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BOA 2.0.1 sorveglia le celle di Excel dentro NVDA, e l’autore dichiara di averlo scritto tutto con l’AI

L'add-on Better Office Accessibility arriva alla 2.0.1 nell'Add-on Store: impostazioni divise in tre schede, compatibilità con NVDA 2026.2 e una nota dell'autore sull'origine del codice.

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Illustrazione editoriale a tema: BOA 2.0.1 sorveglia le celle di Excel dentro NVDA, e l’autore dichiara di averlo scritto tutto con l’AI

Il 31 agosto è comparsa nell’Add-on Store di NVDA la versione 2.0.1 di BOA, sigla di Better Office Accessibility, un pacchetto di estensioni per Microsoft Office firmato dallo sviluppatore che si presenta come MisterK. La licenza è GPL versione 2, il requisito minimo è NVDA 2026.1 e il collaudo dichiarato arriva a NVDA 2026.2. Nella descrizione ufficiale l’autore aggiunge una riga che negli add-on per screen reader non si legge quasi mai: l’intera base di codice è stata generata con Anti Gravity 2.0, cioè con un assistente di programmazione.

Cosa cambia nella 2.0.1

L’aggiornamento è breve e riguarda il pannello delle impostazioni. Prima era una lista unica dentro cui bisognava scorrere a lungo, adesso le opzioni sono divise in tre schede, Excel, Word e PowerPoint, costruite con il controllo a schede di wxPython. Nel changelog l’autore scrive che l’idea gli è venuta guardando Vision Assistant Pro, un altro add-on che ha adottato la stessa impostazione. La seconda voce della versione è la verifica di compatibilità con NVDA 2026.2, uscita il 31 agosto.

Le celle di Excel che cambiano da sole

La funzione attorno a cui è nato l’add-on si chiama Cell Monitor e serve per i fogli in cui alcune celle si aggiornano mentre si lavora altrove: totali, formule collegate, quotazioni, campi alimentati da una connessione esterna. Si marcano le celle da sorvegliare e l’add-on continua a seguirle, riportando i valori senza che si debba spostare il cursore avanti e indietro sul foglio.

Accanto c’è lo Sheet Layout Analyzer, che passa in rassegna il foglio di lavoro e restituisce quello che nel foglio non è dichiarato in modo esplicito: le schede nascoste, gli stati di protezione, i blocchi di dati e la loro collocazione. Due strumenti chiudono il gruppo Excel: il Bulk Sheet Organizer e il Quick Mover, che permettono di spostare e riordinare più fogli tramite finestre di dialogo accessibili invece che trascinando le linguette in fondo alla finestra.

PowerPoint, il capitolo più corposo

La parte dedicata a PowerPoint è arrivata con la versione 2.0.0 il 29 giugno e resta l’insieme più articolato. Il Document Analyzer, che si richiama con NVDA+E seguito da D, elabora la presentazione in background per non bloccare la sintesi vocale e produce un sommario virtuale navigabile. Segnala le discordanze fra ordine visivo e ordine degli oggetti sulla diapositiva, quello che nel gergo di PowerPoint si chiama Z-order e che decide la sequenza con cui uno screen reader incontra gli elementi. Marca le diapositive occupate da un blocco di testo unico e mappa gli oggetti composti come gli SmartArt e le tabelle di dati.

Lo Slide Layout Analyzer, con NVDA+E seguito da L, fa la stessa analisi sulla singola diapositiva attiva. Il Bulk Slide Organizer, con NVDA+E seguito da X, riordina le diapositive in blocco. L’autore etichetta le tre funzioni come sperimentali.

Sempre su PowerPoint agiscono i selettori di colore dell’add-on, che leggono i codici esadecimali e RGB nascosti dentro le griglie standard di Office, dove il colore viene presentato come un quadratino senza etichetta testuale.

Il codice scritto dall’AI, e le traduzioni pure

La dichiarazione sull’origine del codice non è isolata. Nelle versioni 1.6.0 e 1.6.1, uscite a metà giugno, l’autore ha portato l’add-on a diciassette lingue e poi ne ha aggiunte altre sette, fra cui turco, polacco, coreano, ucraino, ceco, urdu e punjabi, avvertendo ogni volta che le traduzioni sono state generate con l’AI e che possono contenere imprecisioni. È un’informazione che l’utente si trova scritta nel changelog prima di installare, e che riguarda direttamente cosa gli verrà letto a schermo.

Tecnoaccess ha raccontato più volte, quest’estate, sviluppatori ciechi che si costruiscono strumenti parlando con un modello linguistico. BOA arriva dall’altra parte della stessa strada: un add-on distribuito nello store ufficiale, con un pubblico che lo installa senza leggere il codice, e una nota dell’autore che dichiara come è stato prodotto.

Nell’archivio degli add-on di NV Access BOA compare con sette versioni pubblicate, dalla 1.1.0 alla 2.0.1 di questa settimana. La cadenza si è concentrata fra giugno e agosto, con quattro release in poco più di due mesi.

BOA 2.0.1 si installa dall’Add-on Store di NVDA, sotto il menu Strumenti, ed è gratuito. Il codice e la documentazione stanno sul repository GitHub del progetto BOA. Richiede NVDA 2026.1 o successivo.

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