Michael Taylor è cieco, naviga con uno screen reader e da mesi documenta dove si blocca mentre prenota un volo. Il 17 agosto 2026 ha pubblicato sul blog di UsableNet la quinta e ultima puntata della serie, dedicata al check-in online: il passaggio che chiude la prenotazione e produce la carta d’imbarco. Ne escono cinque difetti ricorrenti, tutti riconducibili a errori di programmazione delle pagine.
Campi che non accettano il testo
Il primo ostacolo che Taylor descrive riguarda i campi di inserimento impostati come sola lettura quando invece dovrebbero essere modificabili. Lo screen reader li annuncia, il cursore ci arriva, ma il testo non entra: senza codice di prenotazione o numero del volo il check-in si ferma alla prima schermata.
Esempi che non corrispondono
Il secondo problema è più sottile. L’etichetta del campo spesso contiene un esempio di quello che va scritto, ma quell’esempio non sempre corrisponde a quello che il campo accetta davvero. Taylor scrive che l’esempio nell’etichetta gli impedisce di verificare se quello che ha inserito corrisponde a quello che il sito si aspetta. L’errore arriva dopo l’invio, senza che sia chiaro quale delle due indicazioni fosse quella valida.
Menù che tornano indietro da soli
Poi ci sono i menù a discesa che servono a scegliere il tipo di ricerca, per esempio cercare la prenotazione per codice o per numero del biglietto. Taylor racconta che questi menù «tornano al valore predefinito dopo che li ho aperti», oppure si chiudono da soli mentre li scorre con i gesti sul telefono. La selezione fatta si perde e si ricomincia.
A questo si aggiunge una discrepanza fra quello che il sistema ha registrato e quello che viene annunciato: lo screen reader continua a riportare l’opzione selezionata in precedenza anche dopo il cambio. Taylor descrive il risultato come un ciclo di reimpostazioni inutili.
I pulsanti senza nome
L’ultimo punto riguarda le icone di aiuto, quelle che aprono il suggerimento su dove trovare il codice di prenotazione o come si scrive un numero di documento. Nelle pagine esaminate «il piccolo pulsante a icona che apre il suggerimento spesso non ha etichetta»: un controllo privo di nome accessibile non viene annunciato dallo screen reader, e il suggerimento che il sito ha preparato resta dietro un pulsante che non si sa di avere.
Difetti che si possono testare
Taylor chiude sostenendo che si tratta di difetti discreti e verificabili, cioè bug singoli che un controllo qualità consapevole dell’accessibilità intercetta, e non di scelte di design ineliminabili. È la stessa impostazione delle puntate precedenti della serie, che hanno riguardato i campi di ricerca del volo, i filtri dei risultati, il confronto fra le tariffe e la scelta del posto a bordo. Il consiglio operativo che l’azienda ricava è di affiancare agli audit rispetto allo standard WCAG 2.2 livello AA il test con persone che usano davvero le tecnologie assistive.
Cosa dice la norma europea
La serie riguarda siti statunitensi, ma il perimetro normativo europeo copre lo stesso terreno. Lo European Accessibility Act, recepito in Italia con il decreto legislativo 82 del 2022, si applica dal 28 giugno 2025 anche ai servizi di trasporto passeggeri per aereo, autobus, ferrovia e nave, e per quei servizi elenca cosa deve essere accessibile: i siti web, i servizi per dispositivi mobili comprese le applicazioni, i biglietti elettronici e i servizi di biglietteria elettronica, la fornitura di informazioni sui servizi di trasporto comprese quelle di viaggio in tempo reale, e i terminali self-service interattivi situati nel territorio dell’Unione. I requisiti tecnici richiamano lo standard europeo EN 301 549, che a sua volta si appoggia alle linee guida WCAG.
Le barriere che Taylor elenca ricadono quasi tutte in criteri già codificati: il nome accessibile dei pulsanti, la coerenza fra lo stato reale di un controllo e quello che viene comunicato, le istruzioni corrette sui campi da compilare. Sono voci di una lista di controllo, e come tali si verificano prima di mandare online una pagina.
La vigilanza sull’accessibilità dei servizi digitali in Italia è affidata ad AgID, designata come autorità di vigilanza proprio dal decreto legislativo 82. Il livello di conformità di siti e applicazioni mobili si valuta rispetto alla norma UNI CEI EN 301549 in vigore. Restano fuori dal regime pieno i servizi di trasporto urbano, suburbano e regionale, per i quali la direttiva richiede solo i terminali self-service.
La quinta puntata della serie di UsableNet è leggibile sul blog dell’azienda: Airline Website Accessibility: Online Check-In Barriers, pubblicata il 17 agosto 2026, in inglese.
Chiedi a Sonar su questo articolo
Sonar è l’assistente di TecnoAccess: risponde usando solo gli articoli della testata e ti dice sempre di quando è la cosa che racconta.
Iscriviti e ricevi il libro in regalo

Iscrivendoti alla newsletter ricevi subito «AI e disabilità visiva 2026», il nostro libro di 67 pagine sugli strumenti che funzionano davvero, in EPUB e in PDF accessibile.
Poi, ogni venerdì mattina, le notizie della settimana e un consiglio pratico su VoiceOver, NVDA o TalkBack che pubblichiamo solo lì. È gratis e ci si disiscrive con un clic.