Apple ha spostato in avanti il debutto dei suoi primi occhiali smart, un rinvio che riguarda anche molte persone cieche e ipovedenti che guardavano al prodotto come possibile alternativa “di casa Apple” ai Ray-Ban Meta usati con Be My Eyes. Lo ha riferito Mark Gurman di Bloomberg in un report del 26 luglio 2026. Il dispositivo, indicato dal nome in codice N50, era atteso prima; ora la presentazione è prevista al WWDC di giugno 2027, con la messa in vendita verso la fine dello stesso anno.
Si parla di circa sei mesi di ritardo rispetto alla tabella di marcia precedente. Per chi segue le tecnologie di assistenza il dato interessa perché tocca proprio la categoria di occhiali che, tramite fotocamera e intelligenza artificiale, può descrivere l’ambiente a chi non lo vede.
Cosa ha scritto Bloomberg
Secondo Gurman, il motivo del rinvio è la privacy della fotocamera. Apple starebbe lavorando a soluzioni hardware e software di riservatezza che al momento non esistono sul mercato, con l’obiettivo di differenziarsi dai Ray-Ban Meta. L’azienda, riferisce sempre Bloomberg, vuole arrivare al lancio con un’impostazione diversa da quella dei concorrenti sul trattamento delle immagini raccolte da chi indossa gli occhiali.
Tra le ipotesi allo studio ci sarebbe un modello in cui la fotocamera serve solo alle funzioni di intelligenza artificiale, senza permettere lo scatto di foto o la registrazione di video. Gurman scrive anche che Apple ha prototipato una versione del tutto priva di fotocamera. Sono valutazioni interne, non scelte definitive, e il report le presenta come tali.
Le caratteristiche attese
Al netto della questione fotocamera, gli occhiali N50 dovrebbero integrare speaker e microfoni. Le funzioni indicate riguardano l’ascolto di musica, le chiamate e il dialogo con Siri. Si tratterebbe quindi di un dispositivo indossabile pensato per l’audio e per l’assistente vocale, con l’aggiunta delle capacità legate all’intelligenza artificiale sul fronte visivo, se e come Apple deciderà di gestirle.
Perché la fotocamera pesa per chi non vede
Qui sta il punto che interessa la comunità di ciechi e ipovedenti. I Ray-Ban Meta abbinati a Be My Eyes o alla descrizione tramite AI sono già usati da persone cieche, e Tecnoaccess se ne è occupata. Il funzionamento poggia sulla fotocamera: l’occhiale inquadra la scena, l’intelligenza artificiale la interpreta e restituisce a voce cosa c’è davanti, dall’etichetta di un prodotto al numero di un autobus.
Le soluzioni di privacy allo studio in casa Apple vanno lette anche in questa chiave. Un modello che usa la fotocamera solo per l’AI, senza scatto di foto e video, potrebbe restare pienamente utile alla descrizione dell’ambiente. Una versione priva di fotocamera perderebbe invece la funzione che serve di più a chi ha una disabilità visiva, riducendosi alla componente audio e all’assistente vocale. Molto dipenderà da quale strada l’azienda sceglierà, e questo oggi non è deciso.
Un anno di attesa in più
Per chi contava sugli occhiali Apple come opzione alternativa ai Ray-Ban Meta con Be My Eyes, il rinvio sposta la prospettiva di circa un anno. Chi ha bisogno di uno strumento di descrizione visiva basato su occhiali AI trova già oggi soluzioni disponibili sul mercato; il prodotto Apple resta invece sulla carta.
Va detto con chiarezza: gli occhiali N50 al momento non sono disponibili e non si possono acquistare. Secondo il report di Mark Gurman per Bloomberg, la presentazione è attesa al WWDC di giugno 2027 e la commercializzazione verso la fine del 2027.
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