HHS ha pubblicato l’11 maggio una proroga delle deadline di accessibilità web e mobile per chi riceve fondi federali sanità. Section 504 ora applicabile dal maggio 2027 per le grandi organizzazioni, 2028 per le piccole.
Cosa dice l’Interim Final Rule
Il US Department of Health and Human Services ha pubblicato sul Federal Register dell’11 maggio 2026 un Interim Final Rule (IFR) che estende le date di conformità per il regolamento sull’accessibilità web e mobile delle organizzazioni che ricevono finanziamenti federali sanitari. La regola era stata anticipata in un comunicato stampa HHS del 7 maggio.
Le nuove scadenze sono due. Per le organizzazioni con 15 o più dipendenti la deadline di conformità slitta dall’11 maggio 2026 all’11 maggio 2027. Per le organizzazioni con meno di 15 dipendenti, dal 10 maggio 2027 al 10 maggio 2028.
L’aggiornamento riguarda i destinatari di fondi federali sanitari: ospedali, cliniche, programmi statali Medicaid, centri comunitari di salute mentale, agenzie di assistenza domiciliare, programmi di telemedicina. In totale decine di migliaia di soggetti negli Stati Uniti.
Cos’è la Section 504 e perché conta
La Section 504 del Rehabilitation Act del 1973 è la prima legge federale americana che vieta la discriminazione delle persone con disabilità da parte di enti che ricevono finanziamenti federali. Il principio è semplice: se un’organizzazione prende soldi pubblici, deve garantire pari accesso ai propri servizi anche alle persone con disabilità.
Nel 2024 HHS ha esteso la copertura della Section 504 al digitale, con un regolamento che richiede ai destinatari di fondi sanitari federali di rendere accessibili siti web e applicazioni mobile secondo standard WCAG 2.1 livello AA. La scadenza inizialmente fissata era l’11 maggio 2026. Tecnoaccess ne aveva scritto il 9 maggio scorso, nell’articolo che documentava la deadline imminente e segnalava che 84 ospedali e centri medici USA su 100 non erano pronti.
Il rinvio del 2027 nasce proprio da quel quadro. Le grandi organizzazioni sanitarie americane (in particolare gli ospedali rurali e i programmi Medicaid statali) hanno espresso preoccupazione per i tempi stretti del compliance, gli investimenti tecnologici necessari e la mancanza di personale qualificato in accessibility audit.
Cosa cambia per il pubblico
Per chi è non vedente, non udente, con disabilità motoria o cognitiva, l’effetto è continuare per un altro anno a incontrare ostacoli sui siti dei propri ospedali, sulla prenotazione di visite online, sull’accesso alle informazioni Medicaid, sulle app di telemedicina. La deadline slitta, il problema resta in sala d’attesa.
Le grandi associazioni dei consumatori con disabilità hanno reagito in modo articolato. AAPD (American Association of People with Disabilities) si è opposta pubblicamente al rinvio. Diversi commentatori del settore riconoscono però che una deadline impossibile da rispettare porta solo a finte conformità o multe simboliche, mentre un anno aggiuntivo permette un adeguamento reale.
L’Interim Final Rule è “interim” perché entra in vigore subito ma resta aperto a commenti pubblici per 60 giorni. Cittadini, organizzazioni e settori industriali possono inviare osservazioni che HHS deve considerare prima di fissare la regola in via definitiva.
Lezione possibile per l’EAA italiano
Per l’Italia il caso americano è uno specchio interessante. L’European Accessibility Act è in vigore dal 28 giugno 2025 e impone obblighi di accessibilità alle aziende italiane con più di dieci dipendenti e fatturato sopra i due milioni di euro.
A 11 mesi dal lancio, la situazione italiana è simile a quella americana nei punti chiave: una quota significativa delle aziende obbligate non è ancora conforme, mancano professionisti certificati in accessibility audit, gli investimenti tecnologici richiedono tempo. La domanda che il caso HHS pone è se i regolatori europei seguiranno la stessa strada del rinvio, o se invece manterranno la pressione normativa per non perdere credibilità.
Una proroga europea è tecnicamente possibile attraverso atti di adeguamento di livello nazionale, ma politicamente sarebbe difficile da gestire un anno dopo l’entrata in vigore della direttiva. Più verosimile un’applicazione graduale delle sanzioni, con tolleranza informale nei primi mesi per chi dimostra impegno credibile. Tecnoaccess seguirà l’evoluzione.