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Siti inaccessibili, negli USA cause verso il record: 6.176 attese nel 2026

Il report di metà 2026 di UsableNet proietta circa 6.176 cause per l'accessibilità dei siti web negli USA, il volume più alto mai registrato.

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Siti inaccessibili, negli USA cause verso il record: 6.176 attese nel 2026

Negli Stati Uniti un sito che non funziona con lo screen reader può finire in tribunale, e sempre più spesso ci finisce. Il report di metà 2026 di UsableNet, azienda che da anni conta le cause per accessibilità digitale, parla del primo semestre con il volume più alto mai registrato. Sono numeri americani, ma il tema riguarda da vicino chi non vede ovunque: le barriere che portano un’azienda davanti a un giudice sono le stesse che ogni giorno bloccano una persona cieca su un sito o su un’app, il carrello che non si completa, il modulo che lo screen reader non riesce a compilare.

Numeri da record nel primo semestre

Secondo i dati raccolti fino a giugno, UsableNet proietta circa 6.176 cause per l’accessibilità dei siti web nel corso del 2026, quasi il 20 per cento in più rispetto al 2025. Il conteggio riguarda le azioni legali intentate negli Stati Uniti sulla base dell’Americans with Disabilities Act, la legge federale sui diritti delle persone con disabilità, e delle normative statali collegate. Il report è stato pubblicato l’8 luglio 2026.

Un dato aiuta a leggere il fenomeno: nel primo semestre il 36 per cento delle aziende citate aveva un fatturato annuo superiore ai 25 milioni di dollari, in crescita rispetto al 33 per cento del 2024 e al 27 per cento del 2023. Le cause non colpiscono solo piccoli negozi online, ma raggiungono realtà di dimensioni maggiori. La spinta, spiega l’analisi, arriva anche dai vuoti lasciati dall’applicazione federale: quando gli obblighi pubblici rallentano e il Dipartimento di Giustizia interviene poco, sono i cittadini e i loro avvocati a portare avanti le cause.

Quali barriere finiscono in tribunale

Il report insiste su un punto che interessa direttamente chi usa un lettore di schermo. Le barriere che compaiono nelle cause stanno oltre quello che un widget di accessibilità può correggere: un flusso di pagamento che non si può portare a termine, un modulo che lo screen reader non riesce a completare, campi senza etichetta, pulsanti che la voce non sa nominare. Sono ostacoli che nascono nel codice della pagina, non nella grafica, e che nessuno strumento aggiunto sopra il sito può sistemare da solo.

Per una persona cieca la conseguenza è tangibile. Un sito di e-commerce con il checkout inaccessibile chiude l’acquisto: la merce resta nel carrello, il pagamento si blocca all’ultimo passaggio. Una piattaforma di ordinazione al ristorante che lo screen reader non legge esclude dal servizio. Il report lo dice senza mezzi termini: per chi è cieco, ipovedente o comunque con una disabilità, una pagina di pagamento inaccessibile è una porta chiusa alla partecipazione, quando per gli altri clienti è un passaggio di pochi secondi.

Dove si concentra il contenzioso

Sul piano geografico New York continua a guidare la classifica per numero assoluto di cause, ma l’Illinois è salito tra gli Stati più attivi, segno che avvocati e ricorrenti stanno allargando il terreno oltre le piazze tradizionali. Florida e California restano tra le giurisdizioni più impegnate. Sul piano dei settori, il commercio elettronico domina il quadro, con la ristorazione e le bevande al secondo posto: sono i comparti dove il sito o l’app sono ormai il canale principale per comprare e prenotare, e dove una barriera taglia fuori chi non vede da un servizio quotidiano.

Cosa dice a chi guarda dall’Italia

Il contesto americano ha regole diverse da quelle europee, con un sistema che affida molto all’iniziativa dei privati in tribunale. In Europa la strada scelta è quella dell’European Accessibility Act, che introduce obblighi e sanzioni amministrative per i servizi digitali di commercio, trasporti, banche e contenuti audiovisivi. Il punto in comune tra i due modelli resta la definizione delle barriere: un carrello che non si completa e un modulo che lo screen reader non compila sono gli stessi problemi sulle due sponde dell’Atlantico. Guardare ai numeri statunitensi serve a ricordare quanto sia ampio il fronte ancora aperto, e quanto conti che l’accessibilità stia nel codice delle pagine e non in una toppa applicata sopra.