Gaming accessibile

Alto contrasto premiato: EA Sports FC 26 e DOOM vincono ai premi accessibilità

EA Sports FC 26 e DOOM: The Dark Ages vincono i premi accessibilità di luglio grazie alla modalità ad alto contrasto, utile ai giocatori ipovedenti.

Pubblicato il 3 min lettura Notato un errore? Scrivi a redazione

Alto contrasto premiato: EA Sports FC 26 e DOOM vincono ai premi accessibilità

Due premi dell’industria dei videogiochi, assegnati a luglio, dicono la stessa cosa: la modalità ad alto contrasto sta diventando un criterio che fa vincere. A raccogliere i riconoscimenti per l’accessibilità sono stati EA Sports FC 26 e DOOM: The Dark Ages, due titoli di primo piano. La lettura del trend arriva dal sito specializzato Can I Play That, che il 23 luglio ha messo in fila i risultati.

Per chi ha una vista ridotta la notizia conta più dei premi in sé. Vuol dire che funzioni pensate per gli ipovedenti, un tempo trattate come extra, ora contano nelle giurie e quindi nelle scelte degli studi. Quando un premio pesa sul marketing, le aziende ci investono, e a guadagnarne è chi gioca con difficoltà a distinguere i dettagli sullo schermo.

EA Sports FC 26 e l’alto contrasto in gara

EA Sports FC 26 ha vinto la categoria accessibilità dei Games for Change Awards. La motivazione cita la modalità ad alto contrasto, gli aiuti al gameplay e altre funzioni di accesso. Il dettaglio che colpisce riguarda il gioco competitivo: l’alto contrasto è disponibile anche lì, dove di solito ogni modifica all’immagine viene vietata per non dare vantaggi. Permetterlo significa riconoscere che un giocatore ipovedente non sta barando, sta solo riportando la partita a un livello leggibile per i suoi occhi.

Per un simulatore di calcio la posta è alta. Distinguere le maglie di due squadre, seguire la palla, leggere i numeri sui giocatori: sono tutte cose che l’alto contrasto rende possibili a chi altrimenti vedrebbe una macchia confusa in movimento. La giuria dei Games for Change ha incluso la categoria accessibilità per la seconda volta, segno che il tema si sta consolidando in una manifestazione nata per i giochi a impatto sociale.

DOOM premiato a Develop:Brighton

Dall’altra parte dell’oceano, ai Develop:Star Awards della conferenza Develop:Brighton, DOOM: The Dark Ages ha vinto il premio per la migliore accessibilità nel gioco. La motivazione parla di difficoltà personalizzabile, di una forte accessibilità visiva e di una generale facilità di approccio. Tra i finalisti c’erano titoli molto diversi, da Dead Reset a Pine Hearts Mobile, da Tiny Bookshop a Unseen Diplomacy 2 fino a Monument Valley 3.

Uno sparatutto veloce e caotico come DOOM è un banco di prova difficile per la vista ridotta, perché sullo schermo succede tutto in fretta. Averlo reso leggibile e regolabile, al punto da vincere un premio dedicato, dice che l’accessibilità visiva sta entrando anche nei generi più frenetici, non solo nei giochi lenti e ordinati.

Cosa resta fuori

Serve onestà sui limiti. Alto contrasto, testo grande e difficoltà regolabile aiutano gli ipovedenti, non i ciechi assoluti, che hanno bisogno di segnali sonori e di narrazione per giocare senza vedere lo schermo. I due premi celebrano un progresso reale ma parziale, tutto dentro la fascia della vista ridotta.

Il valore, per i lettori, è capire dove sta andando il mercato. Se l’alto contrasto diventa un requisito da premio, gli studi lo cureranno di più, e i giocatori ipovedenti troveranno sempre più titoli leggibili al primo avvio. È un passo che non chiude il divario con chi non vede affatto, ma allarga di parecchio la platea di chi può prendere in mano un controller e giocare come tutti gli altri.