Dal 31 agosto l’Add-on Store di NVDA ospita un’estensione che genera i codici dell’autenticazione a due fattori sul computer e li copia negli appunti con una combinazione di tasti. Si chiama 2Factor Authenticator, e toglie di mezzo il passaggio dal telefono per i servizi su cui la si configura.
La firma umesh rathore, la licenza è GPL versione 2, la versione minima di NVDA richiesta è la 2024.1 e l’ultima testata dichiarata è la 2026.2. La versione pubblicata è la 1.5.1.
Come funziona
L’estensione conserva le chiavi segrete degli account e le usa per calcolare i codici TOTP, lo standard che genera password temporanee a partire da una chiave condivisa e dall’orologio. Gli account si aggiungono e si gestiscono dal menu Strumenti di NVDA. Il comando per generare il codice è NVDA più Control più 2: alla pressione il codice finisce direttamente negli appunti, pronto da incollare nel campo del sito.
La documentazione dichiara che l’estensione funziona interamente fuori linea e non richiede dipendenze installate a livello di sistema. Nella nota del progetto l’autore spiega la scelta di copiare negli appunti con il tempo a disposizione: i codici TOTP durano trenta secondi, e alcuni servizi non concedono di più.
Il codice QR letto dallo schermo
La novità della serie 1.5 riguarda il momento in cui si registra un account nuovo. Quando un sito attiva la verifica in due passaggi mostra un codice QR da inquadrare col telefono, e in genere offre in alternativa la stessa chiave scritta in caratteri.
La 1.5 aggiunge la scansione automatica del codice QR direttamente dallo schermo del computer. La funzione si appoggia a due librerie Python, Pillow e pyzbar, che l’estensione scarica da sola al primo utilizzo. Chi lavora su una macchina senza accesso alla rete, o dietro filtri aziendali che bloccano quel download, resta con l’inserimento manuale della chiave.
Cosa è stato corretto lungo la strada
Il changelog racconta una storia breve e istruttiva. La 1.1 ha corretto la perdita degli account salvati dopo un aggiornamento dell’estensione: da allora gli account stanno nella cartella di configurazione utente di NVDA e non più in quella di installazione, che a ogni aggiornamento viene sostituita. La 1.2 ha reso affidabile la copia negli appunti su alcuni sistemi dove non riusciva.
La 1.3 ha chiuso un caso più delicato: aggiungendo un account con un nome già presente, l’estensione lo sovrascriveva in silenzio, e la chiave precedente spariva senza avviso. Nella stessa versione è arrivata la validazione delle chiavi segrete al momento dell’inserimento. La 1.4 ha migliorato la gestione degli errori e i registri di diagnostica.
Un progetto giovane, e le chiavi restano sul computer
Il repository su GitHub è stato creato il 31 agosto 2026, lo stesso giorno della pubblicazione nel catalogo ufficiale, quindi il progetto arriva senza uno storico pubblico alle spalle. Chi lo valuta ha due elementi in mano: il codice è aperto e ispezionabile con licenza GPL v2, e le chiavi segrete restano nella cartella di configurazione di NVDA sul computer, senza passare da un servizio esterno.
Quella scelta ha un rovescio: tenere il secondo fattore sullo stesso computer da cui si inserisce la password riduce la separazione fra i due fattori, che è la ragione per cui di solito il codice sta sul telefono. È una valutazione che dipende da cosa si protegge e da come è tenuto il computer.
2Factor Authenticator si installa dall’Add-on Store di NVDA. Scarica 2Factor Authenticator dal repository GitHub dell’autore (gratis, licenza GPL v2, richiede NVDA 2024.1 o successivo).
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