Il 21 maggio cade il 15° Global Accessibility Awareness Day. La GAAD Foundation lancia AIMAC, primo benchmark che misura quanto bene i modelli AI generano codice accessibile. Cosa significa per le aziende italiane in piena Accessibility Act.
Il 21 maggio 2026, quindici anni di GAAD
La giornata mondiale dell’accessibilità digitale, fissata ogni anno per il terzo giovedì di maggio, taglia nel 2026 il traguardo del quindicesimo anno. La data scelta è giovedì 21 maggio. Il tema 2026 della GAAD Foundation è “Design, Develop, Deliver”, una formula che spinge le aziende del settore a integrare l’accessibilità in tutte le fasi del ciclo di sviluppo software, dalla progettazione iniziale alla consegna del prodotto.
GAAD nasce nel 2011 da un post di Joe Devon che invitava i programmatori a dedicare un giorno l’anno all’accessibilità. Nel 2026 è diventato l’evento di riferimento del settore con migliaia di conferenze, hackathon, webinar in oltre 50 paesi. In Italia partecipano Microsoft Italia, Google Italia, le università del Politecnico di Milano e di Torino, le associazioni UICI, IAPB Italia, AccessiWay.
Cosa è AIMAC, il benchmark per AI e accessibilità
Il lancio principale del 2026 è AIMAC, acronimo di AI Model Accessibility Checker, sviluppato dalla GAAD Foundation in partnership con ServiceNow. È il primo benchmark di settore che valuta in modo standardizzato quanto il codice generato da un modello AI rispetta le linee guida WCAG.
Il principio è semplice. Si chiede allo stesso modello AI (GPT, Claude, Gemini, Llama, ognuno con la sua versione corrente) di generare il codice HTML/CSS/JavaScript di un’interfaccia. Il benchmark analizza il risultato e attribuisce un punteggio basato su un set di test deterministici: presenza degli alt text sulle immagini, contrasto colore conforme, struttura semantica con landmark e heading, gestione del focus tastiera, label sui campi form, ruoli ARIA corretti.
Il primo report pubblico è atteso per il giorno di GAAD. Le anticipazioni della Foundation parlano di differenze marcate fra modelli: alcuni generano codice WCAG-compliant per oltre il 75 per cento dei test, altri si fermano sotto il 40 per cento. Per la prima volta esiste un metro standardizzato di confronto fra AI sul tema accessibilità.
Perché interessa l’Italia dopo l’EAA del 28 giugno 2025
L’European Accessibility Act è in vigore da quasi un anno. Dal 28 giugno 2025 le aziende italiane con più di dieci dipendenti e fatturato sopra i due milioni di euro devono offrire prodotti e servizi digitali accessibili. Il quadro normativo prevede sanzioni amministrative da 2.500 a 40.000 euro per le non conformità.
Tante aziende italiane oggi usano AI per generare codice frontend e per aggiornare i loro siti più velocemente. Lo facevano già prima dell’EAA, lo fanno ancora di più adesso. AIMAC dà loro uno strumento di terza parte per valutare quale modello AI scegliere quando il codice generato deve essere accessibile e quindi conforme alla normativa.
In termini pratici, il responsabile digitale di una PMI italiana che usa Copilot, Cursor, ChatGPT per scrivere codice ora può confrontare i punteggi AIMAC dei modelli prima di adottare uno specifico assistente AI. Sceglie il modello con il punteggio AIMAC più alto e ha più probabilità di consegnare un sito conforme. È un livello di scelta informata che fino al 2025 non esisteva.
Gli eventi italiani in calendario
L’agenda italiana del GAAD 2026 è ancora in costruzione e si arricchirà nelle prossime due settimane. Sul calendario internazionale della GAAD Foundation sono già confermati webinar in italiano organizzati da AccessiWay, dal gruppo Open Italia di Microsoft Italia, dall’Università di Torino sul tema EAA e PMI.
Lo scarto rispetto all’edizione 2025 lo dà proprio AIMAC. Per dieci anni GAAD è stato soprattutto sensibilizzazione, formazione, awareness. Nel 2026 con AIMAC entra una metrica industriale che pesa sulle scelte tecnologiche di chi sviluppa prodotti digitali. Una giornata dedicata diventa un punto di riferimento misurabile.