Diritti digitali

Sport e cecità, firmati a Roma due protocolli IAPB UICI FISPIC

Il 5 maggio negli uffici del Ministero dello Sport sono stati firmati due protocolli d'intesa tra Fondazione IAPB Italia, UICI e FISPIC. Sistema integrato fra prevenzione, riabilitazione e sport per le persone con disabilità visiva.

Pubblicato il 4 min lettura Notato un errore? Scrivi a redazione

Illustrazione editoriale a tema: Sport e cecità, firmati a Roma due protocolli IAPB UICI FISPIC

Il 5 maggio negli uffici del Ministero dello Sport sono stati firmati due protocolli d’intesa tra Fondazione IAPB Italia, UICI e FISPIC. Sistema integrato fra prevenzione, riabilitazione e sport per le persone con disabilità visiva.

Cosa è stato firmato e con chi

L’appuntamento di martedì 5 maggio 2026 si è tenuto negli uffici romani del Ministro per lo Sport e i Giovani. Tre realtà del mondo della disabilità visiva italiana hanno messo nero su bianco un accordo strutturato: la Fondazione IAPB Italia, organismo per la prevenzione della cecità collegato all’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità; l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS APS, la più grande associazione italiana di settore; e la Federazione Italiana Sport Paralimpici dei Ciechi e Ipovedenti, FISPIC, l’ente preposto allo sport agonistico per atleti con disabilità visiva.

Il contenuto dei due protocolli prevede un sistema integrato che mette in connessione la prevenzione delle patologie oculari, la riabilitazione visiva post-diagnosi e la pratica sportiva come strumento di benessere, riabilitazione e partecipazione sociale.

FISPIC, la federazione che porta i ciechi nello sport agonistico

FISPIC è il punto di accesso per chi ha una disabilità visiva e vuole praticare sport agonistico in Italia. Include il calcio a 5 per ciechi (con palla sonora e portieri vedenti), il torball, il goalball, il judo per ipovedenti, l’atletica leggera, il nuoto, lo sci nordico paralimpico. Atleti FISPIC partecipano regolarmente alle Paralimpiadi e ai Campionati europei. L’organizzazione gestisce anche i settori giovanili e i progetti scuola.

Il problema strutturale che il protocollo affronta è il “vuoto” che spesso si crea fra l’esperienza riabilitativa subito dopo la perdita della vista e l’eventuale arrivo nello sport. Molti pazienti escono dai centri di riabilitazione e non incontrano mai una società sportiva paralimpica, con la perdita di anni in cui lo sport avrebbe contribuito al recupero psicofisico.

Il ruolo della riabilitazione visiva e di IAPB Italia

Fondazione IAPB Italia coordina la rete dei centri di ipovisione e riabilitazione visiva, con sedi presenti in molte regioni. La struttura riconosciuta a livello internazionale lavora su tre assi: prevenzione attraverso screening e campagne educative; riabilitazione tramite training di mobilità, lettura, uso degli ausili tecnologici; sostegno alla ricerca clinica.

Il protocollo firmato il 5 maggio chiede di rendere lo sport una parte standard del percorso riabilitativo. Una persona che riceve oggi una diagnosi di degenerazione maculare, glaucoma avanzato o retinite pigmentosa entra in un percorso medico. L’obiettivo dichiarato è che da domani entri anche in un percorso che le presenta lo sport paralimpico come opzione praticabile.

UICI mette in campo la rete territoriale capillare, con 105 sezioni provinciali distribuite su tutto il territorio nazionale. Sono i terminali fisici che possono intercettare le persone appena diagnosticate e indirizzarle ai centri di riabilitazione e alle società sportive collegate.

Cosa cambia ora per chi vive con disabilità visiva in Italia

L’applicazione del protocollo richiede ora di costruire procedure operative regionali, formare il personale dei centri di ipovisione sul tema sport paralimpico, fornire alle società FISPIC strumenti per accogliere atleti di livello base provenienti dalla riabilitazione. Il quadro economico passa da fondi del Ministero dello Sport e da risorse dedicate del Ministero della Salute per i progetti di riabilitazione.

L’orizzonte temporale dichiarato è 24 mesi per la piena messa a regime su scala nazionale. Nel frattempo, alcune regioni come Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio dovrebbero partire con progetti pilota già nel 2026. Le persone con disabilità visiva che vogliono saperne di più possono rivolgersi alla sezione provinciale UICI di residenza, ai centri IAPB regionali oppure direttamente alla federazione FISPIC che ha sede a Roma.

L’accordo di Roma è un atto politico fra istituzioni ed enti del terzo settore. Va misurato fra due anni sui numeri reali: quante persone in più sono passate dalla diagnosi alla pratica sportiva grazie al sistema integrato. Tecnoaccess seguirà l’evoluzione.