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Be My Eyes Workplace, l’AI accanto ai professionisti ciechi

Be My Eyes ha lanciato Workplace, una versione dedicata ai professionisti con disabilità visiva. Combina assistenza visiva AI, supporto in tempo reale da colleghi e descrizione accessibile dei file aziendali, distinta dalla classica app consumer.

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Illustrazione editoriale a tema: Be My Eyes Workplace, l’AI accanto ai professionisti ciechi

Be My Eyes ha lanciato a febbraio 2026 Workplace, una versione dedicata ai professionisti con disabilità visiva. Combina assistenza visiva AI, supporto in tempo reale da colleghi e descrizione accessibile dei file aziendali, distinta dalla classica app consumer. La newsletter di maggio dell’azienda è tornata sull’annuncio.

Cosa è Workplace e cosa offre

Be My Eyes, la piattaforma danese che dal 2015 collega persone con disabilità visiva a volontari vedenti tramite videochiamata, ha annunciato l’11 febbraio 2026 a San Francisco una nuova soluzione pensata per l’ambiente di lavoro. Si chiama Be My Eyes Workplace e nasce per i dipendenti ciechi e ipovedenti che ogni giorno aprono documenti, leggono e-mail, riconoscono etichette in magazzino, partecipano a riunioni con slide che lo screen reader fa fatica a interpretare. La newsletter Be My Eyes di maggio è tornata sul prodotto come aggiornamento per i clienti aziendali.

La piattaforma è separata dall’app consumer Be My Eyes, che conta oltre 8 milioni di volontari iscritti nel mondo secondo gli ultimi dati ufficiali, e dal servizio Be My AI basato sui modelli OpenAI (GPT-4 al lancio del 2023, poi aggiornato a GPT-4o nel 2024 e ai modelli successivi). Workplace è uno strumento dedicato ai team aziendali, dove il datore di lavoro adotta la soluzione per i dipendenti con disabilità visiva.

Tre funzioni in una piattaforma

Il servizio combina tre canali in un’unica esperienza. Il primo è l’AI visiva: quando un dipendente cieco deve interpretare un grafico in un PDF, una foto in un report o uno screenshot dell’azienda, può inviare l’immagine all’AI integrata e ricevere una descrizione testuale immediata, conforme alle policy aziendali sui dati.

Il secondo canale è il supporto in tempo reale da colleghi vedenti. Un dipendente cieco preme un pulsante nell’app e si attiva una videochiamata con un collega disponibile, identificato dal sistema in base ai criteri impostati dal team. Il collega vede ciò che la fotocamera dello smartphone inquadra e descrive a voce, esattamente come un volontario Be My Eyes farebbe per la versione consumer, ma rimane interno all’azienda.

Il terzo canale è la descrizione automatica dei file aziendali. PDF, presentazioni PowerPoint, fogli Excel ricevono una descrizione strutturata generata dall’AI e accessibile via screen reader. Per chi ha lavorato anche solo qualche ora con una presentazione PowerPoint di 50 slide e zero alt-text, il salto è ampio.

Cosa cambia con l’European Accessibility Act

L’EAA in vigore dal 28 giugno 2025 obbliga le aziende italiane con più di dieci dipendenti e fatturato sopra i due milioni di euro a garantire accessibilità di prodotti e servizi digitali. Strumenti come Be My Eyes Workplace permettono a una grande azienda di mettere in regola i dipendenti con disabilità visiva senza dover riscrivere da zero ogni documento interno.

Hilton ha annunciato la partnership con Be My Eyes nel 2023 per il supporto ai clienti negli hotel. Tesco ha avviato un programma pilota nei punti vendita britannici nel 2024-2025. Workplace si rivolge a un caso d’uso diverso: i lavoratori interni delle aziende, in particolare nel settore della finanza, della consulenza, della pubblica amministrazione, dove i flussi documentali sono fitti. Le date e le condizioni esatte delle partnership consumer si trovano sui rispettivi comunicati di Be My Eyes.

Come si attiva in Italia

Be My Eyes Workplace è disponibile a livello internazionale come prodotto B2B. Le aziende interessate contattano direttamente Be My Eyes per la quotazione, che varia in base al numero di dipendenti supportati. Per i dipendenti ciechi delle aziende italiane il consiglio è di portare la proposta al responsabile HR o all’ufficio diversity. Un’azienda che adotta Workplace si attribuisce un vantaggio sostanziale per il reclutamento e per la conformità EAA.

L’integrazione richiede l’app installata sui dispositivi aziendali, configurazione del directory aziendale per identificare i colleghi disponibili, formazione di base per chi accetterà le chiamate di supporto. I tempi tipici di rollout vanno da quattro a otto settimane.

Per i singoli professionisti ciechi che vogliono provare la versione consumer di Be My Eyes e Be My AI in attesa di Workplace in azienda, l’app è scaricabile gratis da App Store e Google Play. Il punto è che una soluzione AI dedicata al lavoro era un anello mancante. Be My Eyes lo ha aggiunto.

Errata corrige (17 maggio 2026)

La prima versione di questo articolo, pubblicata il 14 maggio 2026, presentava Be My Eyes Workplace come novità annunciata “nella newsletter di maggio 2026”. Il dato era impreciso: Workplace è stato annunciato l’11 febbraio 2026 a San Francisco; la newsletter di maggio è stata un aggiornamento sull’andamento del servizio. L’incipit è stato corretto. È stato aggiornato il dato sui volontari Be My Eyes nel mondo (oltre 8 milioni secondo gli ultimi dati ufficiali, anziché 10 milioni). Sono state precisate le date delle partnership consumer: Hilton è partner di Be My Eyes dal 2023 (non dal 2024); Tesco ha avviato il pilot UK nel 2024-2025 (non nell’ottobre 2025). Tecnoaccess ha aggiornato l’articolo il 17 maggio 2026 dopo audit di fact-checking interno. La sostanza della notizia (Be My Eyes Workplace come prodotto B2B dedicato ai lavoratori con disabilità visiva) resta valida.