Chi usa uno smartphone Samsung con lo screen reader ha convissuto per anni con un fastidio preciso: le novità di TalkBack, il lettore di schermo di Android, arrivavano sui Galaxy con mesi di ritardo rispetto ai Pixel di Google. Il motivo era tecnico ma le conseguenze pesavano sull’uso quotidiano. Samsung manteneva una propria versione modificata di TalkBack, e ogni miglioramento pensato da Google doveva passare per i tempi di Samsung prima di raggiungere chi non vede lo schermo. Con One UI 9.0 questa storia finisce.
One UI 9.0 è l’interfaccia che Samsung costruisce sopra Android 17. Al momento gira in beta, con il debutto della versione stabile atteso dalla fine di luglio 2026. La modifica che riguarda i non vedenti sta scritta nero su bianco nel changelog ufficiale del Galaxy S26 Ultra, riportato da SamMobile: “Samsung and Google’s TalkBack features have been unified. TalkBack updates can now be applied with a simple app update from the Play Store.” Tradotto: le funzioni TalkBack di Samsung e Google sono state unificate, e da adesso gli aggiornamenti dello screen reader si scaricano dal Play Store come una qualsiasi app.
Cosa cambia davvero per chi non vede lo schermo
TalkBack è il software che legge ad alta voce quello che appare sul telefono e permette di comandarlo con gesti al posto della vista. Per una persona cieca è lo strumento senza cui il dispositivo resta muto e inutilizzabile. Fino a ieri, sui Galaxy, gli aggiornamenti di TalkBack viaggiavano in due modi: dentro gli update di sistema, che Samsung distribuisce con la sua tempistica, oppure tramite il Galaxy Store. In entrambi i casi passavano per il filtro di Samsung.
Da One UI 9.0 il canale è uno solo e diretto: il Play Store di Google. Quando Google migliora TalkBack, l’aggiornamento diventa disponibile per tutti allo stesso momento, Pixel e Galaxy compresi. Chi possiede un Samsung smette di aspettare il proprio turno. È la differenza tra ricevere una funzione a settembre invece che a marzo dell’anno dopo.
Le funzioni Gemini che i Galaxy non avevano mai visto
Il caso più citato riguarda la descrizione delle immagini con Gemini, l’intelligenza artificiale di Google. Da tempo TalkBack può descrivere a voce il contenuto di una foto o di un’immagine priva di testo alternativo, così una persona cieca può sapere cosa mostra un’immagine che altrimenti resterebbe un vuoto. Sui Pixel questa funzione c’era già. Sui Galaxy no: la versione modificata di Samsung non l’aveva mai ricevuta.
Con l’adozione della versione standard di Google, il ritardo su queste funzioni si azzera. Chi aveva scelto un Galaxy si trovava tagliato fuori da uno degli strumenti di accessibilità più utili degli ultimi anni. Da One UI 9.0 quella barriera cade.
Select to Speak, per chi non vuole attivare tutto TalkBack
Oltre all’unificazione dello screen reader, One UI 9.0 porta due strumenti pensati per chi ha un residuo visivo e non usa TalkBack a tempo pieno. Il primo è “Select to Speak”. Il meccanismo è semplice: si tocca un elemento sullo schermo, che sia un blocco di testo o un’immagine, e il telefono lo legge o lo descrive a voce. Non serve accendere l’intero screen reader con i suoi gesti dedicati.
È una soluzione utile per gli ipovedenti che leggono da soli la maggior parte dei contenuti ma inciampano su un carattere troppo piccolo, una scritta a basso contrasto o una foto di cui non capiscono il contenuto. Si chiede aiuto al telefono solo per quel dettaglio, senza cambiare del tutto il modo di usarlo.
Text Spotlight, il testo ingrandito in una finestra dedicata
Il secondo strumento è “Text Spotlight”. Prende il testo e lo mostra ingrandito e isolato dentro una finestra separata, con dimensione dei caratteri, colori e velocità di scorrimento che l’utente regola come preferisce. Per un ipovedente la personalizzazione di questi tre parametri fa la differenza tra un testo leggibile e uno che affatica gli occhi fino a rinunciare.
La dimensione permette di portare i caratteri alla misura giusta per il proprio residuo visivo. I colori consentono di scegliere combinazioni ad alto contrasto, che per molte persone con ipovisione sono l’unico modo per distinguere le lettere dallo sfondo. La velocità di scorrimento serve a chi legge riga per riga e ha bisogno di controllare il ritmo con cui il testo avanza.
Perché la scelta di Samsung pesa
La notizia arriva dal sito Sammy Fans, specializzato nel mondo Samsung, che il 28 giugno 2026 ha elencato sei nuove funzioni di accessibilità in One UI 9.0. Il changelog del Galaxy S26 Ultra è stato ripreso da SamMobile, mentre il portale Accessible Android, punto di riferimento per chi segue l’accessibilità su Android, ha dato conto dei due strumenti per l’ipovisione.
Tenere un fork separato di TalkBack significava per Samsung doversi accollare da sola lo sviluppo di ogni novità, con il risultato che i Galaxy restavano indietro. Abbandonare quella strada e appoggiarsi alla versione di Google mette gli utenti Samsung sullo stesso piano di chi ha un Pixel. Per una persona cieca o ipovedente che deve scegliere quale telefono comprare, sapere che lo screen reader sarà aggiornato al pari degli altri toglie una delle poche ragioni che spingevano a diffidare dei Galaxy sul fronte accessibilità.