Una mappa concettuale, un grafo di relazioni, un diagramma di Sankey che mostra come si muovono i flussi tra le categorie: sono immagini che nella ricerca qualitativa dicono molto, e che per un ricercatore cieco o ipovedente restano una pagina vuota. Uno screen reader le attraversa senza trovare appigli. Un gruppo di ricerca ha provato a colmare questo vuoto con QUARTZ, un sistema web che traduce quel tipo di visualizzazioni in rappresentazioni multimodali leggibili con lo screen reader. Il lavoro è stato depositato l’11 agosto 2026 sull’archivio scientifico arXiv.
Grafici che restano fuori portata
Il paper, firmato da Omar Khan e JooYoung Seo, parte da una constatazione precisa: negli ultimi anni le soluzioni multimodali per i grafici quantitativi, quelli fatti di numeri come istogrammi e diagrammi a torta, sono cresciute, mentre le visualizzazioni qualitative sono rimaste, testualmente, del tutto inaccessibili. Sono strumenti diversi dai grafici statistici. Una mappa concettuale collega idee, un grafo di rete mostra chi è connesso a chi, i cosiddetti coding stripes visualizzano come un ricercatore ha etichettato un testo lungo un’intervista. Strutture non lineari, ricche di significato, che chi lavora con metodi qualitativi consulta di continuo.
Cosa fa QUARTZ
QUARTZ è una piattaforma che gira nel browser e rende accessibili quattro tipi di visualizzazione: mappe concettuali, grafi di rete, diagrammi di Sankey e coding stripes. Invece di lasciare l’immagine muta allo screen reader, il sistema offre rappresentazioni alternative che si possono esplorare passo passo con la voce sintetica, navigando tra i nodi, le connessioni e le etichette. L’obiettivo dichiarato è mettere il ricercatore cieco nella condizione di analizzare i dati in autonomia, senza dover chiedere a un collega vedente di descrivere il grafico.
Lo studio con otto persone cieche
Per costruire e mettere alla prova il sistema, gli autori hanno usato il metodo RITE, una sigla che sta per Rapid Iterative Testing and Evaluation, cioè test rapidi e ripetuti in cui il prodotto viene corretto man mano che emergono i problemi. Hanno coinvolto otto partecipanti ciechi o ipovedenti, che hanno completato dodici compiti sui quattro tipi di grafico. Ogni difficoltà incontrata durante le prove è servita a rimettere mano al progetto, in un lavoro di co-progettazione insieme agli utenti a cui il sistema è destinato.
Barriere diverse da quelle dei grafici numerici
Il risultato più interessante riguarda il tipo di ostacoli emersi. Secondo il paper, le visualizzazioni qualitative pongono barriere specifiche, assenti nella ricerca sui grafici quantitativi: la navigazione non lineare si rompe, e restano lacune nella comprensione del significato. In pratica, mentre un grafico numerico si può leggere scorrendo una tabella di valori, una mappa di relazioni richiede di saltare da un concetto all’altro seguendo legami che non hanno un ordine prestabilito, e questo mette in crisi il modo in cui lo screen reader procede in sequenza. Gli autori documentano come la co-progettazione con gli utenti abbia risolto parte di questi nodi, e propongono linee guida per un ambito finora poco esplorato.
A che punto è
QUARTZ, per ora, è un sistema di ricerca descritto in un articolo scientifico, non un prodotto che si possa scaricare da un negozio di app. Il contributo, spiegano gli autori, sta nell’evidenza empirica e nelle linee guida di progettazione, materiale che chi costruisce strumenti di analisi può riutilizzare per non lasciare indietro i ricercatori con disabilità visiva. Il tema tocca un punto pratico: senza accesso a questi grafici, uno studente o un ricercatore cieco fatica a partecipare da pari a un lavoro di ricerca qualitativa. Il paper è consultabile sull’archivio arXiv con il codice 2608.11364.
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