Hardware assistivo

EchoVision, gli occhiali AI progettati da zero per chi non vede arrivano a 599 dollari

Elaborazione sul dispositivo, campo visivo ampio, descrizione dei volti e integrazione con Aira e Be My Eyes. Per ora spedisce solo in Nord America.

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EchoVision, gli occhiali AI progettati da zero per chi non vede arrivano a 599 dollari

Mentre i grandi marchi adattano occhiali nati per il pubblico generale, una startup della Silicon Valley li progetta da zero per chi non vede. Si chiamano EchoVision, li produce AGIGA, azienda fondata nel 2024, e sono in consegna negli Stati Uniti e in Canada con un programma di accesso anticipato partito nell’estate 2025. Ad agosto 2026, il mese prossimo, parte la spedizione della V1 Edition, la prima versione definitiva. Il prezzo dell’hardware è di 599 dollari, con due piani d’uso: Explorer gratuito e Independence a 9,99 dollari al mese. La differenza rispetto ai Meta Ray-Ban è tutta nelle funzioni: ognuna è pensata attorno all’esperienza di una persona cieca.

Elaborazione ibrida, tra dispositivo e cloud

EchoVision elabora le richieste in parte direttamente sull’occhiale e in parte nel cloud: secondo l’azienda le immagini vengono trattate localmente o su server sicuri per la sola durata della richiesta, senza conservazione permanente e senza uso per addestrare i modelli. Per l’utente significa risposte rapide sulle funzioni di base e un vantaggio di privacy quando si inquadrano documenti o ambienti personali. L’audio è a orecchio aperto, così da non isolare dai suoni intorno, e l’interfaccia si regge su un pulsante principale dedicato all’AI, affiancato dal tasto di accensione che comanda la fotocamera e da un touchpad sulla stanghetta.

Le funzioni pensate per chi non vede

La fotocamera da 13 megapixel ha, secondo AGIGA, un campo visivo di 109 gradi, più ampio della metà rispetto agli occhiali smart mainstream: una scelta utile a chi esplora un ambiente senza sapere dove puntare lo sguardo. L’occhiale descrive l’ambiente in tempo reale, legge i testi con l’OCR indicando anche la posizione di ciò che trova, e secondo l’azienda offre una descrizione dei volti dettagliata e non filtrata, dove gli assistenti AI generalisti tendono invece a essere prudenti. Ci sono un “trova i miei occhiali” e un indicatore di batteria vocale. AGIGA dichiara circa 6 ore di autonomia per le unità attuali; la V1 di agosto monta una batteria ridisegnata che secondo l’azienda aumenta l’autonomia del 50%, dopo che gli utenti hanno chiesto più tempo di elaborazione continua. Chi ha comprato la Pioneer Edition riceve l’aggiornamento alla V1 gratuitamente entro dodici mesi.

Si appoggia ad Aira e Be My Eyes

Un aspetto interessante è l’integrazione con i servizi di assistenza remota Aira e Be My Eyes: quando l’AI non basta, l’utente può passare la parola a un operatore umano o a un volontario, restando dentro lo stesso dispositivo; serve però un account attivo dei rispettivi servizi, e Aira è a pagamento. È il modello ibrido che sta prendendo piede, l’automazione per le cose rapide e la persona in carne e ossa per quelle complesse, portato su un occhiale disegnato per la disabilità visiva anziché su un prodotto consumer riadattato.

Cosa aspettarsi in Italia

Per ora EchoVision spedisce solo negli Stati Uniti e in Canada; l’espansione internazionale è nei piani, con Europa e Australia indicate da AGIGA come prossimi mercati, ma senza date. E c’è il nodo che per il lettore italiano pesa più della spedizione: al momento gli occhiali parlano e capiscono solo inglese, l’italiano non è supportato. Il dato che vale la pena tenere d’occhio è il prezzo: a 599 dollari il dispositivo si colloca molto sotto soluzioni storiche come OrCam, e propone un’alternativa nativa al modello dei grandi marchi. Se la qualità delle descrizioni terrà le promesse, e quando arriveranno il supporto alla nostra lingua e la spedizione in Europa, sarà uno dei riferimenti da guardare.