrale. Non è ancora in circolazione: la fase pilota è prevista per il 2027. Quello che conta qui è che l’accessibilità entra nel progetto fin dalla fase di disegno, prima che il servizio arrivi al pubblico.
Cosa prevede l’app per chi non vede
Nell’elenco delle funzioni la BCE cita il supporto avanzato agli screen reader e la possibilità di usare l’app interamente da tastiera, senza dipendere dal tocco preciso su uno schermo. Ci sono poi opzioni di design visivo pensate per gli ipovedenti, un linguaggio semplificato, gli avvisi quando una sessione sta per scadere, la prevenzione degli errori nelle operazioni e l’impostazione per ridurre le animazioni. Sono voci che, messe insieme, coprono le barriere più comuni che un non vedente incontra in un’app di pagamento.
WCAG al livello più alto e lo standard EN 301 549
Sul piano tecnico la BCE dichiara di applicare le Web Content Accessibility Guidelines al loro livello più alto, adattate ai pagamenti da mobile, e di rispondere ai requisiti di percezione, uso e accessibilità cognitiva descritti nella norma EN 301 549. È lo standard tecnico europeo a cui rimanda anche l’Accessibility Act. Dichiarare il livello più alto delle WCAG significa puntare al grado di conformità più stringente tra quelli previsti.
I test con la Fondazione ONCE
La parte più interessante riguarda la verifica sul campo. La BCE ha annunciato che le prove di usabilità e accessibilità coinvolgeranno la Fondazione ONCE, l’organizzazione spagnola dei ciechi, insieme al personale della banca centrale europea e a quello di 19 banche centrali nazionali. I test si terranno durante il pilota del 2027. Affidare la validazione a un’organizzazione di persone cieche, e non solo a un audit interno, mette gli utenti reali dentro il processo di sviluppo.
La posizione della BCE
Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della BCE, ha legato il progetto al principio del contante: come le banconote, ha spiegato, l’euro digitale sarà un bene pubblico, e nell’era digitale ogni cittadino europeo deve potervi accedere a parità di condizioni. È una dichiarazione di intenti che ora andrà misurata sui fatti, quando l’app passerà dai documenti alle mani delle persone.
Quando si potrà provare
Per ora l’app dell’euro digitale non è scaricabile: si tratta di un progetto in fase di preparazione, e la sperimentazione partirà nel 2027. Le indicazioni sull’accessibilità restano quindi impegni scritti, che la comunità dei non vedenti potrà verificare quando il servizio entrerà nella fase di test pubblici.
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