Gli occhiali intelligenti arrivati sul mercato di massa negli ultimi anni servono soprattutto a scattare foto e a parlare con un assistente vocale. Le funzioni utili a chi non vede, come riconoscere un oggetto, leggere un’etichetta o descrivere l’ambiente, restano quasi sempre affidate ad app dedicate o a dispositivi di nicchia. Rokid, azienda cinese di occhiali AR e AI ultraleggeri, dichiara ora di voler portare quel tipo di assistenza sui propri occhiali anche fuori dalla Cina.
Il segnale arriva da un annuncio del 3 luglio 2026. Rokid ha stretto una collaborazione con il Louis Braille Campus di Parigi, il polo di innovazione dell’INJA, l’Istituto nazionale francese per i giovani ciechi, e avvia lo sviluppo di funzioni pensate per le persone non vedenti. Un marchio di occhiali intelligenti di largo consumo entra così, in modo ufficiale, nel campo dell’accessibilità per la vista.
L’accordo con il Louis Braille Campus
Il campus riunisce quattro realtà storiche dell’associazionismo francese sulla disabilità visiva: INJA Louis Braille, apiDV, Voir Ensemble e l’Association Valentin Haüy. Prende il nome da Louis Braille, l’inventore del sistema di lettura tattile a rilievo, che proprio nell’istituto parigino studiò da ragazzo nell’Ottocento. Rokid ha sostenuto il Demo Day 2026 del campus, tenutosi il 16 giugno a Parigi, una vetrina di progetti riuniti sotto il tema «Innovation for a More Accessible World», con una donazione economica e diversi occhiali del modello Rokid AI Glasses Style.
Cosa fanno già gli occhiali in Cina
Le funzioni di assistenza visiva citate da Rokid hanno già una base di utenti. In Cina, riferisce l’azienda, alcune persone ipovedenti usano i suoi occhiali per tre operazioni quotidiane: identificare gli oggetti davanti a sé, farsi leggere un testo e ricevere informazioni su ciò che le circonda. Sono le stesse capacità che oggi molte persone cieche ottengono con la fotocamera dello smartphone e un’app di intelligenza artificiale. Il vantaggio degli occhiali sta nella forma: lasciano le mani libere e orientano la telecamera dove l’utente gira la testa.
L’obiettivo: i mercati internazionali entro fine 2026 (Europa inclusa)
L’azienda dichiara di voler estendere queste funzioni ai mercati internazionali entro la fine del 2026. Per ora resta un impegno accompagnato da una fase di sviluppo. Gli occhiali con queste capacità non sono ancora in vendita per i non vedenti europei e Rokid non ha indicato un prezzo. Nel comunicato diffuso da PR Newswire, l’azienda richiama l’eredità storica del campus e la sua ricerca sull’innovazione inclusiva. Irene Long, responsabile delle operazioni globali di Rokid, lega l’iniziativa alla diffusione crescente degli occhiali con AI nella vita quotidiana: per la manager, l’accessibilità «deve far parte dell’identità di questi dispositivi».
Perché conta l’ingresso di un marchio di grande diffusione
Negli ultimi anni alcuni occhiali di largo consumo hanno aggiunto funzioni di descrizione basate sull’intelligenza artificiale, segno che il mercato di massa inizia a guardare anche a questo pubblico. L’accordo con l’INJA porta il tema dentro un percorso di sviluppo pensato dall’inizio per le persone non vedenti, con il coinvolgimento diretto di chi vive la disabilità visiva e delle sue associazioni. Per un utente cieco la posta in gioco è la possibilità di scegliere, un domani, tra dispositivi di nicchia costosi e occhiali di marca prodotti su larga scala, di norma più economici e più facili da trovare e da far riparare.
Le domande ancora aperte
Restano parecchi punti da chiarire. Rokid non ha comunicato quali funzioni della versione cinese arriveranno sui mercati internazionali, né se la lettura di testi e oggetti funzionerà in italiano. Mancano un prezzo di listino e una data di messa in vendita. Non è stato precisato se le funzioni di accessibilità saranno integrate negli occhiali standard o proposte a parte. Il Demo Day del 16 giugno, a cui Rokid ha partecipato con la sua donazione, ha portato la partnership davanti al pubblico, ma lo sviluppo delle funzioni per i non vedenti è appena partito. La prova sul campo, con i riscontri delle persone cieche e ipovedenti a cui il progetto dice di rivolgersi, arriverà quando quelle funzioni saranno pronte.