Diritti digitali

Premio Omero: braille e suoni tra le opere finaliste

Il Museo Omero ha annunciato i tre finalisti della seconda edizione. Bandiere con testi in braille, voci e ceramiche: prevista una mostra digitale con audiodescrizioni degli artisti. L'opera vincitrice entrerà nella collezione del museo.

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Illustrazione simbolica: una mano esplora una superficie scolpita chiara, con onde sonore su fondo blu.

Il Premio Omero ha scelto i tre finalisti della seconda edizione: Lucia Cappellazzi, Ramona Ponzini e Paolo Puddu. L’annuncio del 9 ottobre riguarda opere che impiegano ceramica, suono e scrittura braille. Per chi segue l’accessibilità dell’arte, il prossimo passaggio sarà una mostra digitale sul sito del Museo Tattile Statale Omero, che ha sede alla Mole Vanvitelliana di Ancona, con audiodescrizioni preparate dagli stessi artisti.

Il premio è promosso dal museo insieme alla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. La selezione apre la seconda fase di valutazione: la commissione dovrà ancora scegliere l’opera vincitrice, destinata a entrare nella collezione del Museo Omero.

Le opere selezionate

Lucia Cappellazzi partecipa con Questo è un orto!, del 2026: un’installazione formata da 120 vasi in ceramica. Nella presentazione diffusa dal museo, le imperfezioni e le differenze fra gli elementi sono il punto di partenza di una riflessione sull’inclusione.

Ramona Ponzini propone É-temen-an-ki, del 2025. È un’installazione sonora multicanale che accosta la voce dell’artista a voci generate con l’intelligenza artificiale. Il riferimento alla Torre di Babele introduce il tema delle origini del linguaggio e della comunicazione.

Paolo Puddu è finalista con Personne, del 2026, composta da bandiere in tessuto con testi poetici in braille. Il movimento delle bandiere richiama il cielo, le nuvole e il vento.

Il requisito della fruizione tattile

Il bando della seconda edizione lega la partecipazione a precise caratteristiche delle opere. Chiede il coinvolgimento di più sensi e stabilisce che, quando sono presenti immagini visive, queste debbano essere «fruibili anche tattilmente». L’efficacia della fruizione tattile e multisensoriale rientra anche nei criteri di valutazione, insieme alla qualità e all’originalità dell’opera e al curriculum dell’artista o del collettivo.

Il concorso lascia aperta la scelta di materiali e linguaggi e ammette artisti singoli, gruppi e collettivi. Le opere devono essere già realizzate e risalire al 2001 o a un anno successivo. Il premio ammonta a 20.000 euro e comporta la cessione dell’opera vincitrice al museo.

Le candidature si sono chiuse il 10 agosto 2026. L’annuncio di ottobre riguarda quindi gli esiti della prima selezione: per questa edizione la fase di invio delle proposte è terminata.

Il precedente di RMN

La prima edizione si era conclusa con la scelta di RMN di Alberto Tadiello, un’installazione sonora del 2005. Il museo ne aveva annunciato l’inaugurazione per il 14 giugno 2026, in occasione dell’ingresso permanente nelle sue sale.

In quel lavoro i dati delle maree rilevati dalla stazione di Ancona della Rete Mareografica Nazionale vengono trasformati in frequenze sonore. Il museo descrive un’esperienza fatta di vibrazioni percepibili dal corpo. Fra gli strumenti di accompagnamento indica un’audiodescrizione e una trascrizione in braille.

Quel precedente aiuta a leggere la finalità del premio: l’acquisizione aggiunge alla collezione un’opera pensata per coinvolgere più canali percettivi. Per la seconda edizione, le modalità di presentazione dei singoli lavori dovranno essere descritte nei materiali dedicati alla terna finalista.

Audiodescrizioni previste, apertura da annunciare

Le procedure di selezione prevedono che la mostra digitale permetta al pubblico di conoscere i lavori e inviare eventuali osservazioni. La giuria potrà tenere conto di questi contributi nella valutazione finale. Le audiodescrizioni degli artisti sono previste proprio per favorire la conoscenza delle opere da parte delle persone con disabilità visiva.

Fra gli aspetti da approfondire nella seconda fase rientrano le modalità di fruizione e l’adattabilità agli spazi del museo, insieme alla manutenzione e all’impatto sociale. Sono questioni che riguardano anche l’esperienza di visita: la presentazione online consentirà di conoscere i progetti, mentre le condizioni dell’esplorazione fisica andranno definite per ciascun lavoro.

Nel comunicato del 9 ottobre mancano ancora una data di apertura della mostra digitale e il calendario della proclamazione.

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