Al Teatro Giuseppe Di Stefano di Trapani, quest’estate, uno spettatore cieco può arrivare prima dell’opera e toccare con le mani le scenografie, i costumi e gli oggetti di scena, poi seguire lo spettacolo con una guida in braille e un’audiodescrizione in cuffia. L’Ente Luglio Musicale Trapanese ha costruito un percorso di accessibilità che accompagna tre titoli della sua stagione lirica per tutta l’estate, pensato per il pubblico con disabilità visiva. Il progetto è illustrato nella pagina dedicata del sito dell’Ente ed è stato ripreso dalla stampa siciliana il 28 luglio 2026, in occasione delle repliche de L’elisir d’amore.
Le opere coinvolte sono tre: Nabucco di Giuseppe Verdi, I Capuleti e i Montecchi di Vincenzo Bellini e L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti. Per ciascuna, chi non vede trova tre strumenti che lavorano insieme.
Braille, tatto e voce che raccontano l’opera
Il primo strumento è una guida stampata in braille, corredata da codici QR che aprono contenuti audio. Chi legge con le dita ha così il programma di sala nella forma che gli serve, e con lo smartphone può ascoltare gli approfondimenti collegati a ogni sezione.
Il secondo è un percorso multisensoriale tattile. Prima dello spettacolo, le persone con disabilità visiva possono esplorare dal vivo scenografie, costumi e attrezzeria di scena, toccando i materiali e i dettagli delle produzioni. Sapere che aspetto ha un mantello, come è fatto un fondale, quanto pesa un oggetto che gli interpreti maneggiano in scena cambia il modo in cui poi si ascolta l’azione.
Il terzo strumento è l’audiodescrizione. I contenuti audio comprendono introduzioni firmate dalla regia, guide all’ascolto con la descrizione visiva delle scene e interviste esclusive. Durante l’opera, la voce racconta ciò che accade sul palco nei momenti senza canto, così chi non vede segue i movimenti, le entrate e le uscite, i cambi di quadro.
Un progetto nato da una ricerca universitaria
Il percorso di accessibilità è stato sviluppato grazie al contributo della professoressa Rossella Pizzatti, nell’ambito di un dottorato, in collaborazione con il Conservatorio di Musica Antonio Scontrino di Trapani. Dietro le guide braille e le audiodescrizioni c’è quindi un lavoro strutturato, che unisce competenze musicali e studio dell’accessibilità.
La scelta di legare il progetto a un conservatorio ha un vantaggio pratico: chi prepara le guide all’ascolto conosce le partiture, sa dove cadono le pause, capisce quali passaggi vanno raccontati e quali lasciano già tutto alla musica. L’audiodescrizione di un’opera lirica ha regole diverse da quella di un film, perché deve convivere con il canto e con l’orchestra senza sovrapporsi.
Perché conta al Sud
L’opera lirica accessibile ai ciechi ha trovato in Italia alcune case stabili, dallo Sferisterio di Macerata all’Arena di Verona. In Sicilia e più in generale nel Mezzogiorno l’offerta resta rara, e un teatro che mette in fila braille, percorsi tattili e audiodescrizione su tre titoli di una stessa stagione porta l’accessibilità dove di solito manca. Per uno spettatore cieco di Trapani o del suo territorio significa poter scegliere di andare a teatro senza dover contare per forza su un accompagnatore che gli spieghi cosa succede.
Le repliche de L’elisir d’amore si sono tenute il 30 luglio e il 1 agosto. Il percorso di accessibilità resta attivo per le altre opere in cartellone, e i dettagli sono pubblicati nella sezione Accessibilità del sito dell’Ente Luglio Musicale Trapanese.
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